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Vasto ha reso omaggio a Dante Alighieri con un evento culturale di spessore al Teatro Rossetti, focalizzato sulla figura di San Francesco d'Assisi. La serata ha visto la partecipazione di studiosi, musicisti e attori, riscuotendo un notevole successo di pubblico.

Celebrazione del Dantedì a Vasto

La città di Vasto ha recentemente ospitato un evento di notevole spessore culturale. L'iniziativa, promossa dall'assessorato alla Cultura in sinergia con il Polo Culturale cittadino, ha avuto luogo mercoledì 25 marzo 2026. L'obiettivo era celebrare l'annuale ricorrenza del Dantedì. Questa giornata è dedicata alla diffusione della conoscenza dell'opera e della figura di Dante Alighieri. L'amministrazione comunale ha sottolineato l'importanza di tali manifestazioni. Il sindaco Francesco Menna ha definito l'evento «di elevatissima qualità culturale». Ha inoltre evidenziato il dovere delle istituzioni pubbliche. Esse devono contribuire a diffondere la conoscenza di Dante. La sua esperienza letteraria è considerata straordinaria. La manifestazione si è svolta presso il prestigioso Teatro Rossetti. L'evento ha riscosso un grande successo. Ha attirato un pubblico attento e interessato.

La figura di San Francesco nel canto XI del Paradiso

Il fulcro della serata è stato un'approfondita rilettura della vita di San Francesco d'Assisi. Questa analisi è stata guidata da Gianni Oliva. Oliva è il direttore scientifico del Polo Culturale. Dirige anche il Centro Europeo di Studi Rossettiani. Ha condotto il pubblico attraverso il canto XI del Paradiso di Dante. In questo canto, il Sommo Poeta dedica ampio spazio alla figura del santo di Assisi. Oliva ha messo in luce la profonda spiritualità e la poesia con cui Dante descrive il santo. L'intervento ha mirato a superare le rappresentazioni più comuni. Spesso queste immagini sono considerate oleografiche e poco aderenti alla realtà storica. «Il Francesco storico, e con esso quello assai fedele raccontato da Dante mentre ci risveglia dentro, e ci scuote, e ci fa tremare per la nostra indegnità, ci sprona a riconquistare la dignità piena di noi stessi» ha affermato Oliva. Le sue parole hanno suscitato profonda riflessione tra i presenti. La figura di San Francesco, così come tratteggiata da Dante, emerge come un esempio potente. Un esempio di vita autentica e di profonda spiritualità. Un modello capace di scuotere le coscienze. Un invito a ritrovare la propria dignità umana.

Musica e letture per un'immersione dantesca

L'evento ha offerto un'esperienza multisensoriale. Le esibizioni musicali hanno accompagnato le letture. L'Ensemble Stella Nova ha proposto brani di musica medievale. Il repertorio includeva diverse Laudi. Queste composizioni hanno ricreato l'atmosfera dell'epoca. Hanno reso omaggio alla tradizione musicale legata alla spiritualità francescana. L'attore Domenico Galasso ha dato voce ai testi. Ha interpretato il Cantico delle Creature. Ha inoltre letto ampi brani del canto XI del Paradiso. La sua interpretazione ha saputo trasmettere l'intensità emotiva e spirituale dei versi danteschi. La combinazione di musica e recitazione ha permesso al pubblico di immergersi completamente nell'universo dantesco. Ha offerto una prospettiva inedita sulla figura di San Francesco. L'allestimento scenico e l'acustica del Teatro Rossetti hanno contribuito a creare un'atmosfera suggestiva. L'evento si è configurato come un vero e proprio viaggio nel tempo e nella spiritualità. Un'occasione per riscoprire la grandezza della Divina Commedia.

Dante come fonte di speranza e coraggio

L'assessore alla Cultura e al Turismo, Nicola Della Gatta, ha rivolto un saluto ai partecipanti. Nel suo intervento, ha sottolineato la rilevanza di Dante in tempi difficili. «In questo momento della storia, in cui le ombre sembrano oscurare la bellezza del mondo e tutti avvertiamo, spesso impotenti, una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro» ha dichiarato Della Gatta. Ha poi evidenziato come Dante, attraverso la sua opera, offra un messaggio di speranza. Il poeta è definito «cantore della speranza nella felicità che l’uomo ricerca». I suoi insegnamenti e le figure esemplari che presenta sono visti come fonte di coraggio. Forniscono la forza necessaria per affrontare le sfide quotidiane. L'assessore ha concluso citando gli ultimi versi della Divina Commedia. «l’amor che move il sole e l’altre stelle» (Par. XXXIII, 145). Questo verso rappresenta la sintesi della visione dantesca. Una visione che ispira un rinnovato slancio. Uno slancio necessario per il cammino individuale e collettivo. L'evento ha quindi avuto una duplice valenza. Ha celebrato un grande poeta. Ha offerto spunti di riflessione per il presente. La città di Vasto si conferma così un centro culturale vivace. Un luogo dove la tradizione letteraria incontra le esigenze della contemporaneità. La scelta di focalizzarsi su San Francesco nel contesto del Dantedì si è rivelata particolarmente azzeccata. Ha permesso di esplorare un aspetto meno noto ma profondamente significativo dell'opera dantesca. La partecipazione attiva del pubblico ha confermato l'interesse per iniziative di questo tipo. Esse contribuiscono ad arricchire il panorama culturale della regione. La collaborazione tra enti pubblici e realtà culturali locali si è dimostrata vincente. Ha permesso di realizzare un evento di alta qualità. Un evento che ha lasciato un segno positivo nella comunità vastese. L'eredità di Dante continua a ispirare. Offre messaggi universali di bellezza, speranza e ricerca della verità. La celebrazione del Dantedì a Vasto ne è stata una testimonianza concreta. Il Teatro Rossetti ha fatto da cornice ideale. Ha amplificato la risonanza di un evento destinato a rimanere nella memoria.

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