Il settore artigianale delle Marche si avvia verso una fase di lenta stabilizzazione nel primo semestre del 2026. Tuttavia, le tensioni internazionali, in particolare nel Medio Oriente, rappresentano un fattore di rischio che potrebbe imporre una revisione delle previsioni attuali.
Stabilità in vista per l'artigianato marchigiano
I dati previsionali per il primo semestre del 2026 indicano una fase di stabilità per l'artigianato nella regione Marche. Questa tendenza positiva, attesa già nella seconda metà del 2025, potrebbe evolvere verso una timida ripresa nel corso del 2026. Tuttavia, le stime attuali sono formulate con la dovuta cautela.
Le presentazioni dei dati sono avvenute durante un evento organizzato presso la Facoltà di Economia e Diritto dell'Università di Macerata (Unimc). L'iniziativa è stata promossa dall'Ente Bilaterale Artigianato Marche (Ebam). I dati sono stati illustrati da Giovanni Dini del Centro Studi Cna Marche e Riccardo Zallocco di Confartigianato Imprese Marche.
Imprese e occupazione: un quadro complesso
Nel corso del 2025, si è registrato un calo delle imprese artigiane pari al -2,1%. L'occupazione ha subito una flessione leggermente inferiore, attestandosi a -0,9%. Settori specifici hanno mostrato andamenti negativi significativi.
Il comparto della moda ha visto una diminuzione del -9,9%. Il settore del legno e del mobile ha registrato un calo del -8,2%. La meccanica ha subito una contrazione del -5,4%. Unica nota positiva, il settore dei servizi vari alle imprese ha mostrato un saldo positivo.
Gli investimenti previsti per il settore sono in calo, sebbene con differenze tra i vari comparti. L'occupazione, pur rimanendo sostanzialmente stabile, è trainata dall'apporto dei lavoratori stranieri.
Il ruolo dei migranti nell'artigianato marchigiano
Lo studio di quest'anno ha posto particolare attenzione all'impatto dei migranti sul sistema artigiano delle Marche. La presenza di cittadini stranieri nella regione è in crescita, specialmente nella fascia d'età compresa tra i 35 e i 44 anni.
Rispetto alla popolazione autoctona, i migranti presentano un'incidenza minore di anziani (over 65). La percentuale è del 7,8% contro il 28% dei residenti italiani. Al contempo, la fascia di popolazione attiva (15-64 anni) è più consistente tra i migranti, rappresentando il 77,5% contro il 60,7% dei residenti.
Marco Amichetti di Ires-Cgil Marche ha illustrato questi dati, evidenziando il contributo dei migranti all'occupazione e al ricambio generazionale in tutti i settori economici.
Prospettive future e incertezze internazionali
Il rettore di Unimc, John McCourt, ha sottolineato l'importanza di rafforzare il dialogo tra ricerca, formazione e tessuto economico locale. Questo è fondamentale in una fase di transizione complessa come quella attuale.
Riccardo Battisti, Presidente di Ebam, ha espresso preoccupazione per gli scenari internazionali. A partire dal 28 febbraio, le tensioni in Medio Oriente rischiano di alterare il quadro economico del settore. Si prevede un aumento dei costi e una forte incertezza sulla domanda di beni e servizi.
La guerra in Medio Oriente rappresenta un fattore di rischio significativo. Potrebbe costringere a rivedere le stime e le previsioni per l'artigianato marchigiano. L'equilibrio congiunturale negativo sta proseguendo, ma la speranza è che si configuri una fase di timida ripresa nel 2026.