L'artigianato marchigiano si avvia verso una fase di stabilità per l'inizio del 2026. Tuttavia, le tensioni internazionali, in particolare nel Medio Oriente, potrebbero minacciare queste prospettive positive.
Stabilità attesa per l'artigianato marchigiano
I dati previsionali indicano una fase di stabilizzazione per il settore artigianale nelle Marche. Questo trend positivo è atteso per il primo semestre del 2026. La situazione congiunturale negativa sembra alleggerirsi. Si prevede un consolidamento di questa tendenza nella seconda metà del 2025.
L'obiettivo è una timida ripresa nel corso del 2026. Sarà fondamentale mantenere un approccio cauto. Le incertezze globali richiedono attenzione costante. L'evento organizzato presso la Facoltà di Economia e Diritto dell'Università degli Studi di Macerata (Unimc) ha evidenziato questi aspetti. L'Ente Bilaterale Artigianato Marche (Ebam) ha collaborato all'iniziativa.
Impatto della crisi internazionale sull'economia locale
Le tensioni in Medio Oriente rappresentano un fattore di rischio significativo. Questi scenari internazionali potrebbero imporre una revisione delle stime attuali. L'aumento dei costi è una certezza. Permane invece una forte incertezza sulla domanda di beni e servizi. Questo è quanto sottolineato da Riccardo Battisti, Presidente Ebam.
La guerra in Medio Oriente minaccia di capovolgere il quadro economico. L'artigianato locale potrebbe subire conseguenze dirette. L'instabilità geopolitica ha ripercussioni sull'intera catena produttiva. La dipendenza da materie prime e mercati esteri amplifica tali rischi.
Dati settoriali e occupazione: un quadro complesso
I dati presentati da Giovanni Dini (Centro Studi Sistema Cna Marche) e Riccardo Zallocco (Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Marche) mostrano un quadro articolato. Nel 2025 si registra un calo delle imprese (-2,1%). L'occupazione subisce una flessione lieve (-0,9%).
I settori più colpiti sono la moda (-9,9%), il legno e mobile (-8,2%) e la meccanica (-5,4%). Unica eccezione positiva è il settore dei servizi vari alle imprese. Gli investimenti previsti sono in calo, sebbene con differenze tra i vari comparti produttivi.
Il ruolo dei migranti nel tessuto artigiano
Lo studio di quest'anno, illustrato da Marco Amichetti (Ires-Cgil Marche), ha posto l'accento sul contributo dei migranti. La loro presenza nel sistema artigiano marchigiano è in crescita. Si concentrano soprattutto nella fascia d'età 35-44 anni.
La popolazione straniera presenta una minore incidenza di anziani (7,8% contro 28%). Ha invece un peso maggiore la fascia d'età 15-64 anni (77,5% contro 60,7%). Gli stranieri guidano la crescita e il ricambio occupazionale. Si inseriscono nelle fasce più giovani in tutti i settori economici.
Collaborazione tra università e territorio
Il rettore di Unimc, John McCourt, ha evidenziato l'importanza del dialogo tra ricerca e tessuto economico. Questo rafforzamento è cruciale in una fase di transizione complessa. La collaborazione tra l'Università degli Studi di Macerata e il mondo produttivo è fondamentale per affrontare le sfide future.
Le previsioni future dipenderanno da molti fattori. La stabilità economica interna e l'evoluzione degli scenari internazionali saranno determinanti. Il settore artigiano marchigiano dovrà dimostrare resilienza e capacità di adattamento.