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Il Comitato per la dismissione del rigassificatore di Panigaglia e l'alleanza AVS sollevano dubbi sulla sicurezza del trasporto di GNL tramite autocisterne a La Spezia. Critiche anche all'ampliamento proposto per l'impianto.

Autocisterne GNL: dubbi sulla sicurezza

Il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia ha espresso nuove preoccupazioni. Riguardano le autocisterne di GNL che attraversano la viabilità cittadina. Questo trasporto attraversa trasversalmente il Golfo. La sua pericolosità aveva già allarmato il Consiglio Comunale. Successivamente, è stata emessa un’ordinanza. Questa vieta il transito delle autocisterne dalle 8 alle 14. L'ordinanza si basa su un documento del Sindaco. Il documento sarebbe stato inviato dall’Autorità Portuale. Tuttavia, il documento non è stato reso pubblico. Il Comitato ha richiesto più volte il documento. Lo ha fatto verbalmente e per iscritto al Presidente Pisano. Non ha ricevuto alcuna risposta. L'unica spiegazione è che il documento non esista. Oppure, non viene fornito perché la motivazione dell'ordinanza è diversa da quella dichiarata.

Il divieto per fasce orarie conferma la pericolosità del trasporto di GNL. Questo avviene con autocisterne criogeniche. Tuttavia, ha creato un nuovo business. Questo avviene a scapito della sicurezza di un quartiere. L'area ospita abitazioni, attività civili e militari. Ci sono anche strutture sensibili. Si parla di una palese ipocrisia. Infatti, dalle 14:00 alle 8:00 del giorno seguente, fino a 44 autocisterne possono immettersi nella viabilità cittadina. Questo avviene dall'ex pontile Enel. Il Consiglio Comunale ha accettato questa situazione con il suo silenzio.

Rigassificatore Panigaglia: richieste di dismissione

Il Comitato evidenzia un'altra criticità. L'11 marzo è stato inaugurato lo “Spazio DesTeenazione”. È un centro aperto nei giorni feriali, nel pomeriggio. Il suo scopo è promuovere il benessere dei giovani tra 11 e 21 anni. Offre supporto nel loro percorso di crescita. L'iniziativa è lodevole. Ha ricevuto un finanziamento di oltre 2,5 milioni di Euro. Questo tramite un bando del Ministero del Lavoro. Il centro si trova nella palazzina ex Tarros. Questa è in viale San Bartolomeo. Dunque, è a pochi metri dall'ex molo ENEL. Il Sindaco è noto per le sue “verità alternative”. È sorprendente che il Consiglio Comunale non abbia chiesto almeno di modificare la fascia oraria del divieto. Dopo quasi un mese, il silenzio del Consiglio è significativo. Nessuna risposta è arrivata alla richiesta di audizione. Il Comitato è considerato scomodo. Questo perché è composto da persone che presentano verità documentate.

Anche gli esponenti di Avs intervengono sul tema. Hanno rilasciato una nota congiunta. Ritengono che l'impianto di Panigaglia debba essere dismesso. Questo per restituire l'area al territorio. L'obiettivo è valorizzarla turisticamente e naturalisticamente. Presenteranno un'interrogazione. Chiederanno alla Regione le sue intenzioni riguardo la proposta di ampliamento di Snam. Sollecitano il rifiuto di tale proposta. Molte associazioni e comitati locali hanno già espresso preoccupazioni. Lo hanno fatto durante un'audizione in commissione regionale.

Proposta di ampliamento Snam: AVS contraria

Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, esprime un giudizio netto. Critica il progetto di ampliamento del rigassificatore di Panigaglia. I rappresentanti delle associazioni spezzine hanno ricordato i rischi. Questi riguardano il territorio. Includono il pericolo di gravi incidenti e l'inquinamento ambientale. Candia sottolinea che esiste un'alternativa migliore. Questa si basa sulle fonti rinnovabili. Sono meno costose. Possono essere prodotte in Italia. Ciò riduce la dipendenza energetica estera. Inoltre, non inquinano. Eliminano gli effetti nocivi sulla salute. Si augura una posizione chiara e contraria della Regione. Lo auspica Selena Candia.

Roberto Centi, capogruppo comunale di AVS a La Spezia, aggiunge la sua analisi. Il rigassificatore di Panigaglia rappresenta una pesante servitù. Questo da oltre 55 anni. Denuncia un atteggiamento inadeguato degli enti locali e della Regione. Contrariamente a una delibera del 2009, nel novembre 2022 è stata espressa intesa al governo. Questo su un progetto che snatura il sito. Lo rende più pericoloso. Trasforma l'area in un hub per il bunkeraggio. Serve anche per il rifornimento della Sardegna. E per il carico di ro-ro ferry. Questi attraversano un golfo già congestionato. Trasportano autocisterne ad alto rischio. Roberto Centi ricorda che la Giunta regionale aveva già espresso intesa favorevole. Questo nel novembre 2022. Riguardava il progetto di integrazione e accorpamento truck loading. E il rifacimento del pontile secondario. Ora si procede con un altro passo. Non si considerano i rischi aggiuntivi. Questi derivano da eventi bellici. Si tralasciano presunte lacune istruttorie. Queste riguardano le concessioni AIA e Seveso. Le precauzioni adottate a Livorno sono più ampie. Non insegnano nulla a Genova né a La Spezia. Il rischio, tuttavia, è molto grave.

Jan Casella, consigliere regionale di AVS, conclude. La lotta contro il rigassificatore di Vado Ligure ha dimostrato l'importanza di ascoltare i territori. La Regione deve considerare i pareri dei cittadini. E delle associazioni contrarie all'ampliamento di Panigaglia. L'area andrebbe restituita alla comunità. Per finalità di interesse pubblico. La richiesta è chiara: stop all'ampliamento e dismissione dell'impianto.

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