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Ordigni bellici inglesi, granate d'artiglieria risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, sono riemersi dai fondali del porticciolo di Barcola a Trieste. Un'operazione di bonifica ha rimosso una ventina di proiettili, con ulteriori verifiche previste per l'estate.

Ritrovamento di ordigni bellici a Trieste

Granate di artiglieria di fabbricazione inglese sono state rinvenute sui fondali del porticciolo di Barcola. La scoperta è avvenuta durante operazioni di dragaggio nella zona del lungomare triestino. Un contingente del Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine ha gestito il recupero dei reperti bellici.

Circa una ventina di grossi proiettili sono stati portati a terra. Gli ordigni sono stati inizialmente depositati su un molo per accertamenti. L'obiettivo era verificare l'eventuale presenza di sostanze chimiche pericolose al loro interno. Successivamente, i residuati sono stati trasportati via mediante un furgone specializzato.

Bonifica e controlli sui fondali marini

Questa operazione rappresenta la prima fase di un'ampia attività di bonifica dell'area. Il porticciolo di Barcola è stato completamente transennato per garantire la sicurezza durante le operazioni. Sono in programma ulteriori esami sui fondali marini. L'intento è accertare l'eventuale presenza di altri proiettili o ordigni inesplosi.

L'assessore regionale alle Politiche dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, era presente sul luogo. Ha confermato la natura dei proiettili ritrovati. Si tratterebbe di artiglieria risalente alla Seconda Guerra Mondiale, di produzione inglese. Le prime ipotesi suggeriscono che possano essere stati abbandonati nel 1954.

Prospettive future e bonifica completa

L'assessore Scoccimarro ha sottolineato un aspetto positivo. I proiettili recuperati non sembrano essere bombe della Prima Guerra Mondiale. Tali ordigni, in passato, contenevano spesso gas nervino. I proiettili rinvenuti sono stati immediatamente rimossi dall'area.

La Regione ha commissionato un'operazione di 'debombing' più estesa. Questa attività mira a verificare l'assenza di ulteriori ordigni. Sarà necessaria l'autorizzazione delle forze competenti, dell'Esercito e della Marina. Solo dopo tali permessi si potrà procedere con nuovi dragaggi. L'assessore ha espresso la speranza di completare l'intera operazione entro l'estate.

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