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Un nuovo corso a Udine esplorerà il tragico periodo dell'occupazione del Friuli tra il 1917 e il 1918, focalizzandosi sulle conseguenze sociali e umane.

Occupazione Friuli 1917-1918: un periodo oscuro

Un capitolo doloroso e poco noto della storia friulana verrà analizzato in un nuovo percorso formativo. L'iniziativa è promossa dall'Università delle LiberEtà. Il corso si intitola «STORIA DEL FRIULI: 1917-1918 L'OCCUPAZIONE DEL FRIULI». Sarà tenuto da Andrea Contento. Egli è una nuova figura tra i docenti dell'ateneo. L'obiettivo è far luce su eventi dimenticati.

Il periodo storico preso in esame è quello compreso tra la disfatta di Caporetto e la liberazione avvenuta nel 1918. Si tratta di dodici mesi intensi. Hanno segnato profondamente il territorio e la sua gente. L'occupazione militare portò con sé sofferenze indicibili. La popolazione civile subì privazioni e violenze. La memoria di questi eventi è fondamentale. Permette di comprendere meglio le dinamiche sociali del tempo. Aiuta a non ripetere gli errori del passato.

Il corso si propone di raccontare questi eventi. Si concentrerà sulle conseguenze dirette dell'occupazione. Verranno analizzati gli aspetti sociologici. Saranno esplorate le esperienze di chi rimase. Molti scelsero di non abbandonare la propria terra. Affrontarono condizioni di vita estremamente difficili. La loro resilienza è un aspetto importante da studiare. La narrazione storica non deve limitarsi ai fatti militari. Deve includere le storie individuali. Le testimonianze di chi ha vissuto l'occupazione sono preziose. Offrono una prospettiva unica sulla realtà quotidiana.

L'analisi si estenderà oltre gli aspetti puramente bellici. Si indagheranno le ripercussioni economiche. L'occupazione comportò saccheggi e requisizioni. L'agricoltura e l'artigianato subirono danni ingenti. La vita sociale fu stravolta. Le istituzioni locali dovettero adattarsi alla nuova realtà. La cultura locale fu messa a dura prova. La lingua e le tradizioni furono talvolta represse. Il corso mira a fornire un quadro completo. Un quadro che includa tutte le sfaccettature di questo periodo.

La scelta di focalizzarsi sugli aspetti sociologici è cruciale. Permette di comprendere l'impatto umano. Come reagirono le famiglie? Quali strategie adottarono per sopravvivere? Come si svilupparono le relazioni tra occupanti e occupati? Queste domande sono centrali per una comprensione profonda. L'Università delle LiberEtà vuole offrire uno spazio di riflessione. Uno spazio per discutere e approfondire. La storia locale è un patrimonio da valorizzare. Soprattutto quando riguarda eventi così significativi.

Dettagli del corso e iscrizioni

Il percorso formativo prenderà il via il prossimo mercoledì 1° aprile 2026. Le lezioni si terranno per quattro mercoledì consecutivi. L'orario previsto è dalle 18:00 alle 19:00. La partecipazione al corso è gratuita. È necessario essere in possesso della tessera associativa dell'Università delle LiberEtà. La sede delle lezioni è l'Università delle LiberEtà. Si trova in via Napoli 4 a Udine. La location è facilmente raggiungibile. Offre un ambiente accogliente per lo studio.

Le iscrizioni sono già aperte. È possibile formalizzare la propria adesione direttamente presso la segreteria dell'ateneo. La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì. Gli orari sono dalle 9:00 alle 12:30. Nel pomeriggio, gli uffici sono aperti dalle 15:00 alle 19:00. In alternativa, è possibile inviare una mail. L'indirizzo è iscrizioni@libereta-fvg.it. Nella mail è necessario indicare cognome, nome e il codice 777. Questo codice è importante per la registrazione.

La richiesta di iscrizione via email deve essere chiara. Deve contenere tutte le informazioni richieste. Questo faciliterà il processo di registrazione. L'Università delle LiberEtà invita tutti gli interessati. Studenti, appassionati di storia, cittadini. Chiunque voglia approfondire questo periodo cruciale. La partecipazione è un'opportunità unica. Permette di acquisire nuove conoscenze. Di confrontarsi con esperti del settore. La storia del Friuli merita di essere conosciuta. Soprattutto nei suoi capitoli più complessi.

Il corso rappresenta un'occasione preziosa. Offre una prospettiva approfondita. Una prospettiva che va oltre la narrazione tradizionale. Si esploreranno le dinamiche sociali. Le conseguenze psicologiche dell'occupazione. L'impatto sulla vita quotidiana. La resilienza della popolazione. L'importanza della memoria storica. Il relatore, Andrea Contento, porterà la sua expertise. La sua conoscenza del periodo sarà fondamentale. Per guidare i partecipanti in questo viaggio nel passato.

L'Università delle LiberEtà si impegna a promuovere la cultura. Offre corsi e iniziative di alto livello. Questo corso sull'occupazione del Friuli ne è un esempio. Si inserisce in un contesto più ampio. Un contesto di valorizzazione della storia locale. La storia del Friuli-Venezia Giulia è ricca e complessa. Racchiude esperienze uniche. Eventi che hanno plasmato l'identità regionale. Comprendere il passato è essenziale. Per costruire un futuro più consapevole.

Contesto storico: la Grande Guerra nel Friuli

Il periodo 1917-1918 fu uno dei più critici per il Friuli. La regione si trovò in prima linea durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la disastrosa Battaglia di Caporetto nell'ottobre 1917, le truppe italiane subirono una pesante sconfitta. Il fronte si spostò drasticamente. Gran parte del Friuli orientale e centrale venne occupata dalle forze austro-ungariche e tedesche. L'occupazione durò per quasi un anno. Fino alla vittoria italiana nella Battaglia di Vittorio Veneto nell'ottobre 1918.

L'occupazione ebbe conseguenze devastanti. Le popolazioni civili dovettero affrontare fame, malattie e violenze. Molti furono costretti a fuggire. Divennero profughi nelle retrovie italiane. Altri rimasero. Vissero sotto il dominio straniero. Subendo razionamenti, requisizioni e lavori forzati. La vita quotidiana divenne una lotta per la sopravvivenza. Le infrastrutture furono danneggiate. L'economia locale collassò. La regione divenne un teatro di guerra.

La ritirata italiana dopo Caporetto fu caotica. Migliaia di soldati persi e disorientati si riversarono nelle campagne. Questo aumentò la pressione sulle popolazioni locali. L'esercito occupante impose un regime militare severo. La propaganda fu utilizzata per demoralizzare la popolazione. Si cercò di minare il morale italiano. L'occupazione fu un'esperienza traumatica. Lasciò cicatrici profonde nella memoria collettiva.

La liberazione nel 1918 non significò la fine delle difficoltà. La ricostruzione fu un processo lungo e arduo. Il Friuli dovette fare i conti con le distruzioni. E con le perdite umane. La guerra lasciò un segno indelebile. La storia di questo periodo è fondamentale. Per comprendere la resilienza del popolo friulano. E per onorare la memoria di chi ha sofferto.

Il corso organizzato dall'Università delle LiberEtà a Udine si inserisce in questo contesto. Vuole recuperare la memoria storica. Vuole dare voce a chi ha vissuto quei momenti difficili. Analizzare le conseguenze sociologiche è importante. Aiuta a capire come le comunità si riorganizzarono. Come affrontarono il trauma. E come riuscirono a ricostruire le proprie vite. La storia locale è uno specchio della storia nazionale. E internazionale.

L'iniziativa di Udine è quindi di grande valore. Offre uno sguardo approfondito su un periodo cruciale. Un periodo che ha segnato per sempre il Friuli. La partecipazione è aperta a tutti. Un'opportunità per imparare e riflettere. Sulla storia e sulla condizione umana. In tempi di conflitto e occupazione.

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