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Nel 2025 si sono registrati 1.093 decessi legati all'attività lavorativa in Italia. La Confederazione Unitaria dei Sindacati di Base (Cub) propone l'istituzione di una giornata dedicata alla memoria delle vittime, sottolineando la necessità di interventi più incisivi per prevenire ulteriori tragedie.

Aumentano i decessi in itinere

I dati del 2025 evidenziano un triste bilancio di 1.093 vittime sul lavoro in Italia. La Confederazione Unitaria dei Sindacati di Base (Cub) ha lanciato un appello per istituire una giornata commemorativa. Questo dato rappresenta un leggero incremento dello 0,3% rispetto all'anno precedente, quando si contarono 1.090 decessi.

Un'analisi più approfondita rivela una diminuzione dei morti sul luogo di lavoro, passati da 805 a 798. Tuttavia, si è assistito a un aumento dei decessi avvenuti durante gli spostamenti casa-lavoro, i cosiddetti incidenti in itinere. Questi sono passati da 285 a 295, registrando un incremento del 3,5%.

Edilizia e trasporti i settori più colpiti

Come negli anni passati, il settore delle costruzioni si conferma quello con il più alto numero di infortuni mortali sul posto di lavoro, con 133 vittime. Seguono il settore della manifattura, con 108 decessi, e quello dei trasporti e logistica, che conta 98 vittime.

La Lombardia si posiziona purtroppo in testa alla triste classifica regionale, con 164 vittime sul luogo di lavoro. Il Veneto si colloca al secondo posto con 111 decessi, mentre la Campania registra 101 vittime. Questi dati evidenziano la persistente criticità della situazione in diverse aree del paese.

Critiche alle politiche governative

La Confederazione Unitaria di Base ha espresso critiche nei confronti delle attuali politiche governative. «Le ricette del governo Meloni non hanno sortito alcun effetto, anzi», si legge in una nota sindacale. Il sindacato ritiene che le misure adottate, come la patente a punti e il limitato numero di nuove assunzioni di ispettori del lavoro, non siano sufficienti ad affrontare il problema.

Secondo la Cub, queste iniziative non vanno nella direzione auspicata da chi si confronta quotidianamente con questa «vera e propria piaga contemporanea». L'organizzazione sindacale sottolinea la necessità di interventi più strutturali e incisivi per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Richieste di maggiore sicurezza e pene più severe

Di fronte a questo scenario, la Cub avanza richieste precise. Tra queste, la necessità di una formazione più efficace sulla sicurezza e di controlli capillari e costanti. Inoltre, il sindacato chiede un inasprimento delle conseguenze penali per le aziende che non rispettano le normative di tutela dei dipendenti.

Una proposta specifica avanzata dalla Cub è l'istituzione del reato penale di «omicidio sul lavoro». L'obiettivo è aumentare la deterrenza e garantire una maggiore responsabilità da parte dei datori di lavoro. L'organizzazione ribadisce che questo fenomeno non può essere considerato «fisiologico» e richiede un'attenzione costante.

Proposta di un giorno della memoria

In conclusione, la Cub insiste sull'importanza di mantenere alta l'attenzione sul tema della sicurezza sul lavoro. L'organizzazione sindacale chiede con forza «l'istituzione di una giornata intitolata alle vittime sul lavoro». Questo appello mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e a onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita a causa di incidenti legati alla propria attività professionale.

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