La consigliera regionale Valentina Ancarani evidenzia la solidità della programmazione sanitaria regionale ma solleva dubbi sull'adeguatezza dei fondi provenienti da Roma, chiedendo maggiore certezza e flessibilità.
Programmazione sanitaria regionale 2026
La consigliera regionale del Partito Democratico, Valentina Ancarani, ha commentato le linee di programmazione sanitaria per il 2026. La proposta, presentata dall'assessore Massimo Fabi, prevede uno stanziamento di oltre 10,2 miliardi di euro. Questo rappresenta un incremento di 267 milioni rispetto all'anno precedente. Le risorse sono destinate a coprire i Livelli Essenziali di Assistenza, stimati in 10 miliardi. Altri fondi andranno agli obiettivi di piano, ai farmaci innovativi e allo sviluppo dell'assistenza territoriale.
Il piano regionale si articola in 334 obiettivi specifici. Questi mirano a migliorare diversi settori della sanità. Tra questi figurano la copertura vaccinale e gli screening oncologici. Si punta anche al potenziamento delle cure primarie e delle Case della Comunità. Un altro obiettivo è la riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni. L'assistenza domiciliare e le cure palliative sono anch'esse al centro del programma. Infine, si interverrà per contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza.
Investimenti mirati e critiche ai fondi nazionali
Rispetto al 2025, sono previsti maggiori stanziamenti per il numero unico europeo 116-117. Si tratta di 15,5 milioni di euro aggiuntivi. Inoltre, verranno destinati 4,9 milioni a reparti ospedalieri specifici per la psicopatologia minorile. Questi investimenti rispondono a bisogni crescenti delle famiglie e dei territori. La Regione dimostra capacità di programmazione e visione strategica. Tuttavia, la consigliera Ancarani sottolinea un punto critico.
La qualità della programmazione regionale dipende fortemente dai finanziamenti che arrivano da Roma. L'aumento del finanziamento nazionale, pari al 4,6%, è un segnale positivo. Nonostante ciò, non è considerato sufficiente. Gran parte delle risorse aggiuntive viene assorbita da costi in aumento. Questi includono i rinnovi contrattuali del personale e la spesa farmaceutica. Anche i dispositivi medici e lo sviluppo della rete territoriale incidono. I costi energetici e l'inflazione rimangono elevati.
Inoltre, le risorse nazionali sono in larga misura vincolate. Questo lascia ai territori margini di manovra limitati. La consigliera Ancarani esprime preoccupazione per la riduzione del fondo nazionale per i farmaci innovativi. A livello nazionale, si parla di 140 milioni in meno. Per la Regione Emilia-Romagna, ciò si traduce in 33 milioni in meno. Questo taglio rischia di compromettere l'accesso dei pazienti alle terapie più avanzate.
Richiesta di risorse certe e autonomia
Il messaggio di Valentina Ancarani è chiaro. Garantire il diritto universale alla cura richiede risorse adeguate. Queste devono essere certe e continuative nel tempo. Non devono essere soggette a tagli o oscillazioni improvvise. Tali fluttuazioni impediscono una programmazione efficace e strategica. È necessaria anche una maggiore autonomia nella gestione dei fondi. La Regione Emilia-Romagna sta facendo la sua parte con serietà e impegno. La consigliera chiede al Governo di fare altrettanto.
La programmazione sanitaria regionale per il 2026 è solida e ambiziosa. Copre molteplici aree di intervento per migliorare i servizi offerti ai cittadini. Tuttavia, la dipendenza dai finanziamenti nazionali rappresenta un nodo cruciale. La richiesta di risorse certe e maggiore flessibilità gestionale è fondamentale. Questo permetterebbe alla regione di rispondere meglio alle esigenze sanitarie del territorio. L'obiettivo è garantire un'assistenza di qualità a tutti i cittadini.