Una vasta frana in Molise, a Petacciato, presenta caratteristiche simili a quella di Ancona e supera in profondità quella di Niscemi. Gli esperti dell'OGS sottolineano la necessità di imparare a convivere con il dissesto, poiché non è possibile arrestarlo completamente.
Frana Molise: dimensioni e comparazione
Il presidente dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), Nicola Casagli, ha descritto la frana di Petacciato. Le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di Ancona. La frana molisana risulta però più profonda rispetto a quella di Niscemi.
Questi movimenti franosi, secondo Casagli, appartengono al sistema adriatico. Questo sistema si estende dal confine con la Puglia fino alla Romagna. Anche la frana di Vasto rientra in questo contesto.
Il dissesto in Molise è considerato tra i più critici in Europa. La sua larghezza è di circa 2 chilometri, con una lunghezza simile. Questo la rende un ovale esteso sul territorio.
Gestione del rischio e convivenza
Casagli ha evidenziato come frane di tale portata non si arrestino. L'approccio corretto è imparare a conviverci. Ha citato l'esempio di Ancona, dove una frana di grandi dimensioni, la seconda in Italia dopo il Vajont, è gestita dal 1980.
Nella città marchigiana è stata sviluppata una strategia efficace. Questa strategia permette la convivenza sicura tra la popolazione, le infrastrutture e il dissesto geologico. La frana di Ancona, sebbene più grande di quella di Petacciato, è ferma da tempo.
L'obiettivo non è eliminare il rischio, ma ridurlo significativamente. La convivenza pacifica è la soluzione praticabile per queste situazioni.
Dinamiche della frana e mitigazione
Il movimento franoso di Petacciato ha registrato spostamenti recenti. Nella giornata odierna, il dissesto si è mosso di pochi centimetri. Il giorno precedente, invece, si è verificato uno spostamento orizzontale di 1 metro e mezzo. Questo movimento ha interessato aree con ferrovia e autostrada.
In verticale, lo spostamento è stato notevole, con un avanzamento di quasi 2 metri. Casagli ha spiegato che si tratta di una frana complessa, con più falde attive. Questa complessità richiede un ripensamento dei progetti di mitigazione.
La profondità della frana è risultata maggiore del previsto. Questo impone un adeguamento delle strategie di intervento. La sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture rimane la priorità assoluta.
Strumentazione e coinvolgimento civico
L'utilizzo di strumentazione all'avanguardia è fondamentale. Tuttavia, non è sufficiente da sola. È essenziale affiancarla a piani di protezione civile costantemente aggiornati. Il coinvolgimento attivo dei cittadini in questi piani è cruciale.
La consapevolezza e la partecipazione della comunità rafforzano le misure di sicurezza. Permettono una gestione più efficace del rischio associato alla frana. La collaborazione tra istituzioni e cittadini è la chiave per affrontare queste sfide ambientali.
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