Plastici e foto d'epoca al Museo del Genoa svelano le origini dello Stadio Luigi Ferraris. Dalla prima struttura del 1910 all'espansione del 1911 e la trasformazione nel 1933.
Le origini dello stadio Luigi Ferraris
Lo Stadio Luigi Ferraris di Genova apre le sue porte alla storia. Il Museo del Genoa, situato al Porto Antico, custodisce preziosi plastici e fotografie. Questi reperti narrano le prime fasi della sua esistenza. Bruno Lantieri, membro del Comitato Storico-Scientifico della Fondazione Genoa, guida questa ricostruzione.
Nel 1910, il Genoa affittò un terreno. Era di proprietà di Musso Piantelli, il cui villa esiste ancora oggi. Qui sorse il primo impianto sportivo del club. Accanto, un campo da gioco preesistente da un anno. Era noto come la Caienna. Gli spettatori erano così vicini da poter influenzare il gioco. Un prato rimase a disposizione di Musso Piantelli. Era un appassionato di ippica e fondatore dell'ippica genovese.
Il campo iniziale poteva accogliere poche centinaia di spettatori. La capienza era limitata. La struttura era pensata per le prime competizioni. L'atmosfera era molto intima.
Espansione e trasformazione nel 1911
Un cambiamento significativo avvenne nel maggio 1911. Musso Piantelli decise di cedere il terreno al Genoa. Il club colse subito l'opportunità. Costruirono un nuovo stadio. Questo fu orientato parallelamente al fiume Bisagno. La configurazione attuale dello stadio prende forma in questa fase. La prima versione fu inaugurata a gennaio. La seconda, ampliata, a maggio dello stesso anno.
Questa espansione permise di accogliere più tifosi. Le dimensioni del campo furono ottimizzate. La struttura iniziò ad assumere un aspetto più moderno. La passione per il calcio cresceva in città.
Il 1926 e la nascita del Ferraris moderno
La situazione cambiò ulteriormente nel 1926. Il campo dell'Andrea Doria non era più considerato regolare. Nelle vicinanze sorgeva il carcere di Marassi. La sua costruzione risaliva alla fine dell'Ottocento. L'area circostante era scarsamente urbanizzata. Predominavano ville, prati e campi da calcio. Con l'abbandono del campo dell'Andrea Doria, il Genoa costruì la gradinata Nord. Questo segnò un ulteriore passo verso la configurazione attuale.
La gradinata Nord fu un'aggiunta importante. Permise di aumentare la capienza. Migliorò la visibilità per gli spettatori. L'impianto iniziò a somigliare sempre più allo stadio che conosciamo oggi.
1933: inaugurazione con gradinate e intitolazione
Nel 1933 venne inaugurato lo stadio completamente rinnovato. Presentava entrambe le gradinate, inclusa la Sud. All'epoca, l'impianto era noto come Genova 1893 circolo del calcio. L'intitolazione a Luigi Ferraris avvenne in memoria di un calciatore del Genoa. Cadde durante la Prima Guerra Mondiale. Questo gesto onorò il suo sacrificio.
L'inaugurazione del 1933 segnò un'epoca. Lo stadio divenne un punto di riferimento per il calcio genovese. La sua capienza aumentò significativamente. Le gradinate offrivano una migliore esperienza ai tifosi. L'impianto era pronto per ospitare eventi importanti.
Passaggio al Comune e lavori per il Mondiale
Un'altra svolta avvenne nel 1934. Lo stadio passò dalla proprietà del Genoa al Comune di Genova. Divenne un bene pubblico. La gestione cambiò. Questo permise un utilizzo più ampio dell'impianto.
La versione attuale dello stadio risale ai lavori iniziati nel 1987. Furono preparativi per ospitare partite della Coppa del Mondo nel 1990. L'impianto fu profondamente ristrutturato. Diventò uno degli stadi più moderni d'Italia per l'epoca. La sua capacità fu ulteriormente ampliata.
Domande frequenti sullo Stadio Ferraris
Quando è stato costruito il primo stadio del Genoa?
Il primo stadio del Genoa fu costruito nel 1910 su un terreno affittato da Musso Piantelli.
A chi è intitolato lo Stadio Luigi Ferraris?
Lo stadio è intitolato a Luigi Ferraris, un calciatore del Genoa caduto durante la Prima Guerra Mondiale.