Un'inchiesta della Procura europea a Palermo ipotizza una truffa ai danni dell'Unione Europea. Si indaga su costi gonfiati e progetti universitari fittizi per ottenere fondi.
Indagine su presunta truffa ai fondi UE
La Procura europea ha avviato un'indagine su una presunta truffa ai danni dell'Unione Europea. L'ipotesi di reato riguarda costi gonfiati e attività mai svolte. Queste azioni sarebbero state messe in atto per ottenere finanziamenti europei. L'inchiesta coinvolge ventitré persone. Tra queste figurano docenti universitari, ricercatori e imprenditori. Tutti sono legati all'Università di Palermo.
L'indagine è coordinata dai pm delegati dell'Eppo, **Gery Ferrara** e **Amelia Luise**. Al centro delle indagini ci sono il professore **Vincenzo Arizza**. Egli dirige il dipartimento Stebicef. È anche responsabile scientifico dei progetti **Bythos** e **Smiling**. Un'altra figura chiave è **Antonio Fabbrizio**. Originario di Caserta, risiede a **Canicattì**. Viene indicato come l'amministratore di fatto. Rappresentava le associazioni **Progetto Giovani** e **Più Servizi Sicilia**. Queste entità gestivano i servizi legati ai finanziamenti.
**Antonio Fabbrizio** ha avuto precedenti procedimenti penali e contabili. È stato assolto dai primi. La Corte dei conti gli ha imposto un risarcimento di un milione di euro.
Docenti e ricercatori sotto inchiesta
Tra gli indagati figurano anche professori ordinari. Sono **Mirella Vazzana** e **Patrizia Diana**. C'è anche il professore associato **Aiti Vizzini**. La ricercatrice **Manuela Mauro** è anch'essa coinvolta. La docente a contratto **Lucie Branwen Hornsby** risulta indagata.
Sono stati coinvolti anche assegnisti di ricerca. Si tratta di **Luca Vecchioni** e **Daniela Carbone**. Non sono state richieste misure cautelari per loro. Anche i docenti associati **Viviana De Caro**, **Giuseppe Avellone**, **Giosuè Lo Bosco** sono indagati. Il cultore della materia **Giampaolo Badalamenti** completa l'elenco.
Per quanto riguarda le società, sono coinvolti diversi nomi. **Alberto Di Maio** guida la **Bioimmun** di **Palermo**. È anche agente di commercio per la **Gesan Com**. **Mauro Cudia** e **Sonia Cudia** sono legale rappresentante e socio. Lavorano per **Gesan Com** e **Gesan Production**. Entrambe le società hanno sede a **Campobello di Mazara**.
**Stefania Fanara** è a capo dell'associazione **Più Servizi Sicilia**. **Quarto Giovanni Callea** è consulente per l'Arpa. Lavora anche per il distretto turistico **Pescaturismo e cultura del mare**. **Salvatore Ditta** rappresenta l'azienda **Bono & Ditta** di **Campobello di Mazara**.
Rigetto delle misure cautelari e ricorso
I magistrati avevano richiesto misure cautelari per diciassette indagati. Il Gip **Cristina Lo Bue** ha respinto tali richieste. Questo dopo gli interrogatori preventivi. Il giudice ha riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza. Tuttavia, ha escluso la necessità di misure cautelari. Ha motivato la decisione citando la distanza temporale dei fatti. Questi risalgono al periodo tra il **2018** e il **2023**.
La decisione del Gip è arrivata il **6 febbraio**. Ciò avviene oltre un anno dopo la richiesta dei pm europei. La richiesta era stata presentata il **24 dicembre 2024**. Il Gip ha attribuito il ritardo anche a un «gravoso carico di ruolo». Questo aspetto è stato più volte segnalato ai dirigenti.
Nonostante il rigetto, la Procura europea ha impugnato la decisione. Ha presentato ricorso al tribunale del Riesame. Non è stata accolta nemmeno la richiesta di sequestro. Si trattava di somme legate ai finanziamenti pubblici. Circa **4,7 milioni di euro** erano stati ottenuti per i progetti **Bythos** e **Smiling**. Questi progetti riguardavano studi biologici, chimici e ambientali. L'ateneo li ha sviluppati anche tra **Lipari** e **Malta**. Gli inquirenti ritengono che parte di questi fondi siano stati percepiti indebitamente.
Dettagli sul progetto Bythos
Il progetto **Bythos** è sotto osservazione specifica. È stato finanziato con fondi europei. Sarebbero stati rendicontati costi per la didattica e l'acquisto di attrezzature scientifiche. Tuttavia, questi costi non sarebbero mai stati sostenuti. La ricostruzione dei fatti si basa anche sulle dichiarazioni di due ricercatori. Il meccanismo ipotizzato prevedeva l'inserimento di docenti e collaboratori. Formalmente impiegati e retribuiti, non avrebbero partecipato alle ricerche.
Le indagini proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità. La Procura europea punta a recuperare i fondi ritenuti indebitamente percepiti.
Le persone hanno chiesto anche:
Quali sono i progetti universitari sotto inchiesta a Palermo?
Chi sono i docenti e ricercatori indagati nell'inchiesta sui fondi europei?
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