La morte di Martino Viganò a Cernusco nel 1924, inizialmente archiviata come incidente, viene ora ricostruita come un omicidio politico fascista. Uno storico svela nuovi dettagli dopo 102 anni.
La morte misteriosa di Martino Viganò
Martino Viganò, residente a Cernusco sul Naviglio, morì nel 1924 in circostanze poco chiare. Le indagini dell'epoca, secondo gli atti della Procura reale, conclusero che Viganò fosse ubriaco. Si ipotizzò che stesse tentando di arrampicarsi su una finestra. La caduta avrebbe provocato una frattura cranica fatale. Il suo corpo fu ritrovato il 29 aprile 1924. La zona era vicina all'attuale Corte Cordini, in via Briantea. L'inchiesta si chiuse rapidamente. La causa del decesso fu dichiarata accidentale.
Una nuova verità dopo un secolo
Oggi, a distanza di 102 anni, emerge una ricostruzione radicalmente diversa. Lo storico Mauro Raimondi presenterà le sue scoperte durante un incontro pubblico. L'interesse di Raimondi fu stimolato da precedenti ricerche. Gli storici locali Giorgio Perego e Silvia Mandelli avevano accennato a una morte sospetta nei loro scritti. Le loro pubblicazioni sulla storia di Cernusco sollecitarono ulteriori indagini. Raimondi ha deciso di approfondire la vicenda. Le sue ricerche hanno portato alla luce nuove prove documentali. Queste prove suggeriscono un movente politico dietro la morte di Viganò. La nuova ipotesi è che Martino Viganò sia stato assassinato da militanti fascisti.
Le cronache dell'epoca e l'insabbiamento
Le ricerche di Raimondi si sono avvalse di fonti giornalistiche d'epoca. Lo storico ha potuto consultare gli archivi del Corriere della Sera e dell'Avanti!. Un amico custodiva questi preziosi documenti. I primi resoconti del Corriere della Sera indicavano lesioni alla testa come causa del decesso. Tuttavia, articoli successivi iniziarono a diffondere una versione differente. Si iniziò a parlare della caduta di un uomo ubriaco. Questa narrazione sembrava mirare a screditare la vittima. La moglie di Viganò non accettò questa versione. Presentò un esposto alla Procura. Portò anche una testimonianza chiave. Un testimone affermò di aver visto tre persone trascinare un carretto con un cadavere. La donna sostenne di conoscere gli assassini. Li identificò come membri del movimento fascista. Poco tempo dopo, però, il testimone ritrattò la sua dichiarazione. Il caso venne quindi archiviato definitivamente.
Il contesto storico: il 1924 e il clima politico
Per comprendere appieno la vicenda, è fondamentale analizzare il contesto storico. I Fasci di combattimento furono fondati nel 1919. Il periodo tra il 1919 e il 1921, noto come Biennio rosso, fu segnato da scioperi e violenze. La Marcia su Roma nel 1922 segnò l'ascesa dello squadrismo fascista. L'anno 1924 fu particolarmente turbolento. Le elezioni videro la vittoria del Partito fascista. Il 10 giugno 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti fu assassinato. L'omicidio di Viganò avvenne prima di questo evento. Si inserisce quindi nello stesso clima di intimidazione e violenza politica.
Il desiderio di cantare "Bandiera rossa"
Mauro Raimondi ha aggiunto ulteriori dettagli sulla figura di Martino Viganò. Dalle ricerche emerge che Viganò non era un attivista politico di spicco. Tuttavia, sembra avesse espresso l'intenzione di partecipare alle celebrazioni del Primo Maggio. Si dice che volesse andare in piazza per cantare l'inno socialista Bandiera rossa. Questo suo desiderio potrebbe averlo reso un bersaglio. La sera della sua morte, Viganò era da poco diventato padre. Aveva festeggiato l'evento con amici. Questo particolare rende la sua tragica fine ancora più dolorosa.
L'incontro di presentazione delle scoperte
Lo storico Mauro Raimondi ha anticipato i contenuti dell'incontro. Fornirà numerosi dettagli sulle sue ricerche. Si soffermerà in particolare sul clima sociale e politico di Cernusco negli anni Venti. Raimondi ha anche espresso la volontà di approfondire ulteriormente la vicenda. Ha intenzione di ricercare altri documenti d'archivio in futuro. Martino Viganò viene ora riconosciuto come l'unico cittadino di Cernusco ucciso da squadracce fasciste. La sua storia potrebbe aprire nuove prospettive per la memoria storica locale. L'incontro odierno fa parte della rassegna culturale "I colori del 25 aprile". L'evento celebra la Festa della Liberazione. Si terrà oggi, sabato 11 aprile, alle ore 16:00. La location è la Biblioteca di via Fatebenefratelli. L'organizzazione è a cura dell'Associazione culturale Futura. L'ingresso è libero.