Condividi
AD: article-top (horizontal)

Marco Ghiglione, vicepresidente di Confindustria Genova, evidenzia una grave carenza infrastrutturale nel porto: l'assenza di un bacino di carenaggio adeguato per le navi di grandi dimensioni. Questa lacuna limita la competitività del settore delle riparazioni navali, un'eccellenza italiana con sede proprio a Genova.

Mancanza di infrastrutture per navi di grandi dimensioni

Il comparto delle riparazioni navali a Genova rappresenta un punto di forza per l'Italia. Tuttavia, una criticità emerge con forza dalle parole di Marco Ghiglione, figura di spicco di Confindustria Genova e amministratore delegato dei Cantieri Mariotti. Egli sottolinea come sia «assurdo» che nel capoluogo ligure non sia disponibile un bacino di carenaggio sufficientemente ampio per ospitare e lavorare su imbarcazioni di notevoli dimensioni.

Questa carenza infrastrutturale costituisce un ostacolo significativo per le aziende locali. Le navi da crociera, in particolare, stanno diventando sempre più grandi. La capacità di intervenire su queste imponenti strutture marittime è fondamentale per mantenere la competitività del settore. La situazione attuale limita le potenzialità di crescita e sviluppo delle attività di riparazione navale nel porto.

Ghiglione ha espresso queste preoccupazioni durante la presentazione di uno studio sull'impatto economico delle crociere nei porti di Genova e Savona. L'analisi ha messo in luce il crescente traffico di navi da crociera, un dato positivo che però deve essere accompagnato da adeguate strutture di supporto. La necessità di un bacino più grande e di maggiori spazi operativi è stata quindi rilanciata con forza.

Necessità di spazi e investimenti per il futuro

Il porto di Genova, pur ricevendo un numero sempre maggiore di navi da crociera, soffre di una carenza strutturale che ne limita le capacità operative nel settore delle riparazioni navali. Marco Ghiglione, intervenendo sull'argomento, ha evidenziato come le aziende genovesi siano un'eccellenza in questo campo. Per poter competere a livello internazionale, queste realtà necessitano di espandere le proprie capacità.

L'espansione richiede investimenti significativi, sia in termini di personale qualificato da assumere, sia in attrezzature e infrastrutture. Le aziende del settore stanno dimostrando volontà di crescita, come confermato da Ghiglione. Tuttavia, il problema degli spazi rimane un nodo cruciale. Attualmente, il porto dispone di un solo molo in grado di accogliere navi di determinate dimensioni.

Questa limitazione impedisce di gestire più imbarcazioni contemporaneamente, riducendo l'efficienza e le opportunità di business. Ghiglione ha quindi lanciato un appello alla collaborazione con le autorità competenti. L'obiettivo è definire una strategia a lungo termine per il futuro del porto, considerando le esigenze del settore delle riparazioni navali per i prossimi vent'anni.

Il ruolo della nuova diga e il Piano Regolatore Portuale

La costruzione della nuova diga a Genova potrebbe rappresentare una soluzione per liberare nuovi spazi marittimi. Marco Ghiglione ha espresso ottimismo riguardo a questa prospettiva. La nuova infrastruttura potrebbe infatti permettere la creazione di nuovi moli e aree operative. Questi spazi potrebbero essere dedicati proprio alle esigenze del settore delle riparazioni navali, in particolare per ospitare navi di grandi dimensioni.

Il Piano Regolatore Portuale, in fase di elaborazione e atteso a breve, è considerato uno strumento fondamentale per affrontare queste problematiche. Ghiglione ha confermato l'avvio di un confronto costruttivo con le istituzioni per definire il futuro del porto. L'obiettivo è trovare soluzioni concrete per ampliare la capacità operativa e attrarre maggiori investimenti nel settore delle riparazioni navali.

La sinergia tra pubblico e privato è essenziale per superare le attuali limitazioni. La volontà di investire e crescere da parte delle aziende è presente. Ora è necessario che le istituzioni forniscano il quadro infrastrutturale adeguato. La creazione di un bacino per navi di grandi dimensioni a Genova non è solo una richiesta, ma una necessità strategica per il rilancio di un comparto d'eccellenza dell'industria italiana. La possibilità di liberare spazi a mare grazie alla nuova diga apre scenari promettenti per la realizzazione di nuovi moli e strutture dedicate.

AD: article-bottom (horizontal)