Il presidente del Consiglio comunale di Carovigno, Francesco Leoci, è oggetto di una mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni e criticato dal Partito Democratico. Le accuse riguardano presunti abusi di potere e una gestione non imparziale delle istituzioni.
Accuse di abuso di potere e gestione non imparziale
Il presidente del Consiglio comunale di Carovigno, Francesco Leoci, si trova al centro di una forte contestazione. Le minoranze consiliari hanno presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Le accuse mosse dai consiglieri di Fratelli d'Italia, Unione e Libertà e Unione Civica riguardano principalmente l'abuso dei poteri istituzionali. Viene contestata la sua eccessiva presenza sui cantieri comunali. Inoltre, si sollevano dubbi sulla regolarità di alcune nomine effettuate per il Consiglio di Amministrazione di Torre Guaceto. Queste condotte, secondo l'opposizione, minano la sua imparzialità. La mozione è stata depositata il 5 marzo scorso.
Per i firmatari, tali azioni mettono seriamente in discussione la sua neutralità. L'opposizione ritiene che il comportamento di Leoci non sia più compatibile con il suo ruolo. Le accuse sono state respinte fin dall'inizio dal diretto interessato. Leoci ha definito la mozione una semplice «costruzione meramente politica». Ha dichiarato che le contestazioni non hanno fondamento concreto.
La replica di Leoci e l'abbandono dell'aula
Durante una seduta straordinaria tenutasi il 27 marzo, alla presenza del sindaco Massimo Lanzilotti e degli altri consiglieri, Francesco Leoci ha tentato di difendersi. Ha respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti. Ha sostenuto che le contestazioni si basassero su «episodi isolati». Ha inoltre affermato che fossero fondate su «principi astratti, svincolati da un concreto riscontro normativo». La sua lunga replica si è conclusa con un gesto che ha ulteriormente acceso il dibattito. Leoci ha abbandonato l'aula consiliare. Non ha atteso le repliche dei consiglieri di opposizione.
Questo abbandono è stato visto come un ulteriore segnale negativo. Ha alimentato le polemiche già in corso. Il suo gesto è stato interpretato come una mancanza di rispetto verso l'istituzione e i suoi membri. La sua difesa non ha convinto i consiglieri.
L'opposizione: "Comportamento assurdo e incredibile"
I consiglieri di opposizione hanno duramente criticato l'atteggiamento di Leoci. Hanno definito il suo comportamento «assurdo e incredibile». Tra questi figurano Francesco Lotesoriere, Toni Barella, Cosimo Santacroce, Vincenzo Radisi, Giovanni Sisto e Mario Semeraro. Secondo loro, l'abbandono dell'aula è una prova ulteriore della sua presunta mancanza di neutralità. Hanno ribadito la sua scarsa imparzialità. Ritengono che Leoci abbia violato ogni principio democratico. Ha venuto meno al suo ruolo di garante. Non avrebbe rispettato le regole statutarie dell'ente.
I consiglieri hanno anche ipotizzato possibili reati. Nel comportamento di Leoci potrebbero configurarsi fattispecie come l'interruzione di funzioni istituzionali. Potrebbe esserci stata un'attività arbitraria. Si parla anche di violazione dei doveri d'ufficio. Infine, l'abbandono del ruolo istituzionale è considerato un atto grave. L'esito della votazione sulla mozione di sfiducia è stato di 7 voti contrari alla sfiducia e 6 voti favorevoli. Questo risultato, secondo l'opposizione, conferma la crisi della maggioranza. Sottolinea la necessità delle dimissioni di Leoci. Queste sarebbero un atto dovuto.
Il Partito Democratico chiede le dimissioni
Anche il Partito Democratico di Carovigno ha espresso la sua posizione. Il segretario Luigi Bennardi ha condiviso la visione delle opposizioni. Secondo Bennardi, l'esito della votazione sancisce una realtà politica ormai evidente. La maggioranza che sostiene il sindaco Massimo Lanzilotti, pur avendo vinto le elezioni, «di fatto non esiste più». Con soli 7 consiglieri a favore di Leoci, 6 voti favorevoli alla sfiducia e 2 astensioni (provenienti da consiglieri di maggioranza), il quadro è chiaro. Il Pd parla di una fiducia «poco solida e convinta» nei confronti del presidente.
L'equilibrio politico è definito «estremamente fragile». Si mantiene più per necessità che per reale condivisione. Bennardi pone un interrogativo fondamentale. Come può Leoci continuare a svolgere il suo ruolo con serenità e imparzialità? Non è più riconosciuto come figura di garanzia dall'intero Consiglio. Per questo motivo, il segretario del Pd suggerisce che Leoci dovrebbe valutare seriamente l'opportunità di rassegnare le dimissioni. Sarebbe un atto di responsabilità politica.
Clima di tensione e appello per il futuro di Carovigno
La nota del Partito Democratico evidenzia il clima teso che si respira. La scarsa serenità all'interno del Consiglio comunale e nel paese non promette nulla di positivo. Bennardi richiama alla memoria esperienze passate. Ricorda i periodi che portarono alla caduta della prima giunta Lanzilotti. Questo precedente storico alimenta le preoccupazioni per il futuro politico di Carovigno. Per queste ragioni, il Pd ritiene fondamentale unire le migliori energie della comunità. L'obiettivo è costruire una proposta politica seria e credibile. Deve essere all'altezza delle sfide che Carovigno dovrà affrontare. La situazione politica richiede un rinnovato impegno per il bene della città.
La crisi della maggioranza e le accuse rivolte a Francesco Leoci aprono scenari incerti. La comunità di Carovigno attende risposte concrete. Si auspica una soluzione che possa garantire stabilità e un governo efficace per il territorio.