L'Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini di Arezzo ha arricchito il patrimonio della Biblioteca città di Arezzo con 55 documenti originali risalenti al periodo del Risorgimento. La donazione include lettere e scritti che offrono uno spaccato inedito di quel fondamentale periodo storico.
Nuovi documenti arricchiscono il patrimonio storico
La Biblioteca città di Arezzo ha visto un importante ampliamento delle sue collezioni. L'Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, attraverso il suo presidente Ernesto Ferrini, ha compiuto un gesto di grande valore storico e culturale. È stata espressa la volontà di donare un corpus di 55 documenti. Questi scritti sono stati redatti tra il 1843 e il 1862. Rappresentano un tassello fondamentale del periodo risorgimentale. L'interesse si concentra in particolare sulla storia locale aretina.
Il presidente Alessandro Artini ha evidenziato la natura eccezionale di questi materiali. Si tratta di lettere, discorsi, programmi politici, circolari e avvisi. Molti di questi sono manoscritti, altri a stampa. L'associazione sottolinea l'importanza del Risorgimento. Lo definisce «uno dei momenti più belli della storia nazionale». Vengono citati gli eroi che hanno caratterizzato quel periodo. Le loro gesta sono spesso ricordate attraverso vie e piazze. Vengono studiati a scuola ma raramente approfonditi. Il loro significato storico meriterebbe maggiore attenzione. Questi documenti originali vanno nella «giusta direzione» per preservare la memoria.
Un legame con figure storiche aretine
I nuovi documenti vanno ad arricchire il già considerevole patrimonio della biblioteca. Si integrano perfettamente con il fondo Leonardo Romanelli. Questo fondo è già conservato all'interno del fondo Alfredo Bennati. Brunello Romanelli, discendente di Leonardo, ha un legame profondo con la storia. Leonardo Romanelli era un aretino illustre. Ricoprì la carica di Ministro di Grazia e Giustizia nel governo provvisorio toscano del 1848. La sua influenza si estese anche alla sfera familiare.
Leonardo spinse i suoi figli, Lorenzo e Orlando, entrambi studenti universitari a Pisa. Li incoraggiò ad arruolarsi durante la prima guerra d’indipendenza. Combatterono valorosamente a Curtatone e Montanara. Si unirono agli altri volontari toscani. Insieme riuscirono a contenere l'avanzata degli austriaci. Brunello Romanelli ha sottolineato che il suo antenato «ha tenuto corrispondenza con Garibaldi e altri importanti protagonisti del periodo». Ha aggiunto che è importante «scoprire la vera voce» di quel tempo, specialmente per i giovani.
Le origini dell'associazione garibaldina
L'associazione che ha effettuato la donazione trae ispirazione diretta da Giuseppe Garibaldi. Deriva dalla Società di mutuo soccorso fra garibaldini. Questa fu fondata dallo stesso generale nel 1871. I suoi membri confluirono nel 1898 nella Società reduci dalle patrie battaglie. Un momento di svolta si ebbe nel 1924. La situazione politica italiana, segnata dal delitto Matteotti, creò una spaccatura. All'interno del movimento garibaldino emersero divisioni tra oppositori e sostenitori del fascismo. Questi ultimi erano guidati da Ezio Garibaldi. Era figlio di Ricciotti e nipote del celebre Giuseppe.
Ezio Garibaldi riuscì a costituire la Federazione italiana volontari garibaldini. Questa fu poi trasformata nel 1936 in Legione garibaldina. Essa operava in stretta connessione con il regime fascista. La storia riprese un nuovo corso il 15 luglio 1944. Con un atto notarile a Roma, nacque l'Associazione nazionale reduci garibaldini “Giuseppe Garibaldi”. Questa nuova realtà si impegnò a recuperare l'eredità democratica del movimento garibaldino.