La Corte d'Appello di Venezia ha confermato l'ergastolo per Vincenzo Paglialonga, ritenuto colpevole dell'omicidio di Lauretta Toffoli. La decisione si basa sulla perizia psichiatrica che ne ha stabilito la piena capacità di intendere e volere.
Udine: confermata imputabilità e condanna
La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha confermato la condanna all'ergastolo per Vincenzo Paglialonga. L'uomo è accusato dell'omicidio volontario aggravato di Lauretta Toffoli. La vittima, 74 anni, fu uccisa con 38 coltellate nella sua abitazione. L'omicidio avvenne la notte del 7 maggio 2022.
La sentenza di primo grado, emessa dalla Corte d'Assise di Udine nel 2023, aveva già stabilito il carcere a vita. Tale verdetto era stato successivamente confermato dalla Corte d'Assise d'Appello di Trieste nel 2024. La Cassazione, tuttavia, aveva annullato la sentenza d'appello.
L'obiettivo dell'annullamento era la verifica dell'imputabilità di Paglialonga. La questione era emersa a causa di due perizie psichiatriche contrastanti. Entrambe erano state disposte dal Tribunale friulano durante il processo di primo grado.
Perizie psichiatriche a confronto
La prima perizia fu redatta dal dottor Marco Stefanutti. Secondo il dottor Stefanutti, i disturbi della personalità dell'imputato non avevano compromesso la sua capacità di intendere e volere. La patologia, con elementi istrionici, non inficiava la sua responsabilità. Questo fu il parere espresso nella prima valutazione.
La seconda perizia fu invece condotta dal dottor Francesco Piani. Il dottor Piani accertò una grave diminuzione della capacità di intendere e volere. Le conclusioni dei due specialisti erano quindi diametralmente opposte. Questo contrasto ha generato un lungo iter giudiziario.
I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Venezia hanno dato maggior peso alla prima perizia. Hanno ritenuto più fondate le conclusioni del dottor Stefanutti. La Corte ha espresso un giudizio di maggiore attendibilità sulla sua valutazione. Questo è quanto emerge dalle motivazioni depositate.
Decisione della Corte d'Appello
Nelle motivazioni della sentenza, si legge che le valutazioni del perito d'ufficio sono solide. «Le valutazioni finali del perito dell'ufficio sulla assenza di profili di infermità in grado di integrare un vizio anche solo parziale di mente», si legge nel documento. Queste conclusioni sono «fondate su una serie completa e sostanziosa di elementi».
La Corte ha quindi condiviso il giudizio del primo giudice. La perizia del dottor Stefanutti è stata ritenuta più attendibile. Di conseguenza, è stata confermata l'imputabilità di Vincenzo Paglialonga. La condanna all'ergastolo per l'omicidio di Lauretta Toffoli resta quindi valida.
Prossimi passi legali
I legali difensori di Paglialonga, gli avvocati Piergiorgio e Francesco Bertoli, non si danno per vinti. Hanno annunciato l'intenzione di presentare un nuovo ricorso in Cassazione. La difesa intende riproporre la necessità di una superperizia.
Questo nuovo ricorso mira a ottenere un'ulteriore valutazione tecnica. La speranza è quella di poter dimostrare una diversa condizione psichica dell'imputato al momento del delitto. La vicenda giudiziaria potrebbe quindi proseguire.
Dettagli del delitto
Lauretta Toffoli, 74 anni, fu trovata morta nella sua casa in via della Valle a Udine. L'aggressione avvenne nella notte tra il 7 e l'8 maggio 2022. Le ferite riscontrate sul corpo della donna furono 38 coltellate. L'omicidio sconvolse la comunità locale.
Vincenzo Paglialonga, vicino di casa della vittima, fu rapidamente identificato come il presunto autore del delitto. L'indagine si concentrò fin da subito sulla sua figura. Le perizie psichiatriche sono state centrali nel determinare la sua responsabilità.
La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha ora chiuso un capitolo importante di questo caso. La conferma dell'ergastolo segna un punto fermo. La difesa, tuttavia, cercherà nuove vie per ribaltare la sentenza.