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Un fine settimana di Pasqua eccezionale all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha visto la realizzazione di tre trapianti di fegato in meno di due giorni. L'operatività delle équipe mediche ha permesso di salvare vite, inclusa quella di una neonata.

Operazioni salvavita nel fine settimana pasquale

L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha registrato un'attività chirurgica senza precedenti. Tra l'alba di sabato 4 aprile e la sera della domenica di Pasqua, sono stati completati tre trapianti di fegato. Queste procedure salvavita sono state rese possibili dall'impegno costante del personale medico e infermieristico.

La prima operazione si è svolta sabato 4 aprile. Un uomo, affetto da epatocarcinoma già trattato più volte, ha ricevuto un nuovo fegato. L'organo proveniva da un donatore segnalato in un'altra struttura sanitaria lombarda. Le operazioni di prelievo sono iniziate nelle prime ore di venerdì 3 aprile.

Un fegato diviso per due pazienti

Poche ore dopo la conclusione del primo intervento, nella notte tra sabato e domenica, è arrivata una nuova segnalazione. Un altro donatore di fegato era disponibile. Un'équipe chirurgica è partita immediatamente in aereo per raggiungere l'ospedale del donatore. Il rientro a Bergamo è avvenuto nella notte.

Una volta rientrati, il fegato è stato sottoposto a perfusione ipotermica ossigenata. Questo ha permesso a una seconda équipe di dividere l'organo adulto in due parti. La tecnica dello 'split' ha consentito di salvare due vite con un unico donatore.

Una porzione più piccola del fegato è stata destinata a una neonata. La piccola soffriva di atresia delle vie biliari, una grave patologia congenita. La parte più grande dell'organo è stata trapiantata su un giovane paziente. Egli era affetto da colangite sclerosante primitiva, una malattia cronica del fegato.

Coordinamento e dedizione del personale

Le due équipe chirurgiche hanno lavorato contemporaneamente. Hanno operato in due sale operatorie adiacenti per ottimizzare i tempi. I trapianti sul giovane e sulla neonata si sono conclusi con successo. Le operazioni sono terminate rispettivamente alle 21:27 e alle 22:30 della notte di Pasqua.

L'intera operazione ha richiesto il coinvolgimento di un team numeroso. Sono stati impiegati 9 chirurghi dell'unità di Chirurgia generale 3 – trapianti addominali. A questi si sono aggiunti 5 anestesisti provenienti da diverse unità. Inoltre, hanno partecipato 15 tra infermieri di sala, strumentisti, anestesisti e operatori socio-sanitari (OSS).

In totale, 29 professionisti hanno dedicato il loro tempo e la loro competenza. Hanno garantito il successo delle complesse procedure di prelievo e trapianto dei tre organi. Questo sforzo collettivo ha rappresentato un momento di grande eccellenza medica per l'ospedale Papa Giovanni XXIII.

Domande frequenti sull'argomento

Quali sono state le patologie trattate durante i trapianti di fegato?
I trapianti hanno riguardato un paziente con epatocarcinoma pluritrattato, una neonata affetta da atresia delle vie biliari e un giovane con colangite sclerosante primitiva. L'organo diviso ha permesso di trattare sia la neonata che il giovane paziente.

Quante persone sono state coinvolte nelle operazioni?
Complessivamente, 29 professionisti sanitari hanno partecipato alle procedure. Questo team includeva chirurghi, anestesisti, infermieri e operatori socio-sanitari, dimostrando un grande sforzo di coordinamento.

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