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L'unica struttura comunale genovese con approccio educativo Montessori per bambini da 0 a 3 anni chiuderà i battenti a settembre. La decisione, comunicata ai genitori, solleva proteste e preoccupazioni per la perdita di un'offerta formativa specifica.

Chiusura micronido Porto Antico a Genova

Il micronido situato nel Porto Antico di Genova non riaprirà i battenti il prossimo settembre. Questa notizia ha destato profonda sorpresa e disappunto tra le famiglie che frequentano la struttura. Si tratta dell'unica realtà educativa comunale per la fascia d'età 0-3 anni che adottava il metodo Montessori. La comunicazione ufficiale è giunta ai genitori solo pochi giorni fa, in risposta a loro richieste di chiarimenti.

La struttura, che attualmente accoglie 15 bambini su 18 posti disponibili, è destinata alla fascia d'età compresa tra i 18 e i 36 mesi. La decisione di interrompere l'attività è stata motivata da esigenze di riorganizzazione dei servizi per la prima infanzia da parte dell'amministrazione comunale. L'obiettivo dichiarato era quello di potenziare l'offerta educativa, ma le verifiche sugli spazi hanno portato a conclusioni inaspettate.

Spazi inadeguati per il tempo pieno

La Direzione di Area Scuola ha spiegato ai genitori che il micronido Porto Antico opera con un orario part-time, dalle 7.30 alle 13.30. L'intenzione era quella di estendere l'orario per offrire un servizio a tempo pieno. Tuttavia, le analisi tecniche condotte sugli spazi, di proprietà della Porto Antico Spa, hanno evidenziato l'impossibilità di adeguare la struttura per garantire un servizio full-time. Gli spazi attuali non consentirebbero di accogliere un gruppo educativo più ampio, stimato in circa una ventina di bambini, nel rispetto degli standard normativi e qualitativi richiesti.

Questa incompatibilità tra le esigenze di un servizio a tempo pieno e le caratteristiche degli ambienti ha di fatto determinato la decisione di chiudere la sede. La notizia ha colto di sorpresa sia i genitori che il personale docente, che ora si trovano a dover affrontare un futuro incerto.

La protesta dei genitori e la ricollocazione

Elisa Levati, rappresentante dei genitori del micronido, ha espresso il suo sconcerto: «Siamo allibiti». Ha ricordato una riunione tenutasi a fine gennaio con funzionari e l'assessora Rita Bruzzone, durante la quale non era emersa alcuna indicazione riguardo a una possibile chiusura. Anzi, erano state espresse parole di apprezzamento per il lavoro delle educatrici e per la qualità della struttura.

Secondo quanto comunicato dalla Direzione Scuole, il personale docente verrà ricollocato in altre strutture comunali. Anche i bambini saranno trasferiti in altri nidi della zona. Le destinazioni previste includono Sarzano (quattro bambini), Oleandro (cinque posti), San Donato (altri cinque bambini) e Lomellini (un posto). Un altro bambino passerà alla scuola dell'infanzia l'anno prossimo. La ricollocazione avverrà dopo un colloquio tra le famiglie e i responsabili, ma la perdita dell'approccio educativo specifico rimane un punto dolente.

«La ricollocazione avverrà dopo un colloquio chiesto dai genitori, i quali scopriranno solo in seguito dove saranno mandati i bambini», ha aggiunto Levati. «Ma al di là di questo rimane il fatto che il Porto Antico sia l'unico nido Montessoriano, quindi l'offerta formativa non sarà in ogni caso quella scelta dai genitori. C'è grandissima delusione nei confronti di questa giunta, che speravamo fosse più attenta ai servizi dell'infanzia, e invece chiudono un nido senza neanche dirlo». Tentativi di contattare l'assessora Bruzzone per un commento non hanno al momento ricevuto risposta.

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