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La Torre Massimiliana a Sant'Erasmo diventerà un centro per eventi culturali, con un focus sul carciofo violetto locale. La gestione è stata affidata a un gruppo di associazioni per i prossimi tre anni.

Nuova gestione per la Torre Massimiliana

La storica Torre Massimiliana, situata nell'isola di Sant'Erasmo, cambierà volto. Un gruppo di associazioni, guidato da Coldiretti, si occuperà della gestione della struttura per un periodo di tre anni. L'accordo coinvolge anche AgrisArte, il Consorzio del carciofo violetto di Sant’Erasmo e l'associazione Futura. Questa collaborazione mira a rivitalizzare il sito.

La Torre Massimiliana è un bene demaniale. Lo Stato ne è proprietario. Il Comune di Venezia ne detiene la concessione d'uso fino al 2031. Le destinazioni previste includono funzioni museali e iniziative culturali. Si pensa a mostre e manifestazioni di vario genere.

La proposta avanzata da Coldiretti ha ricevuto il plauso della giunta comunale. L'assessore al patrimonio, **Paola Mar**, ha sottolineato l'esperienza dei proponenti. Essi vantano una comprovata capacità nella valorizzazione del territorio. Promuovono anche la cultura e tutelano le identità locali.

Un polo culturale e identitario

Il Comune di Venezia ha evidenziato la complessità gestionale della Torre Massimiliana. La sua collocazione insulare presenta sfide uniche. Anche il suo valore storico-architettonico richiede attenzioni specifiche. Esistono inoltre prescrizioni conservative da rispettare.

L'affidamento della gestione garantirà un presidio costante del complesso. Si assicurerà l'apertura al pubblico. Saranno curate la manutenzione ordinaria e la vigilanza. Si promuoverà lo sviluppo di attività culturali. Queste includeranno anche iniziative educative, sociali e ricreative. Tutte le attività dovranno essere coerenti con la natura del sito e le esigenze della comunità.

L'atto di concessione approvato dalla giunta stabilisce una chiara ripartizione delle responsabilità. Il Comune di Venezia si farà carico delle spese per i consumi energetici. Coprirà anche i costi della manutenzione straordinaria dell'immobile. Le associazioni affidatarie gestiranno invece le attività quotidiane. Si occuperanno della pulizia, della manutenzione ordinaria e dell'organizzazione degli eventi.

Valorizzazione del territorio e delle tradizioni

L'assessore **Paola Mar** ha commentato con soddisfazione la decisione. «Con questo provvedimento», ha dichiarato, «valorizziamo un luogo di grande rilevanza storica e identitaria. Affidiamo la gestione a una rete di soggetti profondamente radicati nel territorio». La Torre Massimiliana potrà così diventare un punto di riferimento per la comunità locale.

Il sito ospiterà attività culturali. Si darà spazio anche a iniziative legate alle tradizioni locali. Un esempio concreto è la valorizzazione del carciofo violetto. Questo progetto mira a rafforzare il legame tra patrimonio storico, territorio e partecipazione attiva dei cittadini. L'obiettivo è creare un centro vivo e pulsante per l'isola.

La gestione triennale della Torre Massimiliana rappresenta un'opportunità. Permetterà di esplorare nuove forme di fruizione culturale. Si integreranno le peculiarità storiche del luogo con le eccellenze enogastronomiche. Il carciofo violetto di Sant'Erasmo, in particolare, avrà un ruolo centrale. Verranno promosse degustazioni, laboratori e eventi tematici. Si punta a far conoscere e apprezzare questo prodotto tipico.

L'isola di Sant'Erasmo, nota come l'orto di Venezia, beneficerà di questa iniziativa. La Torre Massimiliana diventerà un catalizzatore per il turismo culturale ed enogastronomico. Si creeranno sinergie con le altre realtà dell'isola. L'obiettivo è promuovere un modello di sviluppo sostenibile. Un modello che valorizzi le risorse locali e coinvolga attivamente la comunità.

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