Un ciclista di 61 anni è stato investito da un tir a Genova. L'incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza dei mezzi pesanti in città, con le associazioni Fiab e Legambiente che chiedono l'installazione obbligatoria di sensori.
Incidente in viale Brigate Partigiane
Un grave incidente si è verificato in viale Brigate Partigiane a Genova. Un ciclista di 61 anni è stato travolto da un tir. L'uomo, fortunatamente, ha riportato ferite non gravi.
È stato trasportato in codice giallo all'ospedale San Martino. L'episodio, avvenuto in mattinata, ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza stradale.
La richiesta di Fiab e Legambiente
L'incidente ha riacceso l'attenzione sulle proposte di Fiab Genova e Legambiente. Le associazioni da tempo chiedono misure concrete per aumentare la sicurezza dei ciclisti e pedoni.
In particolare, viene sottolineata l'urgenza di rendere obbligatori i sensori sui mezzi pesanti. Questi dispositivi potrebbero prevenire incidenti simili in futuro.
Sensori anti-angolo cieco sui camion
Secondo le prime ricostruzioni, il conducente del tir non si sarebbe accorto della presenza della bicicletta. Questo è probabilmente dovuto all'angolo cieco anteriore del mezzo.
Questa dinamica è purtroppo comune negli incidenti urbani. Le associazioni definiscono il problema «strutturale».
I mezzi pesanti rappresentano un rischio elevato per gli utenti più vulnerabili della strada. Ciclisti e pedoni sono i più esposti.
Proposte per una maggiore sicurezza
Fiab e Legambiente hanno presentato un dossier sulla sicurezza stradale. Propongono diverse soluzioni per migliorare la situazione a Genova.
Tra queste, l'introduzione obbligatoria di sensori anti-angolo cieco. Si chiede anche l'adozione di sistemi di rilevamento per utenti vulnerabili sui mezzi pesanti.
Altre proposte includono la regolamentazione degli accessi nelle aree urbane più sensibili. Si sollecita l'applicazione di standard di sicurezza europei previsti dal regolamento General Safety Regulation (UE 2019/2144).
Infine, si auspica la realizzazione di infrastrutture dedicate che riducano i conflitti tra biciclette e traffico motorizzato. Le associazioni concludono: «Non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna».