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L'Università degli Studi dell'Insubria ha contribuito a uno studio pubblicato su Nature. La ricerca indaga la variabilità dei risultati scientifici nelle scienze sociali, evidenziando l'importanza della trasparenza metodologica.

Studio internazionale su Nature con l'Insubria

L'Università degli Studi dell'Insubria figura tra i protagonisti di un importante studio internazionale. La ricerca è stata pubblicata su Nature, una delle riviste scientifiche più prestigiose a livello mondiale. L'indagine dimostra come ricercatori differenti possano giungere a conclusioni diverse. Questo accade anche quando si parte dagli stessi dati di partenza.

Il lavoro scientifico porta il titolo «Investigating the Analytical Robustness of Social and Behavioural Sciences». Si inserisce nel più ampio progetto internazionale Score. Quest'ultimo si occupa di sistematizzare la fiducia nella ricerca e nelle evidenze aperte. Il progetto è finanziato dalla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa).

Il ruolo dell'InsIDE Lab dell'Insubria

Il progetto Score ha visto la partecipazione di ben 865 ricercatori. L'obiettivo era analizzare la credibilità dei risultati scientifici. L'attenzione si è concentrata sulle scienze sociali e comportamentali. In questo contesto si colloca il contributo dell'InsIDE Lab dell'Insubria. Questo laboratorio è guidato dal professor Raffaello Seri.

Il professor Seri è ordinario presso il Dipartimento di Economia. Ricopre anche il ruolo di coordinatore del progetto «Dipartimento di Eccellenza 2023–2027». Tra gli autori dello studio figura anche Massimo Rusconi. Anche lui è affiliato all'InsIDE Lab.

Metodologia e risultati dello studio

Nel progetto sono stati coinvolti 457 analisti indipendenti. Questi professionisti provengono da numerose istituzioni internazionali. Hanno condotto 504 rianalisi di dati. I dati provenivano da 100 studi scientifici pubblicati in precedenza. Tutti i ricercatori hanno lavorato sugli stessi dataset. Hanno affrontato le medesime domande di ricerca.

Tuttavia, ogni analista ha mantenuto piena libertà nelle scelte metodologiche e statistiche. I risultati ottenuti hanno evidenziato una significativa variabilità. Le conclusioni scientifiche possono infatti cambiare in modo sostanziale. Questo dipende dalle decisioni analitiche che vengono adottate. Molte rianalisi hanno confermato le conclusioni originali degli studi.

Tuttavia, le stime degli effetti e i livelli di incertezza differivano spesso in modo notevole. La ricerca mette in luce il ruolo cruciale delle cosiddette «scelte analitiche». Ogni analisi empirica comporta numerose decisioni. Queste includono il trattamento dei dati, i modelli statistici da usare e l'interpretazione dei risultati. Tutte queste scelte possono influenzare le conclusioni finali.

Trasparenza e solidità della ricerca

Il contributo dell'Università dell'Insubria si inserisce nel dibattito internazionale. Si discute della solidità e della trasparenza della ricerca scientifica. L'ateneo conferma così il suo ruolo nello sviluppo di metodologie rigorose. Vengono promosse anche metodologie innovative per l'analisi dei dati nelle scienze sociali.

Secondo gli autori, questi risultati non minano la credibilità della ricerca scientifica. Piuttosto, sottolineano l'importanza di rendere più trasparente l'intero spettro delle analisi possibili. Approcci che coinvolgono più analisti indipendenti sono fondamentali. Anche esplorare sistematicamente diverse strategie di analisi può rafforzare la solidità delle conclusioni scientifiche.

Nella foto, il professor Raffaello Seri.

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