Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il sindacato Sì Cobas denuncia un clima ostile e manovre intimidatorie all'interno del magazzino logistico di Vidigulfo. Delegati sindacali riferiscono di contestazioni disciplinari ingiustificate e pressioni per indurli a lasciare il posto di lavoro. La situazione è stata discussa in Prefettura, dove si è parlato anche di possibile cassa integrazione.

Logistica Vidigulfo: sindacati in lotta, delegati sotto attacco

Un clima di forte tensione regna nel comparto logistico di Vidigulfo. Le organizzazioni sindacali si trovano in una vera e propria guerra tra loro. I delegati del sindacato Sì Cobas denunciano di essere sistematicamente osteggiati. La situazione è diventata insostenibile per molti lavoratori. Essi temono per la loro incolumità e per la stabilità del loro impiego. La lotta per l'adesione degli operai si sta trasformando in un vero e proprio scontro.

I delegati Ali Issam e Francesco Scarpelli, rappresentanti del Sì Cobas, hanno espresso profonda preoccupazione. Essi descrivono l'ambiente di lavoro come «tossico». La paura di subire ritorsioni è palpabile. Il magazzino in questione impiega 187 operai. Il numero totale dei dipendenti ammonta a 198 unità. L'atmosfera è avvelenata dalla competizione tra le diverse sigle sindacali. Questa competizione viene definita «combattuta con lunghi coltelli».

Il coordinatore provinciale del Sì Cobas, Ait Ettalb Abdelghani, ha confermato queste affermazioni. Ha sottolineato come alcuni iscritti siano stati spinti ad abbandonare il sindacato. Dopo aver cambiato impiego, questi lavoratori avrebbero trovato il coraggio di segnalare le manovre in atto. Tali manovre mirano chiaramente a incrementare il numero degli iscritti. La strategia sembra essere quella di indebolire le organizzazioni rivali.

Metra: subentro e tensioni, la maggioranza Sì Cobas sotto pressione

La situazione è particolarmente critica all'interno di Metra. Questa azienda detiene l'appalto per la movimentazione delle merci nel sito. Metra è subentrata in questo ruolo il 1° marzo 2025. Nonostante il Sì Cobas goda di una posizione maggioritaria all'interno dell'azienda, con circa 70-75 iscritti, i rapporti con la ditta appaltatrice sono costantemente tesi. Le dinamiche interne sono fonte di continui attriti.

Secondo quanto riportato da Abdelghani, subito dopo aver ottenuto l'appalto, Metra ha assunto 25 addetti esterni. Questi nuovi arrivati sono stati immediatamente impiegati nelle posizioni dirigenziali più elevate. Successivamente, l'azienda ha iniziato a mettere in atto comportamenti anomali. L'obiettivo dichiarato era quello di spingere i delegati del Sì Cobas a dimettersi. Queste azioni sono state percepite come un tentativo di delegittimazione.

Le strategie adottate mirano a creare un ambiente lavorativo ostile. L'intento è quello di far sentire i delegati sindacali indesiderati. Questo crea un clima di incertezza e paura tra i lavoratori. La loro capacità di rappresentare efficacemente gli operai viene messa a dura prova. La lotta per la rappresentanza sindacale sta avendo ripercussioni dirette sulla serenità dei lavoratori.

Contestazioni disciplinari e clima di rappresaglia: le testimonianze

Le testimonianze dei delegati sindacali dipingono un quadro preoccupante. Francesco Scarpelli ha raccontato di aver ricevuto una contestazione disciplinare per scarso rendimento. Questo è avvenuto mentre era assente per malattia. La comunicazione è arrivata tramite WhatsApp alle ore 22:00. Non si è trattato di un episodio isolato. Queste contestazioni sono state definite «anomale» e ingiustificate.

Le contestazioni ricevute da Scarpelli saranno oggetto di un'audizione formale. Tuttavia, il clima all'interno del magazzino rimane estremamente pesante. Anche Ali Issam ha riferito di aver ricevuto simili contestazioni. La paura di recarsi al lavoro è diventata una costante. Egli descrive la presenza di persone che creano provocazioni. Se un lavoratore cade nella trappola della provocazione, rischia di subire contestazioni per atteggiamenti aggressivi. Questi vengono definiti «offensivi e intimidatori».

Il clima di rappresaglia sembra essere una strategia consolidata. L'anno precedente, un delegato del Sì Cobas era stato licenziato. La motivazione addotta era il ripristino di un clima di normalità e corrette relazioni interne. Tuttavia, Abdelghani ha rivelato che questa persona allontanata viene vista frequentemente nel magazzino. Mantiene contatti costanti con altri sindacalisti. Questo fa pensare che il licenziamento fosse solo una mossa strategica.

Incontro in Prefettura: cassa integrazione e contratti a termine

Nel frattempo, le organizzazioni sindacali si sono riunite ieri in Prefettura. L'incontro era finalizzato a discutere la possibile attivazione della cassa integrazione. La richiesta nasce dalla perdita di alcuni clienti. Tuttavia, i delegati sindacali contestano questa motivazione. Scarpelli afferma con certezza che il lavoro non è diminuito. Non si comprende la ragione per cui si debba ricorrere alla cassa integrazione.

Il Sì Cobas rifiuta categoricamente l'ipotesi della cassa integrazione. Abdelghani ha spiegato il motivo di questa opposizione. Nel magazzino operano numerosi contratti a termine. L'introduzione della cassa integrazione potrebbe avere conseguenze negative per questi lavoratori. La precarietà del loro impiego potrebbe aumentare ulteriormente. La sigla sindacale chiede chiarezza sulle reali motivazioni dietro questa proposta.

La situazione a Vidigulfo evidenzia le criticità del settore logistico. La competizione tra sindacati e le strategie aziendali possono creare un ambiente lavorativo difficile. Le autorità prefettizie sono chiamate a mediare e a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori. La trasparenza nelle decisioni aziendali è fondamentale per ristabilire un clima di fiducia.

AD: article-bottom (horizontal)