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Nei cantieri veneti debutta la figura del mediatore culturale per la sicurezza. L'iniziativa mira a superare le barriere linguistiche e culturali per ridurre gli infortuni tra i lavoratori stranieri, che costituiscono una larga fetta della manodopera edile.

Nuova figura professionale per la sicurezza in cantiere

Formedil Veneto, ente dedicato alla formazione nel settore edile artigiano, ha introdotto una figura innovativa. Si tratta del mediatore culturale per la sicurezza. Questo professionista avrà il compito di facilitare la comprensione delle normative e dei rischi legati al lavoro. L'obiettivo è raggiungere i lavoratori stranieri impiegati nelle imprese edili artigiane. Questi lavoratori rappresentano oltre il 55% della forza lavoro nel settore.

La necessità di questa figura nasce dalla constatazione di una maggiore esposizione al rischio di infortuni. Le cause principali sono le barriere linguistiche e le difficoltà nel recepire le norme di sicurezza. La formazione tradizionale spesso non è sufficiente a colmare queste lacune.

Primi corsi e dati sugli infortuni

Sono stati avviati i primi corsi sperimentali per formare questi mediatori. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Confartigianato Marca Trevigiana. Nove persone hanno partecipato ai corsi. Otto erano donne e un uomo. Provengono da diverse nazioni: Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo. Questa figura è prevista dal nuovo contratto regionale dell'edilizia artigiana e delle PMI.

I dati sull'andamento degli infortuni nel settore evidenziano un quadro preoccupante. Secondo l'Inail, nel 2025 si è registrato un aumento di 1.681 incidenti rispetto all'anno precedente. Questo dato rappresenta un incremento del 2,4%. È il valore più alto degli ultimi cinque anni. Il settore delle costruzioni risulta tra quelli maggiormente colpiti da questi eventi.

L'importanza della consapevolezza culturale

Il presidente di Formedil, Enrico Maset, ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa. Ha dichiarato: «Le parti sociali hanno dimostrato grande lungimiranza introducendo una figura capace di rendere davvero efficace la formazione sulla sicurezza». Ha poi aggiunto che non è sufficiente la semplice traduzione dei testi. È fondamentale trasferire la consapevolezza del rischio. Questo deve avvenire adattando il linguaggio, gli esempi e l'approccio culturale.

La formazione sulla sicurezza deve quindi tenere conto delle specificità culturali e linguistiche dei lavoratori. Un approccio che va oltre la mera trasposizione di concetti. Mira a creare una reale comprensione e adozione delle pratiche di sicurezza. Questo permetterà di ridurre significativamente il numero di incidenti nei cantieri veneti.

Domande e Risposte

D: Chi sono i mediatori culturali per la sicurezza introdotti nei cantieri veneti?
R: Sono professionisti formati per facilitare la comprensione delle norme di sicurezza e dei rischi lavorativi da parte dei lavoratori stranieri. Superano le barriere linguistiche e culturali, adattando il messaggio alle diverse provenienze dei lavoratori.

D: Perché è stata introdotta questa figura professionale?
R: L'introduzione risponde all'esigenza di ridurre gli infortuni nei cantieri edili, dove i lavoratori stranieri sono più esposti a rischi a causa di difficoltà linguistiche e di comprensione delle normative. I dati recenti mostrano un aumento degli incidenti nel settore delle costruzioni.

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