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Cittadini firmatari chiedono interventi urgenti dopo l'alluvione del novembre 2025. Sollecitano la Regione Friuli Venezia Giulia per la messa in sicurezza del torrente Judrio e per il futuro del Molino Tuzzi.

Richiesta di interventi urgenti dopo l'alluvione

Una lettera aperta, sottoscritta da 721 cittadini, ha riacceso l'attenzione sulla situazione territoriale. Questa area è stata colpita da un'alluvione nei giorni 16 e 17 novembre 2025. La missiva è indirizzata alla Regione Friuli Venezia Giulia. Si focalizza sui ritardi nei lavori di messa in sicurezza. Particolare preoccupazione riguarda il torrente Judrio. Si esprimono anche timori per il futuro del Molino Tuzzi, situato a Ruttars.

I firmatari hanno contribuito con donazioni. Hanno sostenuto l'attività storica del mulino nei mesi scorsi. Ora chiedono maggiore chiarezza. Desiderano sapere cosa sia stato effettivamente realizzato fino ad ora. Sono trascorsi quasi cinque mesi dall'evento calamitoso. Sottolineano che sono stati fatti ancora pochi progressi. Questo riguarda la garanzia di sicurezza per i residenti. Anche le realtà produttive locali sono a rischio.

Il timore diffuso è che gli sforzi economici e di solidarietà possano rivelarsi inutili. Questo avverrebbe senza interventi strutturali adeguati. La paura è concreta: nuove piogge potrebbero causare ulteriori danni. Si teme un ritorno alla situazione di emergenza.

Il Molino Tuzzi, un simbolo del territorio

Il Molino Tuzzi rappresenta una realtà di grande valore. È unico nel panorama regionale. La stessa famiglia lo gestisce da 130 anni. La sua storia, però, risale a oltre otto secoli fa. Attualmente, è l'ultimo mulino attivo. Copre un'area vasta. Include la provincia di Gorizia, quella di Trieste e il Collio sloveno.

Questo mulino ha ricevuto riconoscimenti importanti. È stato premiato con la medaglia d'oro. È annoverato tra le imprese storiche del Friuli Venezia Giulia. Il Molino Tuzzi non è solo un luogo di produzione. È anche un importante presidio culturale. Ospita regolarmente eventi. Offre attività didattiche. Al suo interno si trova un museo. Questo attira ogni anno studenti. Vengono visitatori da scuole e università. Accoglie turisti italiani e stranieri.

Una delle ragioni principali della mobilitazione è il legame con il progetto “Patto della Farina del Friuli Orientale”. Questa iniziativa è nata dal basso. È attiva da oltre undici anni. Il Molino Tuzzi ne è il centro propulsore. Si tratta di una filiera partecipata. Coinvolge centinaia di attori. Tra questi ci sono agricoltori, trasformatori e consumatori. L'obiettivo è produrre cereali e derivati di alta qualità. Questi devono essere accessibili e sostenibili. Il tutto avviene senza ricorrere a fondi pubblici.

Rischio idrogeologico e disastri annunciati

La lettera estende la sua analisi al contesto nazionale. Ricorda che il rischio idrogeologico interessa la quasi totalità dei Comuni italiani. Eventi come quello di novembre vengono definiti “disastri annunciati”. I firmatari ritengono che questi siano aggravati. La causa sarebbe la mancata manutenzione dei corsi d'acqua. Questo aggrava ulteriormente la situazione.

La richiesta finale è molto chiara. I 721 firmatari desiderano un riscontro. Lo chiedono alle istituzioni regionali. Lo vogliono “cortese quanto urgente”. Sollevano interrogativi precisi. Riguardano le priorità nella gestione dei fondi pubblici. Mettono in dubbio la reale volontà di prevenire futuri disastri.

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