Il Lecchese ha vissuto un weekend di Pasqua e Pasquetta all'insegna del pienone. Lago e montagne hanno attirato migliaia di visitatori, generando criticità legate all'overtourism e al traffico.
Affluenza record sul Lago di Como
Le condizioni meteo favorevoli hanno spinto numerosi turisti verso il Lecchese. Il lago, baciato dal sole e privo di vento, ha visto un'affluenza massiccia. Le montagne della Valsassina hanno offerto le ultime opportunità per sciare. Questo scenario ha portato a un tutto esaurito nelle strutture ricettive e nelle località turistiche.
L'arrivo della bella stagione ha riacceso il problema dell'overtourism. Si sono registrati ingorghi stradali, parcheggi selvaggi e lunghe code. Le stazioni ferroviarie e i pontili dei traghetti erano affollati. I borghi storici sono stati invasi da migliaia di visitatori.
Varenna, una delle mete più ambite dai turisti stranieri, ha rappresentato un simbolo di questo turismo fuori controllo. I visitatori si sono ammassati sulle banchine della stazione. Code chilometriche si sono formate per accedere a Villa Monastero e per imbarcarsi sui battelli.
Proposte per gestire l'afflusso turistico
Il sindaco di Varenna, Mauro Manzoni, aveva già proposto una tassa di sbarco. L'obiettivo era limitare i turisti mordi e fuggi. «Tutti devono contribuire economicamente», aveva spiegato il primo cittadino. La tassa servirebbe a coprire i costi di gestione dei rifiuti e della viabilità. Non può gravare solo sui residenti o sui turisti che già pagano la tassa di soggiorno.
La proposta prevedeva un euro a persona. Tuttavia, questa iniziativa non ha ancora trovato applicazione. Manca una normativa nazionale che la supporti. La situazione di Varenna si è ripetuta in altre località. Lecco, Abbadia, Lierna, Mandello e l'Alto Lario hanno registrato un forte afflusso.
Montagna e traffico: criticità diffuse
Anche le zone montane hanno visto un'affluenza eccezionale. I parcheggi presso i sentieri escursionistici erano pieni. Questo è accaduto ai Resinelli, al Cainallo e presso la funivia dei Piani d'Erna. I rifugi alpini e le cime delle montagne erano gremiti di escursionisti.
Gli itinerari cicloturistici, come l'alzaia dell'Adda e i lungolaghi, erano difficili da percorrere. I ciclisti dovevano destreggiarsi tra la folla di pedoni. La Statale 36 ha visto code chilometriche. Il traffico era intenso da Milano verso Lecco al mattino. Dal pomeriggio, si registravano code dalla Valtellina verso la Brianza e la metropoli.
Nonostante il costo elevato dei carburanti e le preoccupazioni per l'austerity, le gite fuori porta sono state privilegiate. Molti sembrano voler godere delle scampagnate finché possibile.
Il Lario e le prospettive future
Anche la sponda comasca del lago ha vissuto un pienone. Il capoluogo Como ha registrato il tutto esaurito. Lunghe code si sono formate alle biglietterie della Navigazione e della funicolare per Brunate. I parcheggi e gli autosili erano saturi.
La gestione di questa affluenza è stata complessivamente positiva. Tuttavia, la situazione solleva interrogativi per l'estate imminente. Un ulteriore aumento dei flussi turistici è possibile. Questo potrebbe accadere se le tensioni internazionali dovessero persistere. La capacità di accoglienza del territorio potrebbe essere messa a dura prova.
Le persone hanno chiesto anche:
Perché Varenna è così affollata?
Varenna è una meta molto popolare, specialmente tra i turisti stranieri, grazie alla sua bellezza paesaggistica, ai suoi vicoli caratteristici e alla presenza di Villa Monastero. L'afflusso è stato accentuato dalle condizioni meteo favorevoli e dal periodo di vacanza.
Quali sono le proposte per gestire l'overtourism sul Lago di Como?
Il sindaco di Varenna ha proposto una tassa di sbarco di un euro a persona per contribuire alla gestione dei servizi turistici. Altre possibili misure potrebbero includere la regolamentazione degli accessi e la promozione di forme di turismo più sostenibile.
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