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La campagna di screening del colon retto promossa dall'Ausl di Modena continua a dimostrare la sua efficacia salvavita. La storia di Luciano evidenzia l'importanza della prevenzione e dell'adesione ai controlli periodici per individuare e trattare precocemente lesioni potenzialmente tumorali.

Prevenzione del tumore del colon retto

L'Azienda Usl di Modena rinnova il suo impegno nella lotta contro il tumore del colon retto. Questo tipo di cancro, infatti, rappresenta una delle principali cause di morte nella popolazione italiana. La prevenzione gioca un ruolo cruciale. Lo screening permette di identificare precocemente la presenza di polipi o lesioni pre-cancerose. Queste possono essere rimosse con tecniche poco invasive durante una colonscopia. L'obiettivo è impedire la loro evoluzione in forme tumorali maligne.

Marzo è stato designato come il 'mese blu' per sensibilizzare l'opinione pubblica. L'iniziativa mira a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini ai programmi di screening. Quest'anno, l'Ausl ha scelto di dare voce a un paziente. La sua testimonianza sottolinea il valore concreto del percorso assistenziale offerto.

L'esperienza del signor Luciano

Il signor Luciano, un residente della provincia di Modena di 75 anni, ha deciso di aderire allo screening. Ha eseguito il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Il risultato è risultato positivo, indicando la necessità di ulteriori accertamenti. Successivamente, è stata effettuata una colonscopia. Durante questo esame, è stato individuato e rimosso un polipo benigno nell'intestino crasso.

Nel corso del 2025, il signor Luciano è stato richiamato dal centro screening per un controllo. Una nuova colonscopia, eseguita a Vignola, ha rivelato la presenza di un altro polipo. Il paziente è stato quindi indirizzato presso il reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Carpi. Questa struttura è un centro di eccellenza per le procedure endoscopiche complesse all'interno dell'Ausl di Modena. Qui, è stato sottoposto a un intervento di resezione avanzata.

L'analisi istologica del tessuto rimosso ha confermato una trasformazione maligna iniziale del polipo. Si trattava di un polipo cancerizzato a basso rischio. L'esame ha attestato la completa rimozione della lesione. L'intervento è risultato oncologicamente curativo. Non è stato necessario ricorrere a trattamenti chirurgici o chemioterapici più invasivi. L'esperienza di Luciano dimostra come la tempestività e l'adesione ai controlli siano fondamentali per la salute.

L'importanza dell'adesione allo screening

La dottoressa Paola Soriani, coordinatore tecnico scientifico dello screening di secondo livello per il colon retto in provincia di Modena, sottolinea un dato preoccupante. «Una persona su due, nella popolazione target, non aderisce alla ricerca del sangue occulto nelle feci, nonostante sia un test semplice e gratuito», afferma. Questa bassa partecipazione è paradossale, considerando che il cancro del colon-retto è uno dei pochi tumori veramente prevenibili.

Il tumore del colon retto si sviluppa gradualmente nel corso degli anni. Spesso, il suo insorgere è legato alla formazione di polipi. L'individuazione e la rimozione di questi polipi durante la colonscopia rappresentano un'efficace strategia per bloccare la progressione verso il cancro. La positività al test del sangue occulto nelle feci può essere il primo campanello d'allarme. La storia di Luciano conferma che seguire questo percorso diagnostico può portare alla scoperta precoce di lesioni in fase di trasformazione maligna. La loro rimozione completa tramite procedure endoscopiche evita trattamenti più aggressivi.

La dottoressa Soriani evidenzia inoltre l'efficacia della rete clinica provinciale. Questa garantisce una presa in carico completa del paziente. Ogni fase del percorso è monitorata da professionisti dedicati. L'obiettivo è assicurare la migliore assistenza possibile, dalla diagnosi al trattamento.

Dati e adesione allo screening

Nonostante il tumore del colon retto sia il più diagnosticato in Italia e il secondo per mortalità, l'adesione ai programmi di screening rimane inferiore rispetto ad altri programmi oncologici. In Emilia-Romagna, l'adesione allo screening riduce la mortalità del 65% negli uomini e del 54% nelle donne. Questi dati confermano l'efficacia delle campagne di prevenzione.

Nel 2025, la provincia di Modena ha registrato un'adesione del 51,5% nella popolazione target (uomini e donne tra 50 e 74 anni). Questo dato è in linea con la media regionale. In termini assoluti, sono stati invitati 107.639 cittadini. Di questi, 49.428 hanno risposto positivamente fino ad oggi. Nell'ambito del programma provinciale, che coinvolge tre Aziende Sanitarie, sono state eseguite 2652 colonscopie nel 2025. In 1466 casi sono stati asportati polipi. In 48 casi è stato diagnosticato un tumore, spesso in fase iniziale.

Modalità di accesso e contatti

In Emilia-Romagna, lo screening del colon retto è gratuito per uomini e donne di età compresa tra 50 e 74 anni. Dal gennaio 2025, la Regione ha esteso il programma includendo la fascia d'età fino ai 74 anni. L'Azienda Usl di Modena invia lettere di invito personalizzate ai residenti e domiciliati assistiti nella provincia che rientrano nei requisiti anagrafici.

È attivo un numero verde provinciale unico per tutti e tre i programmi di screening: 800 300 315. Questo servizio permette di spostare appuntamenti, fissarne di nuovi e recuperare informazioni sulla propria storia clinica di screening. È possibile anche inviare richieste via email agli indirizzi: screeningoncologici@ausl.mo.it e infocolonretto@ausl.mo.it. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ausl.mo.it/screening.

Il test e la riorganizzazione dei servizi

Il test di screening è semplice e può essere eseguito comodamente a casa. Consiste nella raccolta di un campione di feci, che viene poi analizzato in laboratorio per rilevare la presenza di sangue occulto. La dottoressa Lucia Pederzini, responsabile della Gestione organizzativa degli screening oncologici per Ausl Modena, ha evidenziato le strategie aziendali adottate nel 2025. È stata avviata una revisione delle modalità operative per centralizzare la programmazione e la pianificazione dei primi livelli di screening.

È stata inoltre rafforzata la collaborazione con l'Azienda Policlinico e l'Ospedale di Sassuolo. Questo per migliorare i percorsi di secondo livello, in particolare le colonscopie per lo screening del colon retto. La direzione sanitaria ha formalizzato un documento specifico. Questo affianca ai responsabili clinici figure di riferimento organizzativo. L'obiettivo è garantire appropriatezza, tempestività nella presa in carico, monitoraggio dei tempi e accessibilità. Viene promosso il confronto tra i professionisti delle aziende sanitarie provinciali.

Lo screening del colon retto ne è un esempio concreto. Alla dottoressa Paola Soriani, che coordina tecnicamente l'intero percorso, si affiancano la dottoressa Valentina Boarino (Azienda Ospedaliero Universitaria) e la dottoressa Anna Primerano (Ospedale Sassuolo). Queste collaborano per assicurare le attività di secondo livello in un'ottica di integrazione. Si punta sulla qualità delle cure e sulla prossimità al cittadino. Nei casi che richiedono procedure endoscopiche operative complesse di terzo livello, come per il signor Luciano, i centri di riferimento sono l'ospedale di Carpi per l'AUSL e l'Ospedale di Baggiovara per l'Azienda Ospedaliero Universitaria.

Come funziona il percorso di screening

Lo screening del colon retto è un percorso completo. Inizia con il test di primo livello (sangue occulto nelle feci). Prosegue con esami di approfondimento, trattamenti e successivi follow-up, se necessari. Il percorso è gratuito, essendo previsto nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Viene garantita la continuità assistenziale: il paziente è accompagnato in ogni fase. I professionisti si occupano di fissare gli appuntamenti successivi.

L'invito è rivolto ai residenti e domiciliati assistiti da un Medico di Medicina Generale nella provincia di Modena. L'Ausl invia lettere di invito a domicilio, con una copia disponibile anche sul Fascicolo Sanitario Elettronico. La lettera contiene tutte le istruzioni necessarie. La consegna dei campioni può avvenire presso i punti aziendali senza prenotazione, negli orari indicati. Dal gennaio 2025, l'Ausl di Modena sta estendendo il programma alla fascia d'età 70-74 anni, seguendo le indicazioni regionali. Attualmente, vengono contattati i 74enni, i nuovi 70enni e i 71enni, con l'obiettivo di includere gradualmente le persone fino a 73 anni nei prossimi due anni, raggiungendo la piena operatività nel 2028.

Chi desidera aderire in anticipo può contattare l'Ausl di Modena tramite numero verde o email. Il test viene ripetuto ogni due anni. In caso di esito negativo, viene inviata comunicazione a domicilio e sul Fascicolo Sanitario Elettronico. Si viene richiamati dopo due anni. In caso di test positivo o dubbio, l'utente viene contattato telefonicamente per l'esame di approfondimento. La partecipazione continua è fondamentale. Non basta aderire una sola volta per essere completamente protetti. La prevenzione può davvero salvare la vita.

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