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Approvata Legge di Stabilità 2026 in Veneto

Il Consiglio Veneto ha approvato nella giornata odierna, con 29 voti a favore e 17 contrari, la Legge di stabilità regionale 2026. Questo provvedimento rappresenta la prima delle proposte legislative presentate dalla Giunta per la manovra di bilancio. L'iter legislativo proseguirà con l'esame del Collegato alla legge di stabilità e del Bilancio di previsione 2026-2028.

La Legge di Stabilità autorizza, per l'anno 2026, il rifinanziamento di 59 leggi di spesa regionali, escludendo quelle di natura obbligatoria e continuativa. L'illustrazione delle proposte è stata curata dal presidente della Prima commissione, Andrea Tomaello, e dal vicepresidente, Paolo Galeano.

Dettagli della Manovra Finanziaria Veneta

Il Collegato alla legge di stabilità introduce dodici articoli volti a innovare l'ordinamento regionale, in linea con le indicazioni del Defr 2026-28. Tra le misure significative, spicca l'istituzione di un fondo regionale per le politiche della montagna da 1 milione di euro, finalizzato alla salvaguardia e allo sviluppo dei territori montani. È previsto inoltre un Basket bond da quasi 6 milioni di euro per facilitare l'accesso al mercato dei capitali delle piccole e medie imprese venete.

La Regione investirà 5 milioni di euro per un Data center, a supporto delle infrastrutture digitali. Altri 12 milioni di euro saranno destinati a coprire gli oneri derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della cooperazione sociale, con un focus sul personale delle medicine di gruppo integrate e sullo sviluppo delle cure primarie. Sono stati stanziati 30 milioni per garantire l'erogazione dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) nelle aree montane e 3 milioni di euro per l'acquisizione e l'installazione di nuove tecnologie.

Bilancio di Previsione e Dibattito Politico

Il Bilancio di previsione 2026-28 ammonta a quasi 19 miliardi di euro, con il 70% delle risorse destinate alla sanità. Il documento prevede inoltre investimenti per la sicurezza stradale, la salvaguardia idrogeologica e la protezione delle coste venete, oltre a fondi europei. Il presidente Tomaello ha confermato l'assenza di aumenti all'addizionale Irpef e all'Irap.

Durante il dibattito, il vicepresidente Galeano ha espresso riserve sulla manovra, definendola insoddisfacente e incapace di indicare un chiaro orizzonte politico per la nuova amministrazione. Ha sottolineato la necessità di concretezza e coraggio di fronte alle sfide attuali. La capogruppo Rossella Cendron ha evidenziato come il Veneto tenga ma fatichi a crescere, citando le difficoltà di imprese e artigiani. Carlo Cunegato ha lamentato un ventennio di immobilismo economico, contrapponendo il Veneto ad altre regioni più dinamiche.

Interventi successivi hanno toccato temi come la Pedemontana, il residuo fiscale e la proposta di fusione con il Friuli-Venezia Giulia avanzata da Alessio Morosin. La consigliera Chiara Luisetto ha sollevato criticità riguardo alle medicine di gruppo integrate e alla carenza di personale medico. Altri consiglieri hanno discusso di tassazione, sanità di montagna e dell'esercizio provvisorio. Jacopo Maltauro ha invece difeso la manovra, ritenendola rispondente alla visione del centrodestra, mentre Anna Maria Bigon ha criticato la mancanza di scelte coraggiose per investimenti su invecchiamento e natalità.

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