Due eccezionali sculture del Rinascimento, il Busto di Ercole I d’Este e la Madonna in trono, sono state reintegrate nel percorso permanente del Museo Schifanoia di Ferrara. Le opere, dopo essere state protagoniste di importanti mostre, arricchiscono ora l'esposizione museale con un allestimento studiato per valorizzarne il contesto storico e artistico.
Nuovo allestimento al Museo Schifanoia
Il Museo Schifanoia di Ferrara ha recentemente accolto due nuove acquisizioni permanenti. Si tratta di due notevoli testimonianze della scultura rinascimentale. Il 'Busto di Ercole I d’Este', realizzato da Sperandio Savelli nel 1475, e la 'Madonna in trono con il figlio tra San Giorgio e guerriero orante', attribuita ad Antonio Lombardo e bottega intorno al 1515. Queste opere rientrano ora nel percorso espositivo del museo. Dopo essere state prestate per diverse mostre, le sculture tornano a far parte delle collezioni dei Musei Civici ferraresi. Questo ricongiungimento offre una visione più completa della produzione artistica estense tra il XV e il XVI secolo.
Le due opere erano precedentemente esposte presso la Palazzina Marfisa d'Este. Fino al 2022, il pubblico poteva ammirarle in questa sede. Successivamente, sono state protagoniste di due importanti esposizioni a Palazzo dei Diamanti. La prima mostra, 'Rinascimento a Ferrara', si è tenuta nel 2023. La seconda, dedicata al 'Cinquecento a Ferrara', si è svolta tra il 2024 e il 2025. Entrambe le esposizioni hanno riscosso un notevole successo di pubblico. Il loro ritorno al Museo Schifanoia apre nuove prospettive di studio e confronto per gli appassionati d'arte.
Installazione complessa per le opere
L'inserimento delle due sculture nel percorso permanente ha richiesto un'attenta pianificazione. Le operazioni di movimentazione sono avvenute a museo chiuso. Per il 'Busto di Ercole I d’Este', il trasporto è stato relativamente semplice. La 'Madonna in trono', invece, ha presentato sfide logistiche inaspettate. Il suo notevole peso ha reso necessaria una complessa movimentazione aerea. È stata impiegata una gru per sollevare il gruppo marmoreo. L'opera è stata così trasportata fino al primo piano del museo. Qui ha trovato la sua collocazione definitiva.
Il 'Busto di Ercole I d’Este' è ora visibile nella sala 14. Questa sala ospita anche la monetazione e le medaglie realizzate dallo stesso Sperandio Savelli. L'accostamento tra il ritratto ducale, le medaglie e le monete mira a stimolare una riflessione. Si indaga il tema dell'immagine del potere. Vengono analizzati aspetti come la resa fisionomica, l'iconografia militare e la propaganda visiva. Il busto, realizzato nel 1475 per l'ingresso del Barco, conserva intatta la sua autorevolezza nonostante sia oggi frammentario.
Un ritorno che arricchisce la cultura ferrarese
La 'Madonna in trono con il figlio tra San Giorgio e guerriero orante' è stata collocata nella sala 16. Quest'area è dedicata alla scultura del Cinquecento. L'opera illustra chiaramente il rinnovamento artistico introdotto a Ferrara. L'artista, formatosi a Venezia e influenzato dallo studio dell'arte classica, ha sviluppato un linguaggio che è diventato un punto di riferimento per la produzione locale. L'assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, ha commentato con entusiasmo il rientro delle opere. Ha dichiarato che «due capolavori trovano oggi una casa definitiva all'interno di un percorso che ne esalta appieno il significato storico e artistico».
La collocazione delle sculture accanto alle medaglie di Savelli, alle opere pittoriche e alle altre testimonianze della corte estense permette al visitatore un'immersione completa. Si offre un'esperienza che rievoca un periodo irripetibile della storia di Ferrara. Il rientro di queste opere rappresenta un arricchimento significativo per il patrimonio culturale della città. Permette di riscoprire e valorizzare la ricchezza artistica del Rinascimento ferrarese.