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Giovanni Lindo Ferretti ha incantato il pubblico di Udine con il suo spettacolo "Percuotendo". L'artista ha proposto un'intensa performance che ha unito parole e musica, spaziando tra il suo repertorio solista e i brani storici dei Cccp e dei Csi.

Ferretti porta a Udine il suo teatro sonoro

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ha accolto Giovanni Lindo Ferretti per un evento che ha richiamato un pubblico fedele. Gli spettatori presenti erano in gran parte legati al percorso musicale dell'artista, dai tempi dei Cccp fino ai Csi.

Sul palco, Ferretti era accompagnato da Simone Beneventi alle percussioni e da Luca Alfonso Rossi alle chitarre. Rossi, già collaboratore di Ferretti con gli Ustmamò, ha condiviso il palco con lui anche nel precedente tour.

La genesi dello spettacolo: la voglia di percussioni

Ferretti ha descritto i suoi tour come eventi non pianificati. Il precedente spettacolo, "A Cuor Contento", doveva durare una stagione ma si è protratto per tredici anni. L'artista ha confessato di aver sentito la necessità di un cambiamento, provando una certa tristezza e insoddisfazione.

La vera scintilla per il nuovo progetto è nata dal desiderio di sperimentare con le percussioni. Ferretti ha rivelato di aver lavorato con una vasta gamma di strumenti nel corso della sua carriera, ma mai con le percussioni. Questa nuova frontiera sonora rappresentava per lui un'opportunità di rinnovamento.

L'incontro con Simone Beneventi

La collaborazione con Simone Beneventi è stata fondamentale. Luca Rossi aveva lodato le capacità di questo giovane percussionista di Reggio Emilia, proveniente da un percorso accademico diverso da quello di Ferretti. L'artista ha raccontato di aver accettato con entusiasmo la proposta di un concerto all'Olimpico di Vicenza, desideroso di lavorare con Beneventi.

Il patto era chiaro: Beneventi poteva usare qualsiasi strumento, purché fosse percosso. Questo ha dato origine al titolo del tour, "Percuotendo". Ferretti è rimasto affascinato dall'incontro con Beneventi, descrivendo la sua performance con campane e campanacci come un vero incanto.

Lo spettacolo: parole, musica e scenografia

Lo spettacolo si è aperto con Rossi e Beneventi che creavano un tappeto sonoro. Ferretti ha iniziato a leggere testi, poesie e brani tratti dai suoi libri, definendoli un "flusso di coscienza". La musica accompagnava le parole in modo naturale, senza mai sovrastare la voce dell'artista.

La scenografia era essenziale ma suggestiva, dominata dal teschio del cavallo Tancredi, un totem simbolico. Ferretti ha spiegato la necessità di integrare luci e sonorità di chitarra e basso nei teatri, per creare un palcoscenico più completo.

Un repertorio che attraversa la carriera

La scaletta ha spaziato attraverso l'intera carriera di Ferretti. Brani come Finisterrae e A Tratti, tratti da Ko De Mondo dei Csi, hanno aperto la serata. Le canzoni non seguivano un ordine cronologico, ma si intrecciavano con i suoi discorsi, trasformandosi in base alle emozioni trasmesse.

Il repertorio solista era predominante, con meno spazio dedicato ai Cccp. Ferretti ha sottolineato come le canzoni si trasformino in parole e viceversa, esprimendo la sua necessità di unire queste due dimensioni artistiche.

I Cccp in controluce e un bis emozionante

Dei Cccp, Ferretti ha proposto una rivisitazione di Depressione Caspica in chiave reggae. Ha lasciato a Beneventi la libertà di riarrangiare diversi brani del suo repertorio. Lo spettacolo ha rivitalizzato brani come Cadevo e quelli di Co.dex, rendendoli attuali.

I brani dei Csi, come Pons Tremolans, sono risultati particolarmente evocativi. Il bis è stato dedicato ai Cccp con Annarella, presentata come omaggio al pubblico dopo un'interpretazione del Te Deum.

Ristampe, ritorni e un arrivederci

Ferretti ha riflettuto sulla recente rinascita dei Cccp, un evento inaspettato. Il libro "Ora et Labora", pensato come un addio, si è trasformato in un nuovo inizio. L'artista si è detto felice del percorso autonomo intrapreso dai Cccp, che ha portato alla ripresa dello spettacolo e all'annuncio di futuri progetti con i Csi.

Lo spettacolo si è concluso tra gli applausi e le emozioni del pubblico udinese, lasciando un segno profondo.

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