Il consigliere Finizio del PD critica il sindaco Rapinese di Como per commenti ironici sulla denatalità e per i ritardi nei lavori del polo dell’infanzia di via Longhena. Si teme la perdita di fondi PNRR.
Polo infanzia via Longhena, critiche al sindaco
Si accende il dibattito politico a Como riguardo al futuro del polo dell’infanzia situato in via Longhena, nel quartiere di Albate. Le dichiarazioni del sindaco Alessandro Rapinese, rilasciate durante la trasmissione Etg+Sindaco, hanno suscitato una forte reazione da parte dell’opposizione.
Il primo cittadino ha infatti commentato con un tono ironico il tema della denatalità. Ha ipotizzato che la nuova struttura, una volta completata, potrebbe non trovare sufficienti bambini a cui offrire i propri servizi. Queste parole sono state definite da Finizio, esponente del Partito Democratico, come un’«ironia fuori luogo».
Accuse di ritardi e fondi a rischio
Secondo Finizio, l’atteggiamento del sindaco rischia di creare un precedente pericoloso. Potrebbe, infatti, giustificare eventuali future chiusure di asili e scuole. Queste ultime sono già state oggetto di provvedimenti da parte dell’amministrazione comunale.
L’esponente dem ha contestato la visione del sindaco, sottolineando come i dati reali raccontino una storia differente. L’ex nido Peter Pan, prima della sua chiusura, operava con un numero di iscritti superiore ai 30 bambini tra il 2021 e il 2022. Il calo registrato nel 2023, con 18 bambini prima della cessazione dell'attività a luglio, sarebbe invece una conseguenza diretta dell’incertezza sui lavori.
Questi lavori, annunciati ma mai avviati nei tempi previsti, avrebbero generato sfiducia. Il nuovo polo 0-6 anni, inoltre, è destinato a servire un bacino d’utenza più esteso rispetto al precedente servizio 0-3. Il trasferimento del servizio a Rebbio, in via Giussani, ha comportato notevoli disagi per le famiglie residenti ad Albate.
Questi spostamenti quotidiani più lunghi hanno avuto ripercussioni sull’organizzazione familiare e, soprattutto, sui bambini più piccoli. L’opposizione ritiene che un sindaco dovrebbe concentrarsi sulla creazione di servizi efficaci. Tali servizi potrebbero contribuire a contrastare il calo delle nascite, anziché ironizzare sul fenomeno.
Critiche alla gestione e alla comunicazione
I ritardi accumulati nella realizzazione del polo di via Longhena mettono seriamente a rischio l’erogazione di 5,5 milioni di euro di fondi provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il progetto esecutivo è stato presentato solo di recente. Questo avviene a distanza di mesi dalla chiusura del nido nell’estate 2023.
La situazione ha impedito persino l’attivazione del centro estivo, privando la comunità di un servizio essenziale. Le critiche si sono estese anche alla modalità di gestione del progetto. La comunicazione da parte dell’amministrazione è stata giudicata carente. Un esempio è l’assemblea convocata per le famiglie. Si è tenuta in un giorno feriale, durante l’orario mattutino.
Questa scelta è stata ritenuta poco compatibile con le esigenze lavorative e familiari di molti genitori. L’opposizione ha annunciato un monitoraggio costante sull’avanzamento dei lavori. L’obiettivo è duplice: evitare la dispersione dei finanziamenti europei e garantire, entro il 2027, un servizio educativo funzionante e pienamente integrato nel tessuto del quartiere di Albate.
Il contesto di Albate
Albate è un quartiere situato nella periferia nord-est di Como. Storicamente, ha visto una crescita demografica significativa negli ultimi decenni. La presenza di servizi per l’infanzia è sempre stata considerata cruciale per le famiglie residenti. La chiusura del nido Peter Pan e i ritardi nella realizzazione del nuovo polo hanno creato un vuoto.
Questo vuoto ha generato preoccupazione tra i genitori, costretti a cercare soluzioni alternative spesso più distanti e costose. Il progetto del polo di via Longhena rappresenta un investimento importante per il quartiere. Mira a offrire una struttura moderna e completa per la fascia 0-6 anni, rispondendo alle esigenze di una popolazione giovane.
La questione dei fondi PNRR è di fondamentale importanza. Il mancato rispetto delle tempistiche previste per l’utilizzo di tali risorse potrebbe avere conseguenze negative non solo per il progetto specifico, ma anche per la reputazione del Comune di Como nell’accesso a futuri finanziamenti europei. La trasparenza e l’efficienza nella gestione dei progetti finanziati con fondi pubblici sono elementi chiave.
L’opposizione, attraverso le dichiarazioni di Finizio, intende svolgere un ruolo di vigilanza. Vuole assicurare che gli impegni presi dall’amministrazione vengano mantenuti. L’obiettivo finale è garantire ai cittadini di Albate e di Como servizi educativi di qualità, accessibili e tempestivi. La polemica sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo tra amministrazione e cittadini, soprattutto su temi così sensibili come l’educazione dei più piccoli.