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Un nuovo bando da 500mila euro è stato lanciato per finanziare restauri di beni culturali in Friuli. L'iniziativa mira a preservare il patrimonio artistico e architettonico, promuovendo anche l'accessibilità digitale.

Nuovo bando per la conservazione dei beni culturali

È stato presentato a Udine, presso Palazzo Antonini-Stringher, il Bando Restauro 2026. Questa iniziativa, giunta alla sua nona edizione, è promossa dalla Fondazione Friuli con il supporto di Intesa Sanpaolo. L'obiettivo è proteggere il patrimonio storico-artistico per investire nel futuro della regione.

Il bando mette a disposizione un totale di 500.000 euro. Questi fondi sono destinati a interventi di restauro e recupero conservativo. Le aree interessate sono le province di Udine e Pordenone. L'edizione 2026 pone un'enfasi particolare sulla fruibilità e accessibilità dei beni restaurati.

Si incoraggia l'integrazione di tecnologie digitali. Verranno supportate anche attività culturali correlate ai beni. Questo approccio mira a rendere il patrimonio più vivo e accessibile a tutti.

Chi può partecipare e cosa si può restaurare

Possono presentare domanda enti pubblici e religiosi. Sono ammessi anche enti del terzo settore senza scopo di lucro. È necessario che questi enti abbiano la gestione di beni mobili o immobili sottoposti a tutela. La richiesta deve essere presentata entro l'11 maggio 2026.

Gli interventi ammissibili sono vari. Si va dal restauro di statue, dipinti e libri antichi. Include anche la salvaguardia di affreschi e pavimenti artistici. Sono finanziabili anche ristrutturazioni di immobili storici. La tutela di parchi e giardini storici è inclusa.

Il presidente Bruno Malattia ha sottolineato l'obiettivo strategico. «L'obiettivo strategico del bando è trasformare il restauro in un'occasione di rilancio collettivo», ha dichiarato. Si premieranno progetti che coniugano protezione e accessibilità. L'integrazione di percorsi di digitalizzazione è vista come essenziale.

Dettagli sul contributo e scadenze

La Fondazione Friuli coprirà fino all'80% dei costi. Il tetto massimo di contributo per singolo progetto è di 30.000 euro. La valutazione dei progetti considererà la rilevanza storico-artistica e l'urgenza. Anche la chiarezza degli obiettivi e l'efficacia delle azioni di valorizzazione saranno importanti.

Le domande si presentano esclusivamente online. La scadenza è fissata per le ore 13 dell'11 maggio 2026. È necessario il nulla osta della Soprintendenza. In alternativa, si può dimostrare di averne fatto richiesta.

I lavori dovranno iniziare entro un anno dall'assegnazione. Dovranno concludersi entro 18 mesi dall'avvio del cantiere. Questo garantisce una corretta gestione dei tempi e delle risorse.

Esempio di restauro: l'altare di Prodolone

Durante la presentazione, sono stati illustrati i risultati di un intervento precedente. La Fondazione Friuli ha sostenuto il restauro dell'altare nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Prodolone. Questo progetto è stato definito una 'best practice'.

La storica dell'arte Isabella Reale e Stefano Iacumin di Stonex hanno spiegato i dettagli. L'intervento ha combinato restauro tradizionale e ricostruzione virtuale. L'obiettivo era rendere l'opera fruibile a un pubblico più ampio possibile.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il vicepresidente della Regione, Mario Anzil, ha ringraziato la Fondazione Friuli. «Iniziative come questo bando rappresentano un segnale concreto di attenzione verso la memoria e l’identità dei nostri territori», ha affermato. La conservazione è vista come un investimento nel futuro delle comunità.

La Soprintendente per il Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura, ha espresso il sostegno dell'ente. «La Soprintendenza sostiene con convinzione questa iniziativa di particolare rilievo», ha dichiarato. Si auspica la presentazione di proposte di alta qualità tecnica e innovative.

Cristina Cipiccia, direttrice regionale di Intesa Sanpaolo, ha confermato il sostegno. «Confermiamo il nostro sostegno alla Fondazione Friuli per il Bando Restauro», ha detto. L'iniziativa valorizza il patrimonio locale e rafforza la memoria collettiva.

Domande frequenti sul Bando Restauro 2026

Qual è l'importo totale stanziato per il Bando Restauro 2026?

Il Bando Restauro 2026 mette a disposizione una dotazione complessiva di 500.000 euro per interventi di restauro e recupero conservativo nelle province di Udine e Pordenone.

Quali tipi di beni culturali sono ammessi al finanziamento?

Sono ammessi beni mobili o immobili sottoposti a tutela, gestiti da enti pubblici, religiosi o del terzo settore. Questo include statue, dipinti, volumi librari, affreschi, pavimentazioni artistiche, immobili architettonici, parchi e giardini storici.

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