La Regione Liguria accusa il Comune di Genova di non voler organizzare i Balletti di Nervi 2026, nonostante un milione di euro di fondi aggiuntivi. Il Comune replica, sottolineando che le risorse regionali annunciate non sarebbero utilizzabili per l'edizione 2026.
Regione accusa Comune di scarsa volontà organizzativa
La Regione Liguria e il Comune di Genova sono ai ferri corti. La disputa riguarda il Festival del Balletto di Nervi, giunto all'edizione 2026. L'esito finanziario negativo dell'anno precedente ha sollevato interrogativi sul futuro della manifestazione. Il Comune aveva ipotizzato una biennalizzazione. Lamentava anche il mancato supporto della Regione. Quest'ultima aveva promesso un finanziamento straordinario. La vicepresidente regionale Simona Ferro ha dichiarato: «Oggi abbiamo una certezza».
«Il Comune non intende organizzare l'edizione 2026», ha affermato Ferro. Ha definito la scelta di Genova «autonoma». La vicepresidente ha accusato il Comune di aver giocato allo «scaricabarile». Sosteneva che il problema fosse l'assenza del supporto regionale. «Quel supporto c'è», ha sottolineato Ferro. La Regione ha stanziato un contributo extra di 1 milione di euro. Questo è frutto di un lavoro complesso per reperire le risorse. Il via libera definitivo è arrivato dal Consiglio regionale.
«Questo ingente contributo aggiuntivo ha fatto emergere la verità», ha proseguito Ferro. «Quelle del Comune erano scuse». Mancava, secondo la vicepresidente, la volontà di garantire la manifestazione. Una kermesse che la città merita e che piace a liguri e turisti. «Ci è stato chiesto di fare la nostra parte», ha continuato Ferro. «Mentre il Comune sceglie di non fare la propria».
La Regione ritiene che il Comune non consideri il Festival un'iniziativa di interesse. Non giustificherebbe uno sforzo economico e organizzativo. «Questa è la realtà, questa è la loro posizione», ha concluso Ferro. Ha aggiunto che va rispettata. Ognuno fa le proprie valutazioni. La Regione ritiene indispensabile dare spiegazioni chiare. Queste devono essere rivolte a spettatori, scuole di danza e al direttore Jacopo Bellussi. Si spera, stavolta, senza alibi. Si attende un'assunzione di responsabilità da parte di chi amministra la città.
Comune replica: fondi non utilizzabili per il 2026
L'assessore alla cultura del Comune, Giacomo Montanari, ha replicato prontamente. La sua risposta è giunta dopo il comunicato di Simona Ferro. Il 30 marzo scorso si è tenuta l'assemblea dei soci della Fondazione Lirico Sinfonica Carlo Felice. Montanari era presente. In quella riunione, i soci hanno dato parere favorevole all'unanimità. Hanno approvato un bilancio preventivo. Questo bilancio non comprendeva i 1.200.000 euro necessari per un'eventuale edizione 2026 dei Balletti di Nervi.
Contestualmente, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, aveva preso un impegno. Questo avveniva a fronte degli sbilanci segnalati. Gli sbilanci provenivano dal Collegio dei revisori e dal sovrintendente Galli. Riguardavano il consuntivo 2025. Erano causati anche dal mancato stanziamento regionale per l'edizione 2025 dei Balletti di Nervi. L'impegno era di emanare una legge speciale. Questa legge avrebbe dovuto far valere risorse economiche del 2026 sul bilancio 2025. La misura era di 1 milione di euro.
La legge speciale era necessaria. Si faceva riferimento a un'annualità diversa da quella corrente. Questo punto era stato puntualizzato dal Collegio dei revisori. Montanari si è detto stupito. La vicepresidente regionale sostiene che le risorse siano dedicate al 2026. «Non solo smentisce il proprio presidente», ha affermato l'assessore. Smentisce un impegno precisato e verbalizzato in sede istituzionale. Annuncia anche qualcosa di difficilmente realizzabile. Le risorse allocate con la legge speciale varranno sul 2025.
Se fossero state dedicate al 2026, sarebbe stato sufficiente uno stanziamento straordinario in parte corrente. Montanari ha concluso: «Delle due l'una: o la vicepresidente non concorda con l'intenzione del presidente Bucci e con l'impiego di questo strumento normativo, oppure parliamo solo di pressing politico». Un pressing che, a suo dire, non porta a nulla di concreto.