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Un uomo di 36 anni è stato arrestato a Gagliano del Capo per tentata violazione di domicilio e maltrattamenti. Tuttavia, il giudice non ha convalidato l'arresto, ordinandone l'immediata liberazione.

Tentativo di effrazione in casa della moglie

Un episodio di forte tensione si è verificato a Gagliano del Capo. Un uomo di 36 anni è stato fermato dai carabinieri nella notte tra il 30 e il 31 marzo. L'uomo avrebbe tentato di entrare con la forza nell'abitazione della moglie. L'intervento dei militari ha interrotto l'azione. La donna aveva richiesto l'aiuto delle forze dell'ordine. L'uomo è stato quindi arrestato in flagranza di reato.

La vicenda affonda le radici in un contesto di gravi e prolungate tensioni familiari. Queste problematiche sarebbero iniziate nel 2025. La situazione era già sotto osservazione dal 13 marzo precedente. In quella data, la donna aveva formalizzato una denuncia. I carabinieri avevano preso in carico la sua segnalazione.

Accuse di maltrattamenti e controllo ossessivo

Secondo l'accusa, rappresentata dal pubblico ministero Erika Masetti, l'uomo avrebbe perpetrato maltrattamenti continui. Questi episodi sarebbero proseguiti anche dopo la separazione. La coppia aveva interrotto la convivenza nell'ottobre dell'anno precedente. L'uomo, accecato dalla gelosia, non accettava la fine della relazione. Avrebbe esercitato un controllo ossessivo sulla ex compagna. Monitorava sistematicamente le sue comunicazioni.

Le conversazioni telefoniche, le chat e i profili social erano oggetto di controllo. La situazione domestica era aggravata dall'alterazione dell'uomo. Questa alterazione era legata all'uso di sostanze stupefacenti. Nello specifico, marijuana e cocaina. La donna viveva in uno stato di costante paura e prostrazione. Spesso subiva pesanti offese. Queste scaturivano quando contestava lo sperpero di denaro. Il denaro veniva utilizzato per droga e gioco d'azzardo.

Minacce e violenze fisiche

Non sono mancate minacce di morte. In un'occasione, l'uomo avrebbe minacciato di tagliarle la testa. Questo avveniva se l'avesse vista con un altro partner. Il quadro accusatorio include anche episodi di violenza fisica. Un esempio citato è una testata inflitta al volto della donna. Questi atti sarebbero avvenuti alla presenza dei figli minori. La violenza si sarebbe quindi consumata davanti ai bambini.

L'arresto e la decisione del giudice

L'escalation è culminata nella notte tra il 30 e il 31 marzo. L'uomo si è presentato all'abitazione della moglie. Ha tentato di forzare la porta d'ingresso. L'intervento dei carabinieri ha evitato il peggio. La donna aveva allertato le forze dell'ordine. L'uomo è stato arrestato in flagranza. La Procura di Lecce aveva richiesto la custodia cautelare in carcere. Si riteneva fosse l'unica misura idonea a proteggere la vittima. Si voleva prevenire la reiterazione di reati simili.

Tuttavia, durante l'udienza di convalida, le cose sono cambiate. Il giudice monocratico, Fabrizio Malagnino, ha ascoltato le parti. L'uomo era difeso dall'avvocato Francesco Maria De Giorgi. Il giudice ha deciso di non convalidare l'arresto. Ha rigettato la richiesta di misura cautelare. Ha ordinato l'immediata liberazione dell'indagato. La decisione potrebbe essere legata al fatto che, nell'episodio dell'arresto, non ci sono state aggressioni fisiche dirette. Inoltre, l'uomo non era destinatario di un divieto di avvicinamento.

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