Il Parco Pane è al centro di un acceso dibattito per un nuovo tracciato autostradale. Sindaci e comitati temono danni ambientali, mentre la società autostradale promette mitigazioni e incremento del patrimonio arboreo.
Parco Pane: nodo del contendere autostradale
Il Parco Pane è il fulcro di una forte disputa. Riguarda la cosiddetta tratta D breve dell'autostrada. I sindaci di diversi comuni hanno presentato ricorso al Tar. Contestano il nuovo percorso da Usmate ad Agrate. Essi affermano da tempo che «la colata di cemento lo devasterebbe».
La società Autostrada Pedemontana Lombarda risponde diversamente. Afferma che il parco sarà salvaguardato. Lo farà «passando di sotto dove possibile». Promette anche «un aumento significativo del patrimonio arboreo».
Sabato Fusco, direttore generale di Pedemontana, fornisce dati precisi. La riserva naturale si estende su 3.700 ettari. Il tracciato autostradale misura 130 ettari in totale. Di questi, solo 62 ettari ricadono nell'area protetta. Ciò rappresenta l'1,7% della superficie totale.
Mitigazioni ambientali e compensazioni
Le misure di mitigazione previste sono considerevoli. Riguarderanno 76 ettari. A questi si aggiungono 56 ettari di compensazioni. Altri 13 ettari saranno destinati a opere a verde per la greenway. In totale, le aree interessate dalle mitigazioni ammontano a 145 ettari. Questo dato contrasta con i 62 ettari effettivamente utilizzati dall'autostrada.
I comuni del Vimercatese, invece, esprimono forte contrarietà. Hanno sempre bocciato il progetto. Temono che fino al 74% del Parco possa essere compromesso. Ciò comporterebbe una frammentazione e uno snaturamento del territorio. Le amministrazioni locali condividono la posizione. Sottolineano che «in gioco c'è il futuro ambientale e sociale delle nostre comunità».
La preoccupazione è alta per la biodiversità e i paesaggi. Si teme una cancellazione di questi elementi. Questo avrebbe un impatto negativo sulla qualità della vita dei residenti. I comitati di cittadini si schierano al fianco delle amministrazioni. Contestano la realizzazione dell'infrastruttura da anni. La definiscono «dannosa, inutile e costosissima».
Critiche sui costi e alternative proposte
Le critiche si concentrano anche sui costi dell'opera. Si parla di circa cinque miliardi a carico dei contribuenti. I pedaggi potrebbero raggiungere i 20 euro al giorno per il tratto tra Lentate e Agrate. Le perplessità riguardano principalmente l'impatto ambientale. Viene messa in discussione anche l'efficacia dell'intervento.
I cittadini citano gli esempi di BreBeMi e Teem. Sostengono che queste opere non abbiano risolto i problemi di mobilità. Hanno invece causato pesanti conseguenze per le comunità locali. I Comuni chiedono da tempo un cambio di rotta alla Regione. Affermano però che «nessuno ci ha mai dato retta».
Le amministrazioni locali preferirebbero investire sul trasporto pubblico. Vorrebbero anche interventi mirati sulla viabilità esistente. Tra le proposte avanzate c'è l'estensione della linea 2 della metropolitana. Il prolungamento da Cologno a Vimercate è atteso da oltre 40 anni. Pendolari e imprese sperano in questa soluzione.
La recente delibera di Cal, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'11 dicembre, ha riacceso lo scontro. Il lancio della tratta 'D breve' è visto dai sindaci come «un colpo senza precedenti per quest’area».
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