La mostra 'Pietre di vento' del maestro Velio Grandoli è stata inaugurata a Volterra. L'esposizione presenta sculture in alabastro e pietra leccese, celebrando la maestria dell'artista e il legame con la città.
Volterra celebra l'arte di Velio Grandoli
La città di Volterra ha recentemente accolto un evento culturale di rilievo. È stata inaugurata la mostra intitolata “Pietre di vento”. L'esposizione è dedicata alle opere del rinomato maestro Velio Grandoli. L'evento si è svolto in un pomeriggio di fine marzo, caratterizzato da un clima pre-primaverile.
L'atmosfera era particolarmente suggestiva, con uno dei tramonti più spettacolari dell'anno a fare da cornice. L'occasione ha permesso agli animi di sollevarsi, condividendo la creatività e la forza caratteriale di Grandoli. Le sue sculture, realizzate in alabastro e pietra leccese, sembrano attraversate da un vento misterioso e tenace.
Questo vento simbolico appare voler raccordare la storia viva della città con il suo futuro. È stato con questo spirito che, venerdì 27 marzo 2026, alle ore 17.30, la sala enoteca di VolaterrA ha aperto le sue porte. La sede si trova in via Turazza, nel cuore di Volterra.
'Pietre di vento': le nuove creazioni di Grandoli
La mostra “Pietre di vento” presenta una rassegna di sculture. Queste opere sono caratterizzate da uno stile sinteticamente simbolista. Rappresentano una delle ricerche più recenti di Velio Grandoli. I materiali prediletti sono l'alabastro e la pietra leccese.
L'uso della pietra leccese deriva dall'esperienza dell'artista in Puglia. Le suggestioni provengono dai caldi venti evocativi di quella regione. Le opere esposte dimostrano la profonda connessione di Grandoli con i materiali e con i paesaggi che lo ispirano.
L'artista si è presentato circondato da figure autorevoli. Era seduto tra il maestro Ennio Furiesi Pizzi e Piero Fiumi. La loro presenza è stata descritta come l'incarnazione di un “Triumvirato” di talento puro. Questa definizione è attribuita ad Alessandro Marzetti.
Questi tre rappresentanti sono figure di spicco nella storia dell'alabastro. Hanno condiviso aneddoti legati alle botteghe di lavorazione. La loro presenza ha sottolineato l'importanza della tradizione artigianale a Volterra.
Un maestro custode di un sapere antico
Jonni Guarguaglini, ideatore e titolare di VolaterrA, ha definito Velio Grandoli un artista e un uomo. Lo ha descritto come un custode e un insegnante di un sapere prezioso. Questo sapere, secondo Guarguaglini, «non si improvvisa, non si importa, non si sostituisce».
Questa affermazione si lega strettamente alla visione della città di Volterra. Guarguaglini non la considera una semplice cartolina da consumare. La definisce invece una “comunità che sceglie di riconoscersi e di costruire il proprio futuro”.
Un futuro che si fonda su pilastri solidi: maestria, ricerca, innovazione, libertà espressiva e valore sociale. Questi principi sono stati testimoniati dalla presenza degli allievi di Velio Grandoli. Molti di loro sono a loro volta allievi di ex allievi del maestro.
Questi allievi hanno condiviso i loro racconti, a tratti commoventi. L'evento ha visto anche l'intervento del Sindaco Giacomo Santi. La sua presenza ha confermato il sostegno delle istituzioni alla valorizzazione dell'arte e della cultura locale.
La rete di artisti e la Fondazione Volterra-Detroit
Numerosi ospiti hanno partecipato all'inaugurazione. Tra questi, Roberto Chiti e Alessandro Marzetti. Erano presenti anche Marco Ricciardi, Lucia Niccolini, Renzo Gazzari, Cristiano Sabelli. Non sono mancati i familiari del maestro: la figlia Elisa Grandoli e il nipote Daniele Boldrini.
Hanno preso parte all'evento anche Yuri Bettini, Antonella Rossetti e Wladek Fuchs. Essi rappresentano la Fondazione Volterra-Detroit. Velio Grandoli è da anni supervisore e insegnante nei corsi di scultura organizzati dalla fondazione.
Questi corsi si rivolgono a oltre cinquecento studenti di architettura provenienti dagli Stati Uniti. La collaborazione con la Fondazione Volterra-Detroit evidenzia la portata internazionale dell'attività artistica e didattica di Grandoli.
Lo spazio VolaterrA è stato concepito come un luogo che genera senso, ispirato direttamente alla città. Jonni Guarguaglini ha sottolineato come la mostra non sia nata spontaneamente. È stata «costruita insieme, con un’energia rara, quasi sorprendente».
Molti ex alunni di Grandoli, ora maestri artigiani e artisti affermati, sono tornati per contribuire. Hanno offerto il loro tempo, le loro mani e la loro competenza. Questo spirito collaborativo è un segno tangibile del valore della comunità artistica volterrana.
Un allestimento che dialoga con la storia dell'arte
L'allestimento della mostra è particolarmente curato. Le sculture di vento dialogano con richiami a diverse correnti artistiche. Emergono l'intreccio tra Art Nouveau e Art Déco. Si nota l'influenza della Pop Art, reinterpretata attraverso la pietra.
La perfezione ideale del classicismo e del neoclassicismo è presente. Essa si contrappone, in una sorta di operazione dadaista, a scarpe usate ed epocali. Queste scarpe, elevate a opera d'arte, acquisiscono un carattere assoluto.
Durante l'inaugurazione, l'artista e scrittore Luciano Giusti ha composto una poesia in omaggio a Velio Grandoli. Questo momento di creatività estemporanea ha ulteriormente arricchito l'evento.
La mostra “Pietre di vento” è curata da Jonni Guarguaglini, Elena Capone, Antonella Rossetti e Graziana Lari. Il trasporto e l'allestimento finale sono stati curati da Alessandro Marzetti, Roberto Chiti, Daniele Boldrini (detto “Squartoncina” e “Gabrio”).
L'esposizione sarà visitabile dal 27 marzo al 31 maggio 2026. Gli spazi espositivi sono quelli di VolaterrA, situati in via Turazza 5+ a Volterra (PI). L'orario di apertura è dalle 10:00 alle 22:00. Il martedì la mostra resterà chiusa. L'ingresso è libero.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare VolaterrA ai seguenti recapiti: telefono 0588 88765, email info@volaterra.it, o visitare il sito web www.volaterra.it.