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Fondi ministeriali da 2,3 milioni di euro saranno impiegati per il restauro dei portici di Monte Berico a Vicenza. Il progetto, diviso in due fasi, necessita di ulteriori fondi per il completamento.

Restauro portici Monte Berico con fondi 8 per mille

Una notizia positiva giunge per il patrimonio storico di Vicenza. Il Ministero ha stanziato la somma di 2,3 milioni di euro destinata al recupero dei portici che conducono al Santuario di Monte Berico. Questi fondi provengono da un bando del 2024, alimentato dalle donazioni dei cittadini tramite l'8 per mille sulle dichiarazioni dei redditi. Il Comune integrerà questa cifra con 370 mila euro di fondi propri, portando il totale disponibile a 2,7 milioni di euro.

Tuttavia, il costo complessivo del progetto di restauro ammonta a 3 milioni 970 mila euro. Di conseguenza, solo una parte dei lavori potrà essere realizzata nell'immediato. La restante somma di 1,3 milioni di euro dovrà essere reperita in futuro. L'amministrazione comunale intende partecipare nuovamente al bando dell'8 per mille nel 2026 per ottenere i fondi mancanti. L'assessore ai lavori pubblici, Cristiano Spiller, sta esplorando anche altre vie di finanziamento.

Spiller ha lanciato un appello alla comunità: «I portici in passato sono stati realizzati e restaurati con il contributo diretto di tante realtà, dalle istituzioni alle parrocchie, dalle famiglie ai singoli cittadini di Vicenza e provincia, sarebbe bello che lo spirito che ha animato la cittadinanza nei secoli scorsi si traducesse anche in contributi concreti per concludere il recupero di quest’opera così cara ai vicentini». L'assessore al bilancio, Isabella Sala, ha commentato: «Oggi è una bellissima giornata per la città e per tutti quelli che salgono al colle».

Criticità strutturali e degrado dei portici

Il progetto ridimensionato, approvato dalla giunta comunale, si concentrerà sul primo tratto dei portici. L'intervento inizierà dall'incrocio tra viale X Giugno e via Avogadro di Casanova, estendendosi fino a poco oltre la curva del Cristo. Questa scelta è motivata dalle condizioni di maggiore criticità di questa sezione. L'assessore Spiller ha evidenziato una serie di problemi significativi.

Tra le criticità più rilevanti figurano le condizioni della copertura e le infiltrazioni d'acqua. La relazione tecnica sottolinea la presenza di una vegetazione infestante, inclusi alberi ad alto fusto e arbusti, nel giardino adiacente di proprietà privata. Questa vegetazione incombe sulla copertura, causando lo spostamento e la rottura dei coppi, l'ostruzione dei canali di gronda e, di conseguenza, le infiltrazioni. A ciò si aggiungono i danni agli intonaci, con distacchi e sporcizia. La presenza di graffiti vandalici è un ulteriore segnale di degrado, legato a una condizione di abbandono che ha reso la zona un luogo di bivacco per persone senza fissa dimora.

I lavori prevedono anche la pulizia e la sistemazione della pavimentazione in trachite. Verranno escluse dal recupero le cosiddette “lunette”, ovvero i dipinti presenti sotto i portici. Queste opere sono di proprietà privata e il loro restauro richiederà un coinvolgimento diretto dei concessionari degli spazi.

Tempistiche e significato storico dei portici

Le tempistiche per l'avvio dei lavori non sono ancora definite con certezza. Sarà necessario espletare la procedura di gara d'appalto. Una volta avviati, i lavori avranno una durata stimata di 18 mesi. Durante il sopralluogo, erano presenti anche Fioravante Rossi, consigliere esterno delegato ai rapporti con le comunità religiose, e Agata Keran, referente per le attività culturali del Santuario. Hanno rappresentato il priore padre Carlo Rossato.

Padre Rossato ha ricordato l'importanza storica e spirituale dei portici: «Oggigiorno la bellezza di questo cammino del Rosario, articolato in 150 archi che rimembrano altrettante parti del cosiddetto “Salterio della Beata Vergine”, risulta in parte offuscata e deteriorata, ma ancora capace di svolgere pienamente la sua funzione centrale: collegare il centro abitato al suo Santuario mariano».

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