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La nave Life Support di Emergency ha attraccato alla Spezia, portando a terra 71 profughi salvati in mare. Tra loro, 11 minori non accompagnati e persone fuggite da guerre e violenze.

Sbarco di 71 profughi nel porto della Spezia

Un totale di 71 persone ha toccato terra questa mattina nel porto della Spezia. La nave di Emergency, denominata Life Support, ha concluso la sua operazione di soccorso nella tarda serata di giovedì. Tra i profughi sbarcati, si contano 12 donne e 17 minori. Di questi ultimi, 11 erano non accompagnati.

Le persone soccorse hanno riferito di essere partite dalle coste della Libia, precisamente da Garabulli. Provengono da diverse nazioni africane: Mali, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Guinea Conakry, Camerun e Ciad. Il loro viaggio è stato segnato da pericoli e sofferenze.

Le testimonianze dei naufraghi e dell'equipaggio

Il Comandante della nave SAR di EMERGENCY, Gabriele Padovan, ha dichiarato: «Abbiamo da poco concluso lo sbarco». Ha poi aggiunto: «Dopo più di tre giorni di navigazione, finalmente i naufraghi soccorsi sono potuti scendere a terra». La Life Support si prepara ora a una nuova missione nel Mediterraneo centrale. Il comandante ha augurato «il meglio per il loro futuro» alle persone appena sbarcate.

La dottoressa a bordo della Life Support, Silvana Zaccardi, ha descritto la situazione: «Tra i naufraghi c'erano uomini, donne, minori non accompagnati, bambini». Ha anche segnalato la presenza di «una donna in stato di gravidanza e una neonata di due mesi». Le storie raccolte durante la navigazione sono drammatiche. Molti hanno raccontato «respingimenti, detenzioni, violenze, percosse e torture subite durante la permanenza in Libia».

Queste brutalità hanno lasciato «segni sia psicologici che fisici», come «bruciature, fratture e amputazioni». La dottoressa Zaccardi ha espresso la speranza che «il nostro Paese garantisca a queste persone le cure fisiche e psicologiche di cui hanno bisogno».

Un racconto di fuga e speranza

Una donna soccorsa ha condiviso la sua terribile esperienza. Ha spiegato di aver lasciato il suo Paese «a causa della guerra». Successivamente, è stata rapita e condotta in territorio nigeriano attraverso la savana. Dopo la Nigeria, è arrivata in Libia, dove è stata nuovamente rapita e imprigionata. Ha descritto le violenze subite: «I miei carcerieri mi hanno picchiato su tutto il corpo, rompendomi anche i denti».

Ora, giunta in Europa, esprime il desiderio di «rispettarne le regole e vivere in pace». La sua testimonianza evidenzia la disperazione che spinge le persone a intraprendere viaggi così pericolosi.

Critiche alle politiche migratorie

Di fronte a questo scenario, emergono critiche verso le attuali politiche migratorie. Si sottolinea come il governo continui a «colpire migranti e ONG» invece di «impegnarsi per un ampliamento delle vie legali e sicure di ingresso nell’UE». Viene anche criticata la mancanza di una missione SAR europea.

In contemporanea allo sbarco alla Spezia, è stato approvato un Ddl Immigrazione. Questo provvedimento, secondo i critici, «riduce le tutele per le persone in movimento» e introduce «nuovi ostacoli per le navi della flotta civile», come il blocco navale transitorio. Tali misure sono viste come un ostacolo alle attività di ricerca e soccorso.

Jonathan Nanì La Terra, capomissione della nave SAR di EMERGENCY, ha definito queste misure «preoccupanti». Ha ribadito l'impegno dell'organizzazione: «Come facciamo sempre, noi continueremo ad operare nel rispetto del diritto internazionale per prestare soccorso in mare e salvare vite umane, senza girarci dall'altra parte».

Domande frequenti

Quante persone sono sbarcate alla Spezia con la nave di Emergency?

Sono sbarcate 71 persone. Tra loro, 12 donne e 17 minori, di cui 11 non accompagnati.

Da dove provenivano i profughi salvati?

I profughi provenivano da Mali, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Guinea Conakry, Camerun e Ciad. Avevano intrapreso il viaggio partendo dalle coste della Libia.

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