Condividi
AD: article-top (horizontal)

Una donna di 67 anni è sotto processo a Bergamo per una truffa da 1 milione di euro. Avrebbe promesso guadagni facili a diverse vittime, ma i soldi sarebbero finiti sui conti degli indagati.

Truffa milionaria con promesse di guadagno

Una presunta truffa da circa un milione di euro è al centro di un processo a Bergamo. Una donna di 67 anni, insieme ad altre tre persone, è accusata di aver raggirato diverse vittime. La donna avrebbe fatto credere di poter sbloccare ingenti somme di denaro, decine di milioni di euro, bloccate in una banca svizzera.

Secondo l'accusa, la somma sarebbe dovuta rientrare in Italia tramite lo scudo fiscale. Tuttavia, per ottenere lo svincolo del capitale, le vittime avrebbero dovuto pagare interessi fittizi. La donna di 67 anni avrebbe così ricevuto bonifici per decine di migliaia di euro nel 2021.

Le richieste di denaro sarebbero proseguite, giustificate dalla necessità di pagare professionisti come avvocati e commercialisti. Una vittima avrebbe versato 242mila euro, mentre un'altra ben 800mila euro. Questi fondi sarebbero stati poi distribuiti sui conti correnti degli indagati.

La difesa: "Aiutavamo un'amica"

Durante l'udienza, la donna di 67 anni ha ammesso di avere problemi con il gioco d'azzardo. La sua versione dei fatti, però, differisce da quella dell'accusa. Ha dichiarato che era una loro amica, una quinta persona che ha patteggiato, a chiedere il loro aiuto per gestire questioni bancarie.

Secondo la sua testimonianza, i bonifici ricevuti erano destinati ad aiutare questa amica. La sua versione è stata supportata anche da una seconda imputata, una donna di 68 anni, anch'essa amica della principale accusata. Il processo è stato aggiornato al 20 maggio per proseguire con l'esame dei fatti.

Indagini e profitti illeciti

Le indagini hanno ricostruito come i soldi delle vittime sarebbero stati utilizzati per procurarsi un ingiusto profitto. Le somme versate, per un totale di quasi un milione di euro, erano destinate a generare un ritorno economico per ciascuno degli indagati. L'ipotesi è che le promesse di guadagno fossero solo un pretesto per appropriarsi dei fondi.

La vicenda solleva interrogativi sulle modalità con cui le truffe vengono ordite e sulla fiducia che le vittime ripongono in presunti intermediari. La donna di 67 anni, con problemi di gioco, potrebbe aver agito sotto pressione o per coprire debiti pregressi. La sua testimonianza mira a ridimensionare la sua responsabilità, spostandola su un'altra figura.

Il procedimento giudiziario continuerà per chiarire la dinamica dei fatti e stabilire le responsabilità. La presenza di professionisti come avvocati e commercialisti nelle giustificazioni della donna aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda. Si attende la prossima udienza per ulteriori sviluppi.

AD: article-bottom (horizontal)