Chi è Guido Giacometti
Guido Giacometti, ingegnere civile e agronomo di 50 anni, si presenta come il referente per Vicenza e con delega per tutto il Nord Italia del movimento legato al generale Roberto Vannacci. Membro del direttivo nazionale, Giacometti è la voce che spiega le dinamiche interne e le aspirazioni del gruppo.
L'identikit dei sostenitori di Vannacci è variegato: spazia dalla casalinga al pensionato, passando per professionisti e, in crescita, giovani under 30. Una fetta significativa, circa il 50%, è già iscritta alla Lega, mentre altri provengono da Fratelli d'Italia o non hanno tessere di partito. L'attrazione principale è la figura carismatica del generale.
Il fascino del Generale Vannacci
Lo stesso Giacometti ammette di essere stato conquistato dal generale Vannacci. Dopo esperienze giovanili in Alleanza Nazionale e nella Lega, è rimasto lontano dalla politica per vent'anni. La lettura del libro di Vannacci e le sue tesi, definite da Giacometti «di buon senso», lo hanno spinto a riavvicinarsi all'impegno politico.
Alle accuse di posizioni «fasciste», Giacometti risponde che il fascismo non è una categoria applicabile al 2025. L'obiettivo del movimento è promuovere la sicurezza e una società ordinata, concetti che, a suo dire, non hanno nulla a che vedere con l'ideologia fascista.
Posizionamento politico e futuro della Lega
Per le prossime elezioni Regionali, il movimento non presenterà una lista civica autonoma, ma appoggerà candidati all'interno della Lega. Questa scelta mira a integrare il pensiero di Vannacci nel partito esistente, piuttosto che creare una scissione.
Giacometti chiarisce che l'intenzione di Vannacci non è quella di «fare le scarpe a Salvini», ma di «vannaccizzare» la Lega, ovvero di introdurre il suo punto di vista e le sue idee all'interno del partito. Il rispetto per le gerarchie e la parola data sono principi fondamentali per il generale.
Le critiche da parte di alcuni esponenti storici della Lega, preoccupati da un'eccessiva virata a destra, vengono smontate da Giacometti. Sostiene che la Lega abbia già subito profonde trasformazioni nel corso degli anni, allontanandosi dalla sua matrice originaria con l'avvento di Salvini, ben prima dell'arrivo di Vannacci. L'accoglienza calorosa riservata a Vannacci dai giovani a Pontida ne sarebbe una prova.
Secondo Giacometti, Vannacci si integra perfettamente nel nuovo corso della Lega salviniana, mentre figure come Luca Zaia e Massimiliano Fedriga potrebbero risultare più distanti da questa evoluzione. Il futuro del partito dipenderà dal consenso della base: se la «vannaccizzazione» avverrà, sarà perché i numeri e il gradimento popolare lo supporteranno.
L'ipotesi di una fuoriuscita di Vannacci dalla Lega per creare un partito autonomo viene definita «irreale». Il generale è stato accolto nel partito e non ha intenzione di lasciarlo.