L'inchiesta sul "Sistema Pavia" torna in tribunale a Brescia. La difesa dell'ex pm Mario Venditti ha richiesto l'audizione di cinque magistrati per approfondire questioni relative ai noleggi auto in procura.
Audizione magistrati per inchiesta "Sistema Pavia"
L'indagine sul cosiddetto "Sistema Pavia" è riemersa in tribunale a Brescia. La difesa dell'ex pubblico ministero Mario Venditti ha avanzato una richiesta specifica. Si chiede di ascoltare cinque magistrati della procura di Pavia. L'obiettivo è chiarire aspetti legati ai noleggi di automobili. Questi avvennero quando Venditti ricopriva il ruolo di procuratore aggiunto e reggente dell'ufficio giudiziario.
Le contestazioni principali riguardano presunti illeciti sulle spese relative alle vetture. Si indaga anche sulle intercettazioni telefoniche. Queste ipotesi di reato sono corruzione e peculato. Coinvolgono, oltre a Venditti, anche il magistrato Paolo Mazza. Quest'ultimo opera attualmente presso la procura di Milano. È indagato anche l'imprenditore Cristiano D’Arena. Egli è titolare della società Esitel, che forniva auto e servizi di intercettazione.
La difesa di Venditti ha nominato i magistrati da sentire. Si tratta di Roberto Valli, Andrea Zanoncelli (ora a Milano), Alberto Palermo, Valentina De Stefano e Valeria Biscottini. Tutti operano o hanno operato presso la procura di Pavia. Le loro testimonianze sono considerate cruciali per chiarire i fatti.
Incidente probatorio e richieste di archiviazione
Le testimonianze dei magistrati saranno raccolte tramite incidente probatorio. Questo strumento legale permette di acquisire prove in anticipo. Le dichiarazioni vengono così "congelate" in vista di un eventuale processo. Gli avvocati difensori degli indagati mirano a evitare il processo. Stanno infatti lavorando per ottenere l'archiviazione delle accuse. Gli avvocati coinvolti sono Domenico Aiello per Venditti, Massimo Dinoia per Mazza e Andrea Omini per D’Arena.
L'udienza fissata per ieri a Brescia è stata rinviata. La nuova data è il 18 maggio. I pubblici ministeri di Brescia, che conducono le indagini, hanno depositato nuovi atti. Le difese devono ancora esaminare questi documenti. Il rinvio consentirà un'analisi approfondita delle nuove prove.
Accuse e intrecci investigativi
Questo filone d'indagine si collega ad altre vicende giudiziarie. Esiste un filone per corruzione in atti giudiziari legato al caso Garlasco. In questo procedimento sono indagati Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio. Vi è inoltre l'indagine "Clean". Quest'ultima è stata aperta dalla procura di Pavia e vede già diversi processi in corso.
Venditti, Mazza e D’Arena sono indagati per l'uso, secondo l'accusa, improprio delle risorse della procura. I pm di Brescia ipotizzano che i due magistrati abbiano ricevuto favori. Tra questi, pranzi offerti dal ristorante Lino di D’Arena e vendite di auto a prezzi vantaggiosi. Questi presunti favori sarebbero stati concessi in cambio di appalti esclusivi. Esitel avrebbe ottenuto l'appalto per il noleggio degli strumenti di intercettazione. Cr Service, sempre di D’Arena, avrebbe gestito il noleggio di auto. Queste vetture sarebbero state usate anche al di fuori dell'orario di servizio.
Il dissequestro dei telefonini
In seguito a queste contestazioni, i pm di Brescia avevano disposto il sequestro dei telefonini degli indagati. Tuttavia, il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta delle difese. A novembre dello scorso anno, i dispositivi sono stati restituiti agli indagati. I giudici del Riesame hanno criticato l'accusa di corruzione e peculato. Hanno affermato che non vi erano prove concrete di atti contrari ai doveri d'ufficio. Non ci sarebbe stata, quindi, corruzione come ipotizzato dalla Procura di Brescia.
Il Tribunale del Riesame ha sottolineato che Esitel non aveva l'appalto esclusivo per le intercettazioni. La società gestiva infatti il 46 percento delle intercettazioni. Questa percentuale è inferiore alla metà. Questo elemento è stato considerato importante per smontare l'impianto accusatorio iniziale.