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Un evento a Ferrara esplora il mondo dei libri pop-up, dei giochi e dei materiali effimeri come fonti storiche visive. L'incontro, curato da esperte universitarie, si focalizza sull'innovativa prospettiva dell'«emersività» applicata alla carta.

Fonti visive non convenzionali al centro dell'incontro

La biblioteca Ariostea di Ferrara ospiterà un evento dedicato a un aspetto affascinante della storia visuale. L'incontro, intitolato 'Emersioni di carta. Libri pop-up, giochi ed ephemera', esplorerà le potenzialità delle fonti cartacee meno tradizionali. Queste risorse, spesso trascurate, offrono uno sguardo unico sul passato.

La curatela dell'evento è affidata a due esperte di rilievo nel campo. Si tratta di Elisa Marazzi, affiliata all'Università di Milano, e Ilaria Ampollini, legata all'Università di Ferrara. La loro competenza promette un approfondimento di alto livello.

L'appuntamento si svolgerà nella prestigiosa sala Agnelli della biblioteca. L'orario previsto è le 17:00, in una data specifica di lunedì. L'iniziativa è promossa dall'associazione ‘Amici della biblioteca Ariostea’.

Durante l'evento, le relatrici dialogheranno con un'altra figura di spicco. Sarà presente Michela Giacomelli, funzionaria della biblioteca dell'area biomedica presso l'Università di Roma Tor Vergata. La sua partecipazione arricchirà ulteriormente il dibattito.

L'importanza dei libri pop-up e dei giochi

Molti studi nel campo della storia visuale si concentrano su materiali considerati 'non convenzionali'. Queste fonti rimangono ancora oggi in gran parte inesplorate. Tra queste troviamo le stampe illustrate e gli oggetti effimeri di ampia diffusione. Anche i giochi da tavolo stanno iniziando a essere riconosciuti come preziose fonti per la ricerca storica.

Un esempio particolarmente interessante sono i libri pop-up. Questi volumi hanno una storia complessa. Le loro primissime versioni erano destinate a un pubblico colto. Successivamente, nel corso dell'Ottocento, si diffusero versioni pensate specificamente per i bambini.

Il ciclo di incontri 'Emersioni di carta' mira a mettere in luce proprio questo tipo di fonti. L'evento di Ferrara rappresenta la quarta tappa di un percorso itinerante. Questo progetto ha già toccato città importanti come Torino, Milano e Trento.

La prospettiva privilegiata adottata per lo studio di queste fonti è quella dell'«emersività». Questo concetto descrive come un determinato mezzo possa trascendere i propri confini fisici. In questo modo, si crea un'efficace interferenza tra lo spazio mediatico e quello dell'osservatore.

L'emersività: dal passato alla realtà aumentata

Il concetto di 'emersività' trova oggi un parallelo nelle moderne applicazioni di realtà aumentata. Queste tecnologie permettono allo spazio 'reale' di animarsi con oggetti e contenuti visibili tramite dispositivi avanzati. Esempi noti includono gli hololens per la realtà aumentata.

Tuttavia, questa stessa caratteristica si può rintracciare anche nel passato. Molti mezzi cartacei antichi sfruttavano tecnologie sofisticate. Queste permettevano, da una semplice pagina o da un tabellone di gioco, di 'entrare' nell'ambiente circostante.

L'incontro alla biblioteca Ariostea di Ferrara approfondirà questo aspetto. Si analizzerà come la carta, attraverso innovazioni tecniche, abbia potuto creare esperienze immersive. Questo ha influenzato la percezione e l'interazione con i contenuti.

Focus sui saperi scientifici e la circolazione delle conoscenze

La partecipazione di Michela Giacomelli all'evento di Ferrara è particolarmente significativa. La dottoressa Giacomelli è specializzata in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie. La sua ricerca si concentra specificamente sui libri anatomici interattivi.

L'incontro permetterà di esaminare nel dettaglio il concetto di emersività. Si valuterà la sua applicazione alla circolazione dei saperi scientifici. Particolare attenzione sarà dedicata alla prima età moderna. Questo periodo storico vide importanti sviluppi nella divulgazione del sapere.

Si rifletterà su come le tecnologie legate alla carta abbiano contribuito a trasformare la fruizione. Verrà analizzata l'assimilazione delle conoscenze medico-anatomiche. L'obiettivo è comprendere l'impatto di questi supporti innovativi sulla diffusione della cultura scientifica.

L'evento si propone quindi come un'occasione unica per esplorare le potenzialità nascoste nelle fonti cartacee. Libri pop-up, giochi e materiali effimeri non sono solo oggetti del passato. Rappresentano finestre privilegiate sulla mentalità, la cultura e le tecnologie di epoche diverse.

La biblioteca Ariostea, con la sua ricca collezione, si conferma un luogo ideale per tali approfondimenti. L'associazione ‘Amici della biblioteca Ariostea’ svolge un ruolo cruciale nel promuovere eventi culturali di questo calibro. L'iniziativa promette di stimolare la curiosità di studiosi, appassionati e del pubblico generale.

L'esplorazione delle 'emersioni di carta' offre una prospettiva rinnovata. Permette di guardare a oggetti comuni con occhi diversi. Si scopre come anche la carta possa essere un mezzo dinamico e interattivo. Questo apre nuove strade per la ricerca storica e la comprensione del patrimonio culturale.

L'eredità di questi materiali è ancora viva. La loro analisi contribuisce a una narrazione più completa del passato. L'incontro a Ferrara promette di essere un momento di grande interesse culturale. Offre spunti di riflessione sull'evoluzione della comunicazione visiva e sulla sua interazione con il pubblico.

La scelta di focalizzarsi su libri pop-up e giochi non è casuale. Questi oggetti erano spesso pensati per un coinvolgimento attivo. La loro struttura tridimensionale e ludica li rendeva particolarmente efficaci. L'emersività, in questo contesto, diventa una chiave di lettura fondamentale.

Si indagherà come la carta stampata, attraverso queste forme innovative, abbia potuto superare la sua natura bidimensionale. L'obiettivo è comprendere l'impatto di queste innovazioni sulla trasmissione del sapere. Soprattutto in ambiti complessi come la medicina e l'anatomia.

L'evento rappresenta un'opportunità per apprezzare la ricchezza e la complessità delle fonti storiche. Invita a riconsiderare il valore di oggetti che spesso diamo per scontati. La biblioteca Ariostea diventa così un palcoscenico per la riscoperta di un patrimonio materiale e intellettuale.

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