Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, si oppone all'introduzione di una tassa sui crocieristi a Genova. Il centrosinistra critica la sua posizione, ricordando impegni presi dalla sua stessa amministrazione.
Contrasto sulla tassa di imbarco a Genova
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha espresso una ferma contrarietà all'idea di introdurre una tassa sugli imbarchi per i crocieristi nel porto di Genova. Ha dichiarato che questa non rappresenta la direzione corretta da intraprendere. La sua posizione ha immediatamente acceso un acceso dibattito politico.
Gli esponenti del centrosinistra hanno prontamente replicato, sottolineando come tale misura derivi da impegni specifici. Questi accordi sarebbero stati sottoscritti dalla medesima amministrazione guidata da Bucci. La questione verte su un'addizionale di tre euro per ciascun passeggero di traghetti e navi da crociera. Questa cifra verrebbe applicata a chiunque transiti nel porto.
Dettagli e controversie sulla tassa passeggeri
La tassa d'imbarco, la cui definizione finale è attesa dopo il confronto tra il Comune e gli operatori del settore, non interesserà i residenti di Genova. Saranno esentati anche i residenti delle isole di destinazione e le forze dell'ordine in servizio. Questa proposta era stata annunciata nel febbraio 2025 dall'allora giunta comunale.
Tuttavia, la misura non ha trovato un consenso unanime. Gli armatori hanno già manifestato l'intenzione di ricorrere al TAR. Nel frattempo, la sindaca Silvia Salis ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura. L'esposto riguarda la mancata applicazione della tassa per i crocieristi negli anni precedenti. La sindaca sostiene che il Comune avesse l'obbligo di introdurre l'imposta dal primo gennaio 2023. La mancata attuazione avrebbe causato una perdita di oltre 17 milioni di euro per le casse comunali.
Scontro politico tra centrodestra e centrosinistra
Durante un convegno sull'economia crocieristica, Marco Bucci ha ribadito la sua opposizione. Ha affermato che la tassa sui crocieristi potrebbe diminuire il numero di traghetti e crociere. Temono che le compagnie possano scegliere porti alternativi, arrecando un danno alla Liguria e al suo indotto economico.
Bucci ha ricordato gli accordi presi con il governo nel 2022. Questi prevedevano due strumenti: un aumento dell'IRPEF e la tassa sui passeggeri, per un totale di 25 milioni di euro. Secondo il presidente, il gettito IRPEF in due anni ha superato i 50 milioni, dimostrando il rispetto del patto senza necessità di nuove imposizioni.
La replica del centrosinistra non si è fatta attendere. I consiglieri regionali del PD, Davide Natale e Simone D'Angelo, hanno accusato Bucci di dimenticare gli impegni presi dalla sua stessa amministrazione. Hanno definito la tassa d'imbarco una scelta necessaria per la giustizia sociale. Chi utilizza le infrastrutture pubbliche dovrebbe contribuire ai costi generati per la città. Anche Avs ha criticato la posizione di Bucci. Hanno definito la proposta di tre euro per crocierista una misura sacrosanta. Serve a reperire fondi senza gravare sui cittadini genovesi, che sono esclusi. Hanno ricordato che fu proprio Bucci, quando era sindaco, a proporre questa addizionale. Il suo vice, Piciocchi, l'aveva rilanciata solo un anno fa.
Domande frequenti
Perché il presidente della Regione Liguria è contrario alla tassa imbarchi a Genova?
Quali sono le motivazioni del centrosinistra riguardo alla tassa passeggeri a Genova?