Marta: la diagnosi inaspettata
Marta Pettenati, 63 anni, residente a Roverbella, ha affrontato e superato la leucemia mieloide acuta. La malattia, un tumore del sangue aggressivo, si è manifestata due anni fa in modo improvviso, nonostante uno stile di vita sano e attivo. Un controllo di routine ha rivelato la gravità della situazione, portando a una diagnosi che ha sconvolto la sua vita.
I primi sintomi erano lievi, una stanchezza persistente, ma le analisi del sangue hanno rapidamente indicato la necessità di un intervento medico urgente. La chiamata dall'ospedale è arrivata poche ore dopo, segnando l'inizio di un percorso difficile.
Il percorso di cura e la rinascita
Il cammino di Marta è stato segnato da cicli di chemioterapia e lunghi periodi di ricovero presso il reparto di Ematologia dell'ospedale di Borgo Roma a Verona. Questo luogo è diventato una seconda casa per lei, dove ha trovato non solo cure mediche all'avanguardia, ma anche un supporto umano eccezionale da parte dello staff medico e infermieristico.
Il punto di svolta è stato il trapianto di cellule staminali, reso possibile dalla generosità di un donatore inglese di 24 anni. Questo intervento ha permesso a Marta di rinascere e di iniziare una nuova fase della sua vita, libera dalla malattia.
Testimonial di speranza e ricerca
Oggi Marta è guarita e ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio degli altri. È diventata testimonial di Adoces Verona, un'associazione che si dedica a informare sulle malattie del sangue e a promuovere l'importanza della donazione di midollo osseo e cellule staminali. La sua missione è diffondere un messaggio di speranza e incoraggiare le persone a diventare donatori.
Attualmente, Marta è impegnata nella campagna solidale delle colombe pasquali, promossa da Adoces, per raccogliere fondi destinati alla ricerca scientifica su leucemie, linfomi e altre patologie ematologiche. Ha condiviso la sua storia, utilizzando un cartellone che ripercorreva le tappe della sua malattia, al banchetto allestito presso il Flover Garden Center di Bussolengo, offrendo sorrisi e speranza a chiunque la incontrasse.
Il messaggio di Marta: la vita è possibile
Il messaggio di Marta è chiaro e potente: «Tornare alla vita di prima è possibile». La sua testimonianza è la prova vivente dei progressi della ricerca medico-scientifica e dell'importanza cruciale della donazione di staminali. Senza il gesto altruistico del giovane donatore, la sua storia avrebbe avuto un epilogo diverso.
Nonostante le difficoltà iniziali, i momenti di sconforto e le lacrime, Marta ha saputo cambiare prospettiva, concentrandosi sulla guarigione e sulla vita. Accanto a lei, il marito Claudio Vicentini, 71 anni, è stato un pilastro fondamentale, sostenendola in ogni passo, pianificando nuovi viaggi e infondendole coraggio. La coppia ha ripreso le loro amate escursioni, dimostrando che nessuna salita, fisica o metaforica, può più spaventarli.
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