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L'interruzione del servizio Besanino per dodici mesi suscita forti critiche. Pendolari e studenti lamentano soluzioni inadeguate e chiedono interventi concreti per garantire la mobilità.

Besanino fermo per lavori, disagi in vista

La tratta ferroviaria del Besanino tra Triuggio e Villasanta resterà inaccessibile per quasi un anno. I lavori per la realizzazione della Pedemontana imporranno uno stop dal 7 settembre 2026 al 28 agosto 2027. Le due stazioni diventeranno capolinea temporanei verso Lecco e Milano. Questa prolungata interruzione genera preoccupazione tra i cittadini.

La Regione Lombardia ha annunciato l'attivazione di autobus sostitutivi. Tuttavia, non sono previsti aumenti delle corse dei treni nelle ore di punta da Villasanta. Le attuali corse rimarranno una ogni sessanta minuti. Questa pianificazione desta perplessità tra gli utenti.

Pendolari insoddisfatti delle alternative

Un recente sondaggio tra i comuni interessati ha rivelato dati allarmanti. Oltre il 90% degli intervistati subirà direttamente le conseguenze della sospensione. La linea viene utilizzata principalmente per motivi di lavoro, pari al 59,2%, e per studio, con il 37,6%. La maggioranza degli utenti esprime insoddisfazione.

Meno di un quarto degli utilizzatori prevede di servirsi degli autobus sostitutivi. Le soluzioni proposte non sembrano adeguate alle esigenze della maggior parte dei pendolari. Molti utenti considerano l'utilizzo del proprio mezzo privato come unica alternativa.

Alcuni lavoratori stanno già pianificando di recarsi al lavoro in automobile per tutto il periodo. La mancanza di alternative valide preoccupa seriamente chi dipende dal trasporto pubblico per le proprie attività quotidiane. La situazione richiede attenzione immediata.

Critiche politiche e richieste di intervento

Francesca Losi, candidata sindaca di Lecco e vice segretario del Partito Popolare del Nord, insieme a Lucas Casati, responsabile Federale Lecco e Brianza del partito, hanno espresso forte disappunto. Hanno definito l'interruzione del servizio un «insulto a chi ogni giorno si alza per andare a lavorare o a studiare». La loro critica si rivolge alla percezione di inadeguatezza delle soluzioni alternative offerte.

I due esponenti politici chiedono risposte concrete e un piano che garantisca dignità e rispetto al territorio. Sottolineano come i territori della Brianza, definiti «motore instancabile dell’economia nazionale», vengano trattati con superficialità. Hanno già segnalato in passato il disagio delle famiglie brianzole.

La paura è anche quella di una possibile paralisi del traffico. Losi e Casati annunciano battaglia affinché le istituzioni regionali e i gestori delle infrastrutture non si limitino a promesse incerte. Sollecitano soluzioni immediate che valorizzino le necessità di chi vive e produce in queste aree. Si menziona anche la possibile riattivazione della linea Seregno-Carnate, ancora in fase di valutazione di fattibilità.

Domande frequenti

Quali sono le alternative previste per i pendolari durante la chiusura del Besanino?

Perché i pendolari ritengono inadeguate le soluzioni proposte per la chiusura del Besanino?

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