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Presentato a Genova uno studio del Politecnico di Milano per una funivia in Valbisagno, alternativa allo Skymetro. Il progetto, con otto fermate tra Brignole e Molassana, avrebbe un costo stimato tra 140 e 160 milioni di euro, con benefici significativi per la mobilità e la rigenerazione urbana.

Nuova funivia in Valbisagno: un'alternativa allo Skymetro

La sindaca Silvia Salis ha ufficialmente presentato il progetto di una cabinovia in Valbisagno. Questa nuova infrastruttura si propone come un'alternativa allo Skymetro, un progetto precedente ritenuto dalla giunta Salis “sovradimensionato alle necessità del territorio”. Il professore ordinario di pianificazione dei trasporti del Politecnico di Milano, Pierluigi Coppola, ha guidato lo studio commissionato dal Comune. La nuova proposta mira a offrire una soluzione più efficiente e meno costosa rispetto al progetto bocciato.

La sindaca Salis ha sottolineato l'impegno dell'amministrazione nel fornire un'alternativa concreta in tempi brevi. «In soli otto mesi siamo riusciti a presentare lo studio di un progetto proiettato nel futuro», ha dichiarato, contrastando le critiche sulla lentezza dell'azione amministrativa. La cabinovia, definita anche funivia, è stata studiata per rispondere alle esigenze specifiche della Valbisagno, considerando il flusso di passeggeri e i costi. Il progetto Skymetro, invece, era stato criticato per i suoi costi elevati, inizialmente stimati in 396 milioni, poi lievitati a 585 milioni, con 250 milioni non ancora finanziati. Inoltre, lo Skymetro prevedeva l'abbattimento della scuola Firpo senza un piano di ricollocazione.

La nuova funivia si presenta come un'opzione economicamente più vantaggiosa. Il finanziamento totale, escludendo diramazioni e opere accessorie come un campus universitario, si attesta tra i 140 e i 160 milioni di euro. Le fonti di finanziamento dovranno essere ricercate presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e altri dicasteri. La sindaca Salis ha espresso la speranza di un approccio politico distaccato per accelerare l'approvazione tecnica, lanciando una frecciata al viceministro al Mit Edoardo Rixi, suggerendo la potenziale instabilità politica come fattore di ritardo.

Dettagli tecnici: otto fermate e impatto sul traffico

Dal punto di vista tecnico, la funivia collegherebbe la Valbisagno a Brignole per una lunghezza di 6,5 chilometri. Il tracciato prevede l'installazione di 50 piloni, con altezze variabili tra i 20 e i 40 metri. La capacità di trasporto è stimata in 1200 passeggeri all'ora, con passaggi ogni ora e un tempo di percorrenza totale di 18 minuti. Sono previste otto fermate principali: Brignole, Sardegna, Marassi, Bobbio, Staglieno, Guglielmetti, Sciorba e Molassana. Ulteriori fermate sono ipotizzabili a San Gottardo, con estensioni verso i Forti e Prato, nell'alta Valbisagno.

Il professor Coppola ha riassunto il progetto con quattro parole chiave: integrazione, rigenerazione, opportunità di sviluppo e bellezza. Uno degli aspetti più dibattuti riguarda l'impatto sul traffico. Le stime indicano un'influenza minima, circa l'1% del traffico complessivo in Valbisagno. Questo dato, inizialmente sorprendente, è stato chiarito dal professore: la funivia sostituirebbe una linea di autobus dei 4 assi, migliorando il traffico del 10%, a cui si aggiungerebbe l'1% derivante dall'uso della funivia stessa. Questa sostituzione mira a ottimizzare la mobilità esistente.

Le critiche allo Skymetro sono state ribadite dalla sindaca Salis. Il progetto precedente, avviato nel febbraio 2022 e approvato nel 2025, ha richiesto un lungo iter con numerose revisioni e prescrizioni. L'abbattimento della scuola Firpo senza un piano di ricollocazione è stato uno dei punti più controversi. I costi lievitati e l'impatto urbanistico, con la frammentazione della bassa Valbisagno, hanno contribuito alla decisione di abbandonare quel progetto.

Rigenerazione urbana e confronto con altre soluzioni di mobilità

La sindaca Salis ha posto l'accento sull'impatto urbanistico positivo delle fermate della funivia. Si ipotizzano parcheggi di interscambio, la realizzazione di uno studentato con campus sportivo e un generale rilancio della valle. L'idea di uno studentato, paragonato a un campus universitario americano, è stata evidenziata come prioritaria. Sono previsti anche collegamenti futuri verso Staglieno, i Forti e Marassi-Biscione, ampliando la rete di trasporto.

Lo studio del Politecnico ha confrontato la cabinovia con altre soluzioni di mobilità, come il Bus Rapid Transit (Brt) e il tram. La domanda stimata di mobilità sull'asse è tra i 1.500 e i 2.000 passeggeri all'ora. Lo Skymetro, adatto a flussi molto maggiori (4.000-10.000 passeggeri/ora), è stato escluso per questo motivo. Il Brt, già previsto nel progetto dei quattro assi, presenta criticità come l'impossibilità di corsie riservate lungo tutto il tracciato e la congestione nelle ore di punta, con tempi di percorrenza elevati (47 minuti da Prato alla Foce). Il tram avrebbe prestazioni leggermente migliori ma costi superiori (230-280 milioni) e criticità simili. La cabinovia, invece, non richiede piloni nell'alveo del Bisagno, riducendo l'impatto ambientale.

I costi energetici stimati per la cabinovia sono di 700 mila euro annui, inferiori rispetto al Brt (920 mila euro) e al tram (1,4 milioni). Questi costi includono anche il servizio bus per l'alta Valbisagno. La manutenzione ordinaria è prevista di notte, con fermate annuali per controlli. La sostituzione della fune, necessaria ogni 10 anni, comporterebbe uno stop di 30-45 giorni. L'accessibilità è garantita da tecnologie che permettono l'arresto delle cabine in fermata, facilitando l'accesso a persone con disabilità.

Condivisione del progetto e tempi di realizzazione

Lo studio verrà ora discusso con la maggioranza e nei municipi interessati. La sindaca Salis ha ribadito l'importanza della partecipazione cittadina: «Vogliamo ascoltare chi vive il territorio e raccogliere osservazioni». Un nuovo incontro è previsto entro un mese, seguito dalla definizione dello studio finale. L'amministrazione non intende perseguire un'«opzione zero», ma cerca soluzioni concrete. La sindaca ha avvertito che le rimostranze non dovranno diventare ideologiche, altrimenti chi bloccherà l'opera non potrà lamentarsi dei tempi di spostamento in Valbisagno.

L'impatto dell'opera, pur essendo ridotto rispetto allo Skymetro, non sarà nullo. Alcuni piloni saranno posizionati vicino alle abitazioni e le stazioni motore potrebbero generare rumore. Tuttavia, il tecnico Coppola ha rassicurato che il rumore non sarà elevato. I tempi di realizzazione stimati sono di circa due anni per i lavori, con l'obiettivo di concludere l'opera entro il mandato amministrativo. L'approvazione tecnica è ancora da completare.

La sindaca ha confermato che nessuna decisione definitiva è stata presa e che il percorso di partecipazione con i cittadini dei due Municipi interessati sarà fondamentale. L'amministrazione genovese si è impegnata con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a realizzare un nuovo iter progettuale per risolvere la mobilità della Valbisagno. L'ispirazione per questo studio, come ha spiegato il professor Coppola, arriva dalla funivia urbana inaugurata a Parigi il 13 dicembre scorso, integrata con il sistema di trasporto pubblico e tariffario. L'integrazione con la fermata della metropolitana di Brignole è un punto di forza.

Il confronto tra la funivia e lo Skymetro evidenzia differenze significative. Lo Skymetro è più rapido durante il viaggio (11 minuti contro 18), ma con tempi di attesa medi di 2 minuti. La funivia offre un servizio quasi continuo con attese nulle. Il tempo medio di accesso a una fermata della funivia è stimato in 7 minuti, contro i 10 dello Skymetro. I costi di investimento per la funivia (140-160 milioni) sono nettamente inferiori rispetto allo Skymetro (580 milioni). Anche i costi di manutenzione sono più bassi: 1 milione all'anno per la funivia contro 2,5 milioni per lo Skymetro. I tempi di realizzazione stimati per la funivia sono di due anni, contro i cinque dello Skymetro.

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