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L'Autorità Portuale della Spezia ha chiarito le misure di protezione ambientale adottate durante i lavori di dragaggio nel primo bacino. Le barriere e i controlli in atto sarebbero efficaci nel prevenire la dispersione di solidi inquinanti.

Misure di protezione contro la dispersione di torbidità

Sono state implementate efficaci misure di protezione durante i lavori di dragaggio. Vengono utilizzate panne galleggianti con teli in poliestere. Queste sono ancorate al fondale per delimitare l'area di lavoro. Una seconda barriera, composta da bolle d'aria, contiene ogni dispersione. Questo sistema, chiamato bubble screen, agisce anche in caso di rottura delle panne. Le operazioni si svolgono di fronte al Molo Garibaldi. Non, come erroneamente comunicato, di fronte al Canaletto. L'obiettivo è limitare la dispersione di solidi sospesi.

Queste protezioni sono parte integrante del progetto di bonifica. L'Autorità di sistema portuale ha rilasciato una nota stampa. Questa replica le critiche delle associazioni ambientaliste. Le critiche riguardavano le operazioni di dragaggio e bonifica dei fondali. I lavori si estendono tra Molo Italia e Molo Garibaldi. Servono a consentire le manovre delle navi da crociera. Questo avviene in concomitanza con la realizzazione del nuovo molo.

Monitoraggio ambientale e controlli continui

L'attività di bonifica rientra negli interventi approvati nel 2005. Questi riguardano i fondali dell'area vasta "Porto Mercantile". Il progetto esecutivo segue le norme di settore. Rispetta anche le indicazioni di Icram. Queste riguardano i requisiti delle draghe e i sistemi di dragaggio. Le operazioni sono accompagnate da un piano di monitoraggio ambientale. Questo piano prevede diverse scale temporali: continua, quotidiana, settimanale e mensile. Vengono effettuate rendicontazioni periodiche ad Arpal. Queste dimostrano l'implementazione e l'efficacia del piano.

Il controllo persistente avviene tramite sonde multiparametriche. Queste sono posizionate nell'area di lavoro. I dati raccolti finora confermano che non è mai stato superato il valore di riferimento della torbidità. Questo valore è stato stabilito da numerosi monitoraggi passati. Sono impiegate sei postazioni mobili con sonde. Queste vengono calate attorno al perimetro del cantiere. Anche in questo caso, non sono stati riscontrati superamenti dei limiti. Viene utilizzato un drone aereo per scatti panoramici georiferiti. Questo strumento aiuta a valutare l'entità di eventuale torbidità. Le immagini acquisite confermano l'efficacia delle misure di delimitazione.

La Spezia: un porto in evoluzione

Il dragaggio del primo bacino è un intervento cruciale. Permette di adeguare i fondali alle esigenze delle grandi navi da crociera. Questo sviluppo è fondamentale per il futuro del porto. L'Autorità portuale sottolinea l'impegno per la sostenibilità ambientale. Le misure adottate mirano a garantire la sicurezza delle operazioni. Allo stesso tempo, tutelano l'ecosistema marino circostante. La collaborazione con enti di controllo come Arpal è costante. Questo assicura trasparenza e conformità normativa.

La comunicazione con le associazioni ambientaliste è un punto importante. L'Autorità portuale si impegna a fornire informazioni accurate. Le critiche sollevate sono state analizzate. Le risposte dettagliate mirano a chiarire ogni dubbio. La priorità resta la sicurezza e l'efficienza del porto. Questo senza compromettere la qualità dell'ambiente marino. I lavori proseguono secondo il cronoprogramma stabilito. L'obiettivo è completare il nuovo molo crociere nei tempi previsti.

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