Anarchico noto alle forze dell'ordine
Giuseppe Sciacca, soprannominato «Beppe il bombarolo», è stato nuovamente arrestato. L'uomo, 47 anni, è una figura nota alle forze dell'ordine per la sua lunga storia di attività sovversive e legami con l'area anarchica insurrezionalista italiana.
Sciacca è stato fermato a Cerro Veronese dalla Digos, in seguito a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Torino. L'arresto giunge a seguito della condanna definitiva a 4 anni e 5 mesi di reclusione, maturata nell'ambito dell'operazione «Scintilla» relativa a pacchi esplosivi.
Attività sovversive e precedenti
L'anarchico ha un curriculum criminale esteso che lo ha visto coinvolto in diverse vicende giudiziarie in tutta Italia. Già nel 2008 fu fermato a Verona, insieme alla fidanzata e un'amica, per aver presumibilmente lanciato un ordigno incendiario contro la sede della Polizia Municipale di Parma. In precedenza, nel 2004, era stato arrestato a Catania per la sua partecipazione a un attentato esplosivo contro la caserma dei Carabinieri locale.
Le sue attività non si sono limitate a questi episodi. Sciacca è stato segnalato e fermato in diverse città, tra cui Trento, Ravenna, Bologna e Genova, per reati contro l'ordine pubblico, resistenza a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere, porto abusivo di armi e danneggiamento.
L'operazione "Scintilla" e il legame con Verona
Nel 2019, Sciacca era finito nuovamente nei guai a Verona. La Digos scaligera lo aveva arrestato in un casolare a Cerro, in Lessinia, nell'ambito dell'operazione «Scintilla». L'indagine aveva portato alla luce un'associazione sovversiva accusata di 21 attentati in varie città italiane. Sciacca era ritenuto responsabile, tra l'altro, dell'invio di un plico esplosivo nel 2016 a Roma, indirizzato a una società di ristorazione che forniva servizi ai Centri di Permanenza per i Rimpatri.
Le indagini avevano rivelato la presenza di 22 grammi di polvere pirotecnica all'interno di un pacco, con un innesco collegato a una batteria. Ordigni simili erano stati spediti anche ad altre aziende legate ai centri di espulsione per immigrati.
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