Intitolazione stadio: diniego della Prefettura
La Prefettura di Vicenza ha negato l'autorizzazione per intitolare lo stadio dei Fiori di Valdagno al compianto portiere Roberto Anzolin. La decisione, che impedisce l'intitolazione prima del 2027, ha suscitato rammarico e sorpresa nella comunità locale.
Il diniego è arrivato anche per la richiesta di deroga, solitamente concessa in casi di particolare merito prima che siano trascorsi dieci anni dalla scomparsa dell'individuo.
L'appello di Walter Veltroni
A intervenire con un accorato appello è stato Walter Veltroni, ex sindaco di Roma e profondo conoscitore del mondo del calcio. Veltroni, legato da un forte legame con Anzolin, ha espresso il suo dispiacere per la decisione della Prefettura.
«Sono stato sindaco e so che ci sono tanti casi di deroghe per persone il cui contributo alla comunità è stato rilevante», ha dichiarato Veltroni. «Mi dispiace molto che non si sia tenuto conto di quello che Anzolin ha fatto per Valdagno. L'intitolazione dello stadio era quasi doverosa e mi auguro che la prefettura voglia tornare su questa decisione».
Veltroni ha ricordato il contributo di Anzolin non solo come atleta di alto livello, ma anche per il suo impegno con i giovani. «Anzolin è stato portiere della Juventus, del Valdagno, è stato portiere della Nazionale e ha lavorato tanto con i ragazzi», ha aggiunto, sottolineando il forte legame del portiere con il territorio.
Il sostegno di Adriano Bardin
Al coro di voci si è unito anche Adriano Bardin, ex portiere del Vicenza e compagno di squadra di Anzolin. Bardin ha condiviso il rammarico per la decisione, pur riconoscendo l'importanza delle regole.
«Se ci sono delle regole bisogna rispettarle, ma in casi come questo si potrebbe anche derogare», ha affermato Bardin. «Per Valdagno e per il Vicentino sarebbe un giusto riconoscimento».
Bardin ha elogiato Anzolin come «un gran professionista che viveva con passione il suo ruolo», evidenziando l'importanza del suo esempio per i portieri della zona.
La famiglia Anzolin: «Aspetteremo»
La famiglia di Roberto Anzolin, pur delusa, ha manifestato comprensione e pazienza. Il nipote Giulio Anzolin ha commentato che la recente inaugurazione della mostra e la presentazione del libro dedicati al nonno sono state già fonte di grande emozione e soddisfazione.
«Per noi sarebbe stato, comunque, soltanto un di più: l'evento è stato un calderone di emozioni e la pubblicazione del libro ha dato alla nostra famiglia enormi soddisfazioni», ha spiegato Giulio. «Niente paura. Ci sarà da aspettare altri tre anni prima che il nonno possa avere l'intitolazione».
Roberto Anzolin, originario di Marzotto Valdagno, ha avuto una carriera illustre, giocando anche per Juventus, Atalanta, Vicenza e Palermo, collezionando 310 presenze e vincendo uno scudetto e una Coppa Italia.