Condividi
AD: article-top (horizontal)

A Ferrara nasce 'Paludicola', un progetto innovativo che fonde arte e ricerca per studiare il paesaggio palustre. L'iniziativa, che si svolgerà dal 27 al 29 marzo, vedrà la partecipazione di artisti, ricercatori e comunità locali.

Arte e Ricerca nel Paesaggio Palustre Ferrarese

Un nuovo progetto di ampio respiro, intitolato ‘Paludicola: abitare paesaggi ibridi’, sta per prendere il via a Ferrara. L’iniziativa mira a esplorare il territorio attraverso un connubio inedito tra arte contemporanea, ricerca scientifica e pratiche culturali. L’obiettivo è trasformare il paesaggio palustre in un vero e proprio campo di sperimentazione.

L’evento inaugurale si terrà dal 27 al 29 marzo presso gli spazi di Wunderkammer, situati nel cuore di Ferrara. Questo programma di iniziative è stato selezionato tra i vincitori della settima edizione del ‘Laboratorio di creatività contemporanea’, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto promette di offrire una prospettiva innovativa sulle zone umide.

Il paesaggio palustre, spesso considerato marginale, viene qui rivalutato come fonte di ispirazione e innovazione. La sua natura instabile e in continua trasformazione, descritta magistralmente da Giorgio Manganelli nel suo scritto ‘La palude definitiva’, diventa metafora della complessità del presente. Accettare l’incertezza e attraversare territori inesplorati sono concetti chiave.

'Paludicola': Un Progetto Corale e Interdisciplinare

Il progetto ‘Paludicola’ è un percorso corale. È coordinato da Leonardo Delmonte, direttore del consorzio Wunderkammer. La realizzazione coinvolge una vasta rete di partner. Questi partner sono attivamente impegnati in residenze artistiche, produzioni culturali e laboratori territoriali. Tutti focalizzati sul paesaggio delle zone umide.

L’iniziativa mette in relazione l’arte contemporanea con la ricerca territoriale. Coinvolge attivamente artisti, musicisti, ricercatori e le comunità locali. Verranno realizzate diverse produzioni artistiche. Ci saranno anche residenze, incontri pubblici, performance e pubblicazioni. L’intento è creare un dialogo fertile tra diverse discipline.

Il progetto si concentra sui territori d’acqua e di terra. Questi includono le valli di Campotto, parte del Parco del Delta del Po, la città di Ferrara e il sistema fluviale del Po di Volano e del Po di Primaro. Il paesaggio palustre è visto come un dispositivo di osservazione privilegiato. Diventa un vero e proprio campo di sperimentazione per nuove idee.

La palude non è solo la matrice storica del paesaggio ferrarese e padano. In ‘Paludicola’, assume anche una valenza metaforica. Serve a interpretare la complessità del mondo attuale. L’ecosistema palustre, con la sua ricchezza di biodiversità e la sua costante trasformazione, offre un modello. Un modello per immaginare nuovi centri culturali. Questi dovrebbero essere ambienti ibridi, porosi e interconnessi.

Rivalutare le Zone Umide: Nuovi Immaginari e Soluzioni

La prospettiva di ‘Paludicola’ è chiara: capovolgere lo sguardo sulle zone umide. Spesso percepite come aree marginali o improduttive, queste zone vengono presentate come luoghi vitali. Luoghi capaci di generare nuovi immaginari. Offrono anche soluzioni innovative alle sfide poste dalla transizione ecologica. L’intento è valorizzare il potenziale di questi ecosistemi.

Il progetto mira a dimostrare come le zone umide possano essere centri di produzione culturale e di pensiero. La loro resilienza e capacità di adattamento sono un esempio per la società contemporanea. La ricerca artistica e scientifica esplorerà queste potenzialità. Si cercheranno nuove forme di interazione tra uomo e natura.

Le zone umide sono fondamentali per la biodiversità. La loro gestione sostenibile è cruciale per affrontare il cambiamento climatico. ‘Paludicola’ intende sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi. Promuoverà un approccio più consapevole e rispettoso verso questi ambienti fragili ma essenziali.

‘Appaludare/Farsi Palude’: L’Inaugurazione del Progetto

La prima fase operativa del progetto prende avvio con ‘Appaludare/Farsi Palude’. Si tratta di tre giornate intense. Saranno dedicate a performance, musica e pratiche artistiche. L’evento è curato da Basso Profilo. Si svolgerà dal 27 al 29 marzo negli spazi di Wunderkammer a Ferrara. Questa iniziativa segna l’inizio di un ciclo annuale di ricerca-azione.

Appaludare’ si configura come un dispositivo sperimentale. Intreccerà produzione artistica, riflessione istituzionale e un profondo ascolto del paesaggio. Il primo giorno, venerdì 27 marzo, inizierà alle 15:30. Ci sarà la presentazione pubblica del progetto. Seguirà un primo momento di confronto. Il tema sarà quello dei centri culturali ibridi e delle loro responsabilità ecologiche. Un tema di grande attualità.

La serata del 27 marzo si animerà con il programma performativo. Si esibirà l’artista austriaco Fennesz. È una figura di riferimento internazionale nella musica elettronica sperimentale. La sua performance sarà seguita da un dj set della producer Katatonic Silentio. Un’immersione nel suono e nell’arte contemporanea.

Cartografie Sonore e Nuove Prospettive sul Territorio

La giornata di sabato 28 marzo, dalle 11:00 alle 15:00, sarà dedicata alle ‘Cartografie Sonore’. Questa è una ricerca artistica sul paesaggio. Prevede un laboratorio condotto dal musicista Glauco Salvo. Collaboreranno le classi del liceo artistico Dosso Dossi di Ferrara. Ci sarà anche un workshop di lettura e sonificazione delle mappe storiche e contemporanee del territorio.

Il workshop sarà guidato da Andrea Bruera. È un ricercatore e musicista del Max Planck Institute di Lipsia. Il lavoro si baserà su materiali cartografici, fotografie e documenti. Questi provengono da enti di ricerca, consorzi di bonifica e istituzioni locali. L’obiettivo è restituire in forma sonora la stratigrafia memoriale delle trasformazioni fluviali e palustri.

L’esito di questo workshop confluirà nel programma serale. La serata proseguirà con il live del compositore Glauco Salvo. La sua pratica sonora esplora il rapporto tra ascolto, ambiente e territorio. Saranno presenti anche ulteriori dj set e performance elettroniche. Un’esplorazione sonora del paesaggio ferrarese.

Governance Ibrida e Modelli di Cooperazione con la Natura

Parallelamente, ‘Appaludare/Farsi Palude’ aprirà una riflessione sui modelli di governance dei centri culturali contemporanei. Domenica 29 marzo, dalle 15:30 alle 17:00, si discuterà pubblicamente un processo di revisione degli strumenti organizzativi del consorzio Wunderkammer. L’obiettivo è integrare metodologie che riconoscano il ruolo degli ecosistemi non umani nei processi decisionali.

In questa prospettiva, ‘farsi palude’ assume un significato profondo. Significa considerare il paesaggio e i suoi abitanti come attori a pieno titolo. Si sperimenteranno pratiche ispirate al modello Zoöp. Questo modello è stato sviluppato dal Nieuwe Instituut di Rotterdam. Propone forme di cooperazione tra istituzioni e sistemi viventi. Si potranno anche organizzare assemblee interspecie (Interspecies Council) per affrontare le sfide globali del cambiamento climatico.

Questo approccio innovativo mira a ripensare le strutture organizzative. Le rende più flessibili e in sintonia con l’ambiente. L’idea è creare un modello di gestione culturale che sia ecologicamente consapevole. Un modello che integri la natura nei processi decisionali.

Dialogo Finale e Prospettive Future del Progetto

La tre giorni si concluderà con un dialogo stimolante. Sarà tra la ricercatrice e curatrice Sara Alberani e l’artista Adelita Husni-Bey. L’incontro è previsto dalle 18:00 alle 20:00. Entrambe sono impegnate in ricerche che indagano le relazioni tra territorio, storia materiale e trasformazioni ambientali. Un confronto di grande spessore.

Il dialogo prenderà avvio da progetti sviluppati tra il nord-est italiano e il bacino ferrarese. Affronterà temi cruciali. Tra questi, la tossicità legata alla modernità fossile. Si parlerà anche delle eredità dell’industrializzazione e del rapporto tra lavoro, paesaggio e crisi ecologica. Un’analisi approfondita delle problematiche contemporanee.

Attraverso pratiche artistiche, dispositivi pedagogici e letture critiche del territorio, il confronto esplorerà il ruolo dei corpi d’acqua. Questi saranno visti come agenti storici e politici. Si apriranno nuove prospettive sull’immaginazione paesaggistica. Si cercherà di aumentare la consapevolezza ambientale contemporanea. Un invito a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente.

Il Percorso di 'Paludicola' Continua Fino al 2027

Il percorso di ‘Paludicola’ non si esaurirà con l’evento di marzo. Il progetto continuerà nel corso del 2026 e del 2027. Sono previste ulteriori residenze artistiche. Ci saranno laboratori territoriali, produzioni performative e momenti di confronto pubblico. Coinvolgeranno artisti di fama internazionale.

Tra gli artisti che parteciperanno ci sono Motus, Andreco, Leonardo Delogu, Rahel Kraft, Sibylle Ciarloni, Marginal Studio, Penelope Volinia e Zeno Franchini. Le loro diverse prospettive arricchiranno il progetto. Contribuiranno a creare un corpus di lavori significativo.

Le pratiche e le riflessioni emerse confluiranno nel ‘Paludicola Manifesto’. Questo volume sarà pubblicato da Krisis Publishing nel 2027. Sarà concepito come un atlante e un glossario delle esperienze sviluppate. Funzionerà come uno strumento di policy. Il processo culminerà infine nel ‘Paludicola Festival’, previsto per settembre dello stesso anno. Un evento conclusivo per presentare i risultati del progetto.

Il Po di Primaro: Un Corridoio Ecologico Strategico

Le azioni del progetto si svilupperanno lungo il tracciato del Padus Primarius. Questo era l’antico ramo del Po che collegava Ferrara all’Adriatico. Oggi attraversa un sistema complesso di paesaggi fluviali. Include territori di bonifica e aree naturali protette. Un’area di grande interesse naturalistico e storico.

Il Po morto di Primaro si interrompe nei pressi di Argenta. L’ultimo tratto del paleoalveo del Po, a partire da Argenta, è oggi il letto del Reno. Questo corridoio ecologico è di fondamentale importanza. Connette il patrimonio Unesco della città di Ferrara agli ecosistemi del Parco del Delta del Po. Si collega anche alla rete europea Natura 2000.

Questo corridoio diventa un laboratorio privilegiato. Permette di indagare le relazioni tra ambiente, memoria e trasformazioni contemporanee. ‘Paludicola’ si inserisce in questo contesto. Si lega al progetto europeo Life Fresh. Questo programma è dedicato alla tutela e al ripristino degli ecosistemi di acqua dolce del bacino del Po. Particolare attenzione è rivolta alle zone umide e alla biodiversità fluviale.

Alcune azioni di ricerca e valorizzazione del paesaggio palustre saranno sviluppate in relazione a questo programma. Questo rafforzerà il dialogo tra pratiche artistiche, conoscenze scientifiche e politiche ambientali. Un approccio integrato per la salvaguardia del territorio. La collaborazione tra diverse realtà è essenziale per il successo di queste iniziative.

AD: article-bottom (horizontal)