La memoria di Luisa Carminati, figura di madre, maestra e ambientalista, vive a San Giuliano a 40 anni dalla sua scomparsa. Il suo impegno per la salvaguardia di Cascina Carlotta e la creazione del Museo della civiltà contadina continuano a ispirare.
Ricordo a San Giuliano per Luisa Carminati
La figura di Luisa Carminati, scomparsa nell'aprile del 1986, è stata celebrata a San Giuliano. La cerimonia si è svolta ieri con una messa presso l'abbazia di Viboldone. La sua eredità vive ancora oggi presso l'azienda agricola Cascina Carlotta. La sua memoria è un faro per la comunità.
Luisa Carminati è stata ricordata come una madre esemplare. Ha svolto il ruolo di maestra con dedizione. Si è distinta come ambientalista ante litteram. È stata anche la fondatrice del Museo della civiltà contadina. Questo museo porta il suo nome, a testimonianza del suo profondo legame con la terra.
La sua battaglia per la salvaguardia di Cascina Carlotta è stata esemplare. Si oppose fermamente all'avanzata del cemento. La sua energia e il suo impegno rivivono nel museo a lei dedicato. Il museo raccoglie circa 1.500 pezzi.
Questi reperti testimoniano la vita rurale del passato. Sono oggetti della vita quotidiana di un tempo. Un tempo che appartiene ai nostri nonni.
L'impegno di Luisa Carminati per Cascina Carlotta
Nata nel 1927, Luisa Carminati proveniva dalla zona di Lodi. Si trasferì a Cascina Carlotta all'età di 19 anni. Questo avvenne dopo il matrimonio con l'agricoltore Giovanni Viganò. Per molti anni si dedicò alla famiglia. Si occupò dei tre figli e della gestione dell'azienda agricola.
Nel 1972, il Consiglio comunale di San Giuliano autorizzò nuove costruzioni. L'area interessata era quella di Cascina Carlotta. Di fronte a questa minaccia, Luisa Carminati non esitò a mobilitarsi. La sua reazione fu immediata e decisa.
Il 4 marzo 1980 partecipò a un sit-in. L'obiettivo era impedire l'avanzata delle ruspe. Durante la protesta, fu ferita da alcuni costruttori. Fu ricoverata per otto giorni all'ospedale di Vizzolo. La sua determinazione diede il via a un periodo di resistenza.
Grazie al sostegno di associazioni e cittadini. La mobilitazione fu a favore della famiglia Viganò. Questo movimento portò alla salvaguardia della cascina. Fu protetta anche metà dei campi circostanti.
Il Museo della civiltà contadina
A partire dal 1979, sette anni prima della sua morte, Luisa Carminati iniziò una raccolta importante. Iniziò a raccogliere attrezzi e oggetti del mondo agricolo. Nacque così il Museo della civiltà contadina. Il museo è arricchito da quadri e disegni esplicativi.
Attualmente, il museo è custodito dalla figlia, Elisabetta Viganò. Per molto tempo è stato ospitato a Cascina Carlotta. Da alcuni anni, il museo è alla ricerca di una nuova sede. L'obiettivo è trovare uno spazio che possa accogliere tutto il materiale.
Si desidera rendere fruibili al pubblico le curiosità custodite. Elisabetta Viganò descrive sua madre come «una persona allegra e piena di vita». Il progetto di edificare sulla terra di famiglia aveva portato un velo di tristezza. Ma, piuttosto che rassegnarsi, sua madre scelse di lottare. Decise di creare il suo museo.
Questa notizia riguarda anche: